Paura di quello che verrà

Giorgia

Buongiorno, sono Giorgia ragazza di 21 anni. Sono fidanzata da 4 anni con un ragazzo di 29. A settembre di quest'anno ci siamo lasciati a causa di litigi continui, a fine ottobre gli ho riproposto di riprovarci con i dovuti cambiamenti da parte mia e sua per garantire un miglioramento relazionale. Dopo aver passato un capodanno ed inizio anno splendidi, abbiamo avuto ieri una discussione. In me è risorta la paura e la possibilità di lasciarci, non è una circostanza che posso escludere anche se ora come ora è molto poco probabile. Mi sono resa conto che forse la cosa migliore per me è guardare più al presente piuttosto che al futuro, per cercare di preservarmi in caso in cui la nostra relazione dovesse volgere ad un termine definitivo. Quanto è sbagliato? Cosa posso fare per affrontare questa paura?

2 risposte degli esperti per questa domanda

Salve Giorgia, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo quanto possa essere difficile convivere con questa situazione riportata. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.

Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi e disfunzionali che mantengono in atto la sofferenza impedendole il benessere desiderato.

Ritengo altresì utile un approccio EMDR al fine di favorire la rielaborazione del materiale connesso con la genesi della sofferenza in atto.

Resto a disposizione, anche online.

Cordialmente, dott FDL

Buongiorno Giorgia,

sicuramente la situazione che si sta trovando a vivere è molto complessa. Quello che mi viene da chiedermi leggendo quello che scrive è come viva lei le separazioni da persone che ritiene importanti nella sua vita e cosa significa per lei restare da sola. Come sarebbe un cambiamento? Come mai chiede quanto possa essere sbagliato quello che sente, pensa e prova?

Credo che rispondendo anche solo a una piccola parte di queste domande e stando nel "qui ed ora" tutta questa paura possa essere più affrontabile.

Rimango a disposizione

AR