Problemi di coppia

Problemi di coppia

Brunella

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Buonasera, vi chiedo un parere riguardo una situazione che sto passando. Convivevo da anni con il mio ragazzo. Da un po di tempo lui è cambiato ed è diventato sofferente. Il perché? Dice che si sente condizionato dagli impegni che ho con la mia famiglia. Premetto che lui ha la famiglia lontano e io a 3 km da dove abitavamo. I miei genitori sono anziani (72 _77 anni) mio padre ha anche problemi di salute da diversi anni che purtroppo peggiorano con l'andare del tempo. Lavorando mi restano liberi il sabato e la domenica che sono gli stessi che ha liberi anche lui. Il sabato onestamente gran parte sono impegnata con loro mentre la domenica mi sono presa l'impegno di portarli a fare un giro (per farli uscire 2 ore) il resto siamo liberi. A volte capita che la domenica sia libera per noi perché mio fratello si offre di farli uscire lui. Quello che faccio per loro non mi è imposto né chiesto, ma è una cosa che sento di fare nei loro riguardi.. se non lo facessi mi sentirei male... una nullità...
In un primo tempo lui mi ha appoggiato, sembrava lo facesse con il cuore veramente. Ero felice. Poi ad un certo punto qualcosa è cambiato.. è diventato sofferente... ha cominciato a farmi storie fino a che mi ha detto che non sopporta l'essere condizionato dai miei impegni. Ho provato a proporre cambiamenti di programma cercando di non togliere né a uno né all'altro... Gli ho detto che bastava organizzarsi e potevamo avere la giornata tutta per noi... niente... mi ha risposto che lui vorrebbe alzarsi la mattina e fare quello che gli passa per la testa (con me) senza dover pensare che ho quello o quell'altro da fare... io non so che fare... non posso rinunciare alla mia famiglia per lui né chiedere a lui di sopportare se non arriva a sopportare... Lui dice che lui per me arriva dopo tutto il resto e che ha paura a farsi una famiglia con una come me...
Ora sono tornata a vivere dai miei la situazione è in stallo non riusciamo a trovare un compromesso..mi date il vs parere? Grazie per l'attenzione.

2 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Maria Gurioli Bologna (BO)

Cara Brunella,


 


anche se il suo impegno è gravoso, lei si prende cura dei propri genitori. Non le è imposto né richiesto ma sente di doverlo e volerlo fare.


Evidentemente, una qualche decisione lei l’ha già presa, perché è tornata a vivere in famiglia.


Il suo ragazzo, col quale conviveva da anni, ha in un primo tempo accettato la sottrazione di tempo che la sua scelta comporta, in seguito si è dimostrato insofferente e ora non sopporta più di essere condizionato dai suoi impegni. Dice che non gli va bene di essere messo in secondo piano e che ha paura di farsi una famiglia con una come lei.


 


Mi viene da fare una banale considerazione: Forse il suo ragazzo dovrebbe avere più paura se lei fosse una persona che abbandona i propri  genitori che sono in una condizione di bisogno, se lei fosse quell’egoista che ora egli desidererebbe.


 


 


Maria Gurioli

Buongiorno Brunella,


leggendo la sua lettera mi ha colpito la sua affermazione “mi sentirei una nullità”. Credo che questo sia il nodo, cioè il punto cruciale sulla quale lei dovrebbe riflettere.


… … …


L’insofferenza del suo compagno nasce come reazione alle sue scelte che sembrano più orientate alla famiglia di origine piuttosto che a  quella che lei si era creata.


Brunella, a prescindere se lei e il suo compagno abbiate figli o no, di fatto lei e il suo compagno andando a vivere insieme avevate formato un nucleo familiare che, in quanto tale, si presume si sorregga su progetti e desideri condivisi. Dovrebbe, quindi, essere contenta che il suo compagno desideri vivere la vostra coppia.


Come lei stessa scrive, lei trascorre molto del tempo libero (della vostra coppia) presso i suoi genitori, preferendo in questo modo la vecchia famiglia a quella che lei si era creata. In più, lei lo fa in modo ritualistico, quindi molto rigidamente.


Mi spiego. Il suo essere schematica e organizzata nell’andare a trovare i suoi genitori (ogni sabato, per molte ore e domeniche quando non si offre il fratello), più che il sano desiderio di condividere del tempo con loro, rivela il suo bisogno, più o meno conscio, di sentirsi una figlia adeguata (il suo sentirsi nullità). Infatti, il suo andare a trovarli non è mai lasciato all’improvvisazione e allo slancio dello stare in relazione con loro.


A fare una visita improvvisata ai suoi genitori nei giorni feriali non ci ha mai pensato? La giornata è fatta di 24 ore ed una visita ai suoi genitori può essere anche di 10 minuti, se vissuti con desiderio. Oltretutto, le azioni di slancio sono quelle che appagano il cuore maggiormente.


 


Rifletta su queste mie osservazioni e veda, se quanto le ho appena scritto, ha senso per lei.


Cordialissimi saluti

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