Problemi di coppia

Relazione parallela

silvia

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Buongiorno,
da anni sto portando avanti una relazione parallela al mio matrimonio, entrambe siamo sposati, all'inizio è nata come una distrazione poi per tutti e due si è trasformata in innamoramento e adesso siamo molto coinvolti e non sappiamo cosa fare.
Per parte mia mi sento in colpa nei confronti del mio partner ufficiale anche se questa relazione mi ha fatto capire come la mia storia fosse più un'abitudine e ormai non sentirmi più apprezzata e corteggiata da anni fosse una cosa scontata.
Sono molto confusa, forse dovrei lasciare tutti e due e prendermi un periodo per capire.
Grazie per un primo consiglio

4 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Ciao Silvia,


la nostra identità non è unica, tutta d’un pezzo. La nostra identità, come una torta, è composta da numerose parti, come delle fette di torta. Ogni parte ha una sua storia, una sua funzione, delle cose positive e delle cose negative. I conflitti interiori nascono quando emergono due parti che non riescono a comunicare ed integrarsi tra loro per arrivare ad una scelta che le ascolti e le soddisfi entrambe.


Io sono una psicologa psico-corporea ed uno degli obiettivi del mio lavoro è proprio quello di portare ad un’integrazione delle parti.


In ogni caso, spero che tu possa ascoltare e comprendere entrambe le parti di te che ti costringono a tenere un piede di qua ed uno di là. Non è sceglierne una la soluzione.

Mi scusi la domanda, ma il suo amante cosa ne pensa? Ha dubbi e interrogativi simili ai suoi?


Evidentemente se attualmente lei si pone problemi di coerenza col suo menage ufficiale qualcosa è accaduto. Darle un consiglio è difficile e non professionale. Compito di un bravo terapeuta è mettere in condizione di guardare dentro di sè e attuare le decisioni più appropriate, non di dare indicazioni su cosa fare. Solo lei può saperlo dopo aver fatto chiarezza in se stessa. Il mio consiglio è di indagare le sue reali esigenze e soppesare l'eventuale portata di ciò che deciderà con l'aiuto di un professionista.


Cordiali saluti

Gentile signora,


lei ha già indicato dei fattori che presumibilmente hanno favorito il suo coinvolgimento in una storia parallela al suo matrimonio. Pertanto già all'inizio di questa storia parallela avrebbe potuto cercare di  migliorare il suo rapporto matrimoniale per renderlo più soddisfacente, cercando l'aiuto di un professionista competente in materia e segnatamente di uno psicologo/a.
Non necessariamente occorre una terapia di coppia, moltissimi problemi si risolvono anche con una terapia individuale che avrebbe evitato pertanto un coinvolgimento diretto di suo marito. Ciò è meglio illustrato in un mio articolo sulle  relazioni interpersonali che può trovare nella mia pagina su questo portale.


Se, come appare, il problema di sentirsi poco apprezzata o corteggiata permane, non vedo perchè non possa o non debba cercare di risolverlo ancora oggi e, se vuole può contattarmi per una consulenza.


Se invece il matrimonio avesse avuto già dall'inizio scarso fondamento, la situazione sarebbe diversa e diverse le soluzioni.


Cordiali saluti

Buongiorno Silvia. È interessante come la Sua domanda arrivi dopo anni di frequentazione; è verosimile che questo non sia casuale e che, al contrario, vi sia un motivo o un accadimento che Le hanno suggerito di chiedere un consiglio in questo momento della Sua vita. Da quanto scrive Lei si trova in difficoltà perché da un lato vi è una frequentazione che La fa sentire, che La attiva, e La soddisfa; dall'altra una relazione che definisce comunque "ufficiale" rispetto alla quale si sente in colpa benché ne riconosca i tratti di difficoltà di lunga data. In queste situazioni è molto difficile riuscire a prendere una decisione, ed è consigliabile cercare di fare chiarezza in sè stessi prima di prendere una strada o un'altra. Certamente Lei ha di fronte più possibilità, quale Sia quella per Lei identitaria e autentica è ancora da definire. Sarebbe utile nella Sua situazione affrontare alcune questioni: qual è la storia della relazione con Suo marito? Quali orizzonti d'attesa avevate inizialmente e come sono cambiati? Come si struttura la relazione con questo secondo partner? Quando emerge il senso di colpa e a cosa si riferisce? Perché chiede aiuto adesso? Quali sono i Suoi modi di mantenere il senso di stabilità personale e come queste diverse figure sono per Lei utili e importanti in termini, ad es, di copercezione? Tutte queste domande trovano risposta nella Sua esperienza e storia di vita, unica e irripetibile, e non sono quindi facilmente affrontabili tramite un consulto online, impersonale e de-storicizzante. Sarebbe consigliabile affrontare alcuni colloqui psicoterapeutici per chiarire la situazione e poter assumere una posizione consapevole che La renda felice. Contattare uno psicoterapeuta potrebbe rivelarsi la scelta corretta. In bocca al lupo, cordialità. DMP

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