Relazione tossica?

Anita

Salve a tutti! Espongo un mio problema che ultimamente mi turba parecchio. Sono quasi 5 mesi che sono in "relazione" con un ragazzo conosciuto sul posto di lavoro. Lui non è italiano, ma è europeo, comunichiamo in inglese e da questo punto di vista non abbiamo problemi, essendo entrambi abbastanza fluenti con la lingua. Lui è in Italia mediamente solo per 1 o 2 settimane ogni mese/2 mesi, per cui ci vediamo non proprio spesso ma quando siamo insieme va tutto abbastanza bene, anche se ci conosciamo ancora molto poco.
Il problema sta nel fatto che quando lui è via non ci sentiamo quasi mai, con quasi mai intendo che non mi chiama MAI, ed inizialmente ci sentivamo tramite messaggio con frequenza ogni tot. ore, da quando ho messo in discussione questo problema, non solo continuiamo a non sentirci telefonicamente ma per messaggio ci stiam sentendo sempre meno. Passano anche dalle 8 alle 10 ore che non ho sue notizie, dopo aver cominciato una conversazione, facendola poi morire...
Gli ho fatto presente che manca effettivamente comunicazione fra noi e che avevo bisogno di sentirlo un po' più spesso... non ho mai preteso che ci sentissimo tutto il tempo anche perchè avendo una mia vita privata, rendo partecipe tutte le mie attività, lavorative e non ed ovviamente gli chiedo di ritagliarci dei piccoli momenti della giornata anche per noi, sporadicamente (da dedicarci)Inoltre, gli ho fatto presente che ho bisogno di sentirlo per chiamata (anche una o due volte a settimana, o al momento del bisogno), vivendo una relazione a distanza e sapendo che non gradisce molto le conversazioni per telefono e non pensa minimamente che possano essere utili!
Essendo stata una richiesta fatta a lui poco più di un paio di volte, abbiamo anche litigato tramite messaggio, avendogli ri-esposto il problema su questa mancanza di comunicazione e quindi di impossibilità di crescita della coppia e del fatto che fosse sempre più assente, non capendone il motivo.
Mi è stata rinfacciata questa mia richiesta, urlandomi contro per telefono e dicendomi che era stanco di questo problema che si è creato fra noi e mi chiede inoltre di specificare in quanti momenti della giornata io lo volessi sentire.
Questa sua richiesta è sembrata a mio parere alquanto superficiale, non ho ritenuto utile questa sua domanda e abbiamo sollevato un polverone per una faccenda che a mio parere sembra assurda, dovendo essere per quel che si può fare, spontanea almeno la "presenza virtuale". Ci tengo a precisare che entrambi avevamo accettato una conoscenza che ci avrebbe portato si o no ad una relazione seria, e lui nonostante tutto afferma di tenere a me, anche senza il bisogno di sentirmi.
Questo suo comportamento mi blocca e mi provoca malessere in alcuni momenti, forte insicurezza e ho paura di essere io in prima persona il problema, o, di averlo appesantito ma poi mi rendo conto di avergli fatto una semplice richiesta che dovrebbe esistere nella quotidianità. Perché si sarà creato tutto questo? Perchè non riusciamo a venirci incontro? E soprattutto lui terrà (a modo suo) a me?
Grazie a tutti per l'attenzione

5 risposte degli esperti per questa domanda

Gentile Anita,

dalle sue parole si osserva da subito pesantezza e "confusione" non perchè lei non sia capace a scegliere ma perchè mi sembra di fronte a un bivio coi sentimenti e coi pensieri in riferimento alla sua storia d'amore.

Potrebbe essere cambiati gli orari lavorativi o il tipo di mansione? Nel vostro tempo libero quando non siete insieme cosa fate? Avete degli hobby personali?

Lui quali spiegazioni le da per questo minor tempo a disposizione?

Avete già provato a comunicare in modo assertivo cioè non tanto focalizzando il focus su chi fa di più o meno ma aprendo l'uno il "cuore" all'altro? Magari facendo lei presente che non lo fa per controllo o per mancanza di fiducia ma perchè le fa piacere renderlo partecipe di cosa fa, dei momenti belli, negativo o neutri della giornata, di sentire la sua voce, ecc. se sì lui ha sempre reagito come descritto nella richiesta?

In una coppia non sempre c'è per forza "sono io esagerata" o "è lui chiuso", ma subentra anche cosa ci fa stare bene, come si vede una propria vita di coppia, quali sono i bisogni l'uno e dell'altro e da li può essere importante capire se insieme si può trovare un compromesso oppure capire se individualmente si può valutare un cambiamento personale o cosa proprio non ci fa star bene in una determinata coppia al di là dei sentimenti e dell'affetto.

Se la sua confusione persiste le consiglio di valutare un percorso di psicoterapia per conoscersi meglio, per rispondere alle sue domande, per soffermarsi in una nuova modalità su questi pensieri. Gli incontri sono coperti da segreto professionale e senza giudizio.

Le linko degli articoli sperando di far cosa gradita:

  • https://www.psicoterapeutafedericaciocca.it/articoli/quando-chiedere-una-consulenza-psicologica.html
  • https://www.psicoterapeutafedericaciocca.it/ambiti-di-intervento/terapia-minori-adulti.html

Resto disponibile per informazioni, richieste aggiuntive, eventuale consulenza o se volesse rispondere in privato alle domande poste.

Cordialmente

Dott.ssa Federica Ciocca

Psicologa e psicoterapeuta

Ricevo a Torino e online

Salve Anita, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL

Gentile Anita,

dispiace leggere che una giovane donna come lei stia vivendo una relazione che sembra destabilizzarla, anziché apportare dei benefici alla sua vita.

Potremmo fare decine di ipotesi sul perché la persona che sta frequentando abbia un comportamento del genere nei suoi confronti e verso il vostro rapporto. Potrebbe non tenere abbastanza a lei, o più probabilmente è una persona che teme la relazione, il legame, ad esempio... 

Il punto, però, credo sia un altro: perché LEI sta in una relazione di questo tipo?

Le va bene? Le basta? La appaga? Queste sono le domande che dovrebbe farsi e se così non fosse, cerchi di comprendere perché stia portando avanti questa storia, curandosi poco della propria sofferenza e dei propri desideri.

Una consultazione psicologica potrebbe esserle d'aiuto in questa riflessione. 

Molti auguri per il suo percorso 

Gentile, 

la problematica che ci ha esposto fa sorgere alcuni quesiti su questioni che sarebbe necessario approfondire. 

Per quanto la situazione sia complessa e sarebbe inopportuno darle indicazioni precise, mi sento di consigliarle di cambiare atteggiamento per ottenere informazioni dal suo partner che non sia incentrate sulla difensiva (sempre che non abbia già posto queste domande).

Può capitare, a volte, che le persone abbiano un rapporto conflittuale con l'idea di avere relazioni stabili o che, per ragioni difensive, utilizzino meccanismi che servono a metterle a riparo da problemi che hanno vissuto in passato e che per le hanno messe alle strette. 

Un comportamento così evidente, come quello di evitare una comunicazione a distanza, può essere un segnale che sta ad indicare qualcosa di più profondo, e provare a scoprire questo senza giudicare il comportamento in sé, potrebbe essere una chiave per permettere al suo partner di aprirsi di più senza, appunto, entrare in modalità difensiva. 

Certo è che questo è solo un piccolissimo suggerimento, che trova senso all'interno di un parere chiesto telematicamente; il consiglio più significativo che posso darle è di provare a rivolgersi ad un/a professionista per approfondire meglio le dinamiche della relazione con questa persona e cercare di comprendere che tipologia di modalità si è instaurata tra di voi. 

Con la speranza di esserle stato leggermente utile, le ricordo che siamo a completa disposizione.

Cordialità

Buongiorno Anita,

ho letto con interesse il suo post e si capisce quante energie questa relazione le richieda. Difficile dire quanto sia giusto sentirsi, comunicare e condividere in una storia, ma sicuramente bisogna chiedersi cosa sia giusto per noi, quale sia il nostro bisogno e desiderio e come mai, se questi non vengono soddisfatti, facciamo fatica ad allontanarcene. La risposta è perchè spesso una relazione non è fatta solo di questo, al suo interno si crea complessità e bellezza che meritano di essere guardate, ascoltate e capite. Sicuramente un percorso di supporto psicologico o di psicoterapia si pone come obiettivo proprio quello di scoprire e riscoprire aspetti di sè che troviamo poi nel nostro quotidiano, in famiglia, in amore, a lavoro...

Rimango volentieri a disposizione per confronti e condivisione di suoi pensieri o dubbi, se ne sentisse il desiderio o la curiosità.

Cordialmente

Dott.ssa Germana Oliva

Psicologa Clinica e Psicoterapeuta a Milano e online