Problemi di coppia

Non riesco a fare sesso con il mio compagno

Fabio

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Salve,
Vi scrivo perché davvero sono in una situazione preoccupante, sono fidanzato da poco più di un anno e credo di aver trovato l’uomo perfetto per me, credo di amarlo anche se non ne ho la certezza matematica.
Il problema è che già da un po’ il sesso tra noi è andato scemando... io sono sempre stato un ragazzo molto molto attivo sessualmente ma con lui non riesco a fare sesso o quantomeno non sento quello stimolo, quella passione che ti fanno desiderare l’altro come ci si aspetta da chi sente attrazione per il proprio partner.

Ne abbiamo parlato e ovviamente per lui sta diventando un problema ma credo oltretutto che riflettendoci questo sia un pattern che si ripresenta in tutte le relazioni che ho avuto... è come se dopo poco sublimassi la relazione e vedessi il sesso come una cosa inopportuna....
Allora non riesco a capire se il problema è il mio e vado in crisi, sia perché desidero altri sessualmente sia perché ho paura che la mia unica possibilità sia quella di rimanere single !

Spero mi possiate aiutare !
Grazie

4 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Buongiorno Fabio,


dalla sua descrizione di "uomo perfetto" è nata dentro di me una domanda, ma sottolineo che si tratta di un azzardo e che solo un percorso psicologico con un professionista potrebbe offrirci delle risposte.


Cosa intende per "uomo perfetto"? E' possibile che nelle sue relazioni sentimentali lei metta in atto una certa idealizzazione dell'altro per cui affettività e sessualità tendono a diventare aree scisse, che non possono essere vissute entrambe pienamente con la stessa persona? Potrebbe questa dinamica proteggerla da un'intimità così profonda, quanto minacciosa? Nelle relazioni d'amore c'è sempre una quota di dipendenza reciproca che più o meno intensamente ci spaventa...non è facile accettarla.


Queste sono le suggestioni che le sua parole mi hanno suscitato e che mi permetto di rivolgerle.


Resto a disposizione se vorrà contattarmi,


Dott.ssa Marta Calderaro

Gentile Fabio,


Dal suo racconto emerge senz'altro un certo livello di confusione rispetto ad uno scenario che, tuttavia, sembra ripresentarsi in ognuna delle sue relazioni amorose. Lei descrive il rapporto col suo compagno come l'uomo perfetto, rispetto al quale non prova più però attrazione sessuale dal momento in cui il legame con quest'ultimo si è consolidato.


La sessualità rappresenta una componente delle relazioni affettive all'interno della quale sono racchiusi molti aspetti: attrazione, eccitamento, autostima, emozioni... Per cui per comprendere ciò che ha smesso di funzionare sarebbe necessario, a mio avviso, esplorare adeguatamente questo processo e il suo vissuto rispetto alla relazione con il suo partner. Certamente anche aspetti del nostro passato, dei quali spesso non abbiamo consapevolezza, quali esperienze particolari che hanno lasciato delle tracce, possono influenzare il nostro modo dl di vivere i rapporti interpersonali.


Quello che posso consigliarle è quindi di intraprendere un percorso psicologico per riuscire ad approfondire questi aspetti e raggiungere una migliore consapevolezza di sé, come persona e come partner. Ciò permette di assumere un ruolo diverso all'interno di tali dinamiche, in quanto la conoscenza di sé permette di anticipare il proprio comportamento, acquisendone maggiore padronanza.


Sperando di averle dato degli spunti interessanti, le faccio i miei auguri


Cordiali saluti


Dott. Ssa Decla Vivolo 

La corporeità espressa attraverso la relazione intima quando è libera e piena e accompagnata da un sentimento d' amore è indice di una maturità e centratura equilibrata tra se e l'altro e di una identità forte . Per raggiungere questa posizione affettiva bisogna conoscersi interiormente bene e affrontare i blocchi procurati da traumi affettivi o da tabù e impostazioni culturali  giudicanti. Questo può essere il motivo per cui si giunge a sublimare e a perdere il contatto intimo. Il lavoro terapeutico aiuta a sbloccare questi blocchi.  Non è mai troppo tardi per amare!

Gentile Fabio,


Nelle sue parole emergono termini assoluti (“l’uomo perfetto per me”, “la certezza matematica”) che sembrano denotare alte aspettative da parte sua rispetto alla relazione che ha instaurato con il suo compagno (e forse anche rispetto alle relazioni passate?).


Sarebbe utile indagare dove e come tali aspettative verso le relazioni interpersonali hanno avuto origine e riflettere sul significato da lei attribuito al “vedere il sesso come una cosa inopportuna” che la porta poi “a sublimare”: quale forma di sublimazione?


Potrebbe considerare l’opportunità di intraprendere una consulenza psicologica e/o una psicoterapia sotto la guida di un professionista che l’accompagni attraverso un percorso di consapevolezza di Sé e dei suoi bisogni più autentici.


Cordiali saluti.


Dottoressa Daria Carli Giori


Psicologa Psicoterapeuta a Sesto Calende (VA) e online.


 

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