Sensi di colpa dopo divorzio

Maria Pia

Buongiorno,
venerdi ho divorziato in maniera consensuale, dopo una separazione veloce.
Il mio matrimonio (senza figli) è naufragato perchè mio marito abbastanza frequentemente era duro nei miei confronti, molto spesso mi offendeva (a suo dire erano rimproveri "pedagogici", cioè affinchè capissi che dovevo migliorare), è arrivato anche a dirmi spesso che fossi un aborto di donna.
Io con lui mi sono sempre comportata in maniera rispettosa, non ho mai cercato di "vendicarmi" nonostante le sue offese e le liti che nascevano per le cose più disparate e stupide (per esempio una volta si è arrabbiato perchè tornato la sera dal lavoro, non aveva trovato la tv accesa; un'altra volta per un motivo futile ha dato un pugno alla porta di una camera sfondandola).
Molto spesso mi diceva che dovevo cambiare, ma alla mia domanda cosa dovessi cambiare, è sempre stato vago e credo che intendesse la mia personalità. Le liti non erano giornaliere ma abbastanza frequenti e per fortuna il lavoro mi permetteva di pensare ad altro, altrimenti sarei crollata da un bel pezzo.
Un giorno, non so come abbia trovato la forza, gli ho detto che volevo chiudere il matrimonio perchè non ero disposta a cambiare e diventare qualcuno in cui non mi riconosco. Lui all'inizio l'ha presa molto male ma alla fine con un accordo, ha accettato nonostante, lo riconosco, fosse un accordo completamente svantaggioso nei miei confronti: si sarebbe preso la mia parte di casa (di cui stavo pagando il mutuo) senza darmi il corrispettivo dopo che per un anno lui avrebbe messo da parte i soldi necessari a chiudere il mutuo (ha richiesto un finanziamento).
Durante tutto questo tempo di attesa abbiamo vissuto insieme, da separati in casa. Si è anche ammalato abbastanza pesantemente di covid all'inizio della pandemia ed io l'ho curato al meglio delle mie possibilità a casa (non è stato necessario ospedalizzarlo); per fortuna dopo due settimane è guarito ed io non sono stata contagiata.
Da un anno ormai vivo in una casa d'affitto per conto mio, nel frattempo è stato fatto un atto dal notaio in cui gli ho ceduto la casa (l'ho fatto per liberarmi di un fardello psicologico che superava l'importanza dei miei diritti ad avere il mio corrispettivo), è avvenuta la separazione e pochi giorni fa è stato sancito il divorzio.
La cosa che mi sorprende di me ora, è che non mi sento per niente sollevata e sono in preda a sensi di colpa che mi stanno soffocando. Lui ogni tanto mi contatta via whatsapp dicendomi quanto sia triste per la fine del matrimonio, è diventato gentile, mi dedica frasi romantiche sui social. Io mi sento in colpa nonostante riconosca che la mia scelta in fondo sia quella giusta; il pensiero che a causa mia lui stia soffrendo mi fa stare davvero male oltre al fatto che adesso mi sto rendendo veramente conto della portata della mia decisione e sto cercando di venire a patti con il risultato di un effettivo fallimento (15 anni vissuti con lui tra 3 anni di fidanzamento e 12 anni di matrimonio).
Ne ho parlato con la mia famiglia, la quale dopo un'iniziale reazione di comprensione, adesso si mostra insofferente verso questa mia reazione insensata: mia madre mi ha detto che non capisce come mai io non mi senta sollevata invece di avere tutti questi sensi di colpa; mi ha consigliato di cercare di pensare più a me stessa e di porre il mio benessere psicologico come priorità, ma ho davvero delle grandi difficoltà a percorrere questa strada, e non capisco perchè.
Sto cercando comunque in tutti modi di crearmi delle mie proprie sane abitudini e cerco di trovare ogni giorno dei pensieri positivi che mi siano di aiuto per liberarmi da questo comportamento incoerente. La mia è una reazione normale sebbene abbia scelto io di chiudere oppure ho "qualche problema"?

7 risposte degli esperti per questa domanda

Gentile Maria Pia

quando avviene un divorzio può essere che nel momento insorgano anche emozioni contrastanti. Si dice spesso che si possono osservare le tipiche situazioni post lutto come anche il senso di colpa.

Sta già facendo tanto per sè stessa:

- pensare in modo positivo

- trovare degli hobby

- valutare uscite con le amiche?

- lei lavora? cosa fa nella sua quotidianeità?

Se le difficoltà peristono le consiglio anche di valutare un breve percorso di supporto psicologico per poter riformulare queste emozioni e i pensieri collegati. Inoltre essere anche accolta e accompagnata a trovare la strada per poter tornare a viversi la vita a 360°.

Resto disponibile per informazioni, richieste aggiuntive, eventuale consulenza o se volesse rispondere in privato alle domande poste.

Cordialmente

Dott.ssa Federica Ciocca

Psicologa e psicoterapeuta

Ricevo a Torino, provincia e online

Gentile utente,

leggere la sua mail lascia pensare che il divorzio "veloce" sia stata una decisione probabilmente necessaria e lucida. Tuttavia e' possibile che tale decisione non sia avvenuta in parallelo alle emozioni. Quello che riguarda l'aspetto emotivo e affettivo necessita di elaborazione e comprensione della moltitudine di dinamiche in gioco. Ha ceduto diritti economici e scelto un orientamento a favore del suo equilibrio interno, forse non procrastinabile. In fondo ha difeso come Lei dice, la sua personalità, ma puo' essere utile farlo in modo consapevole o guidato, senza che ciò implichi il sentirsi in colpa. A volte e' opportuna una "distanza" dalle situazioni o persone per comprendere meglio i vissuti, riflettere sulle scelte o nuove decisioni.

Cordialmente

Gentile Maria Pia come funziona bene il suo sistema immunitario ! E mi sembra che lei abbia anche molte risorse psicologiche, le conservi e le potenzi legittimandosi a pensare a se stessa. I sensi di colpa sono normali e possono essere presenti quando una parte di noi pensa di essere andata contro a quello che ha appreso essere giusto. Si faccia supportare da uno psicoterapeuta in questo passaggio ,qualora i sensi di colpa la appesantissero più del necessario. Se ha bisogno anche solo di una breve consulenza non esiti a chiamarmi, un caro saluto.

Dott.ssa Barbara Valente

Buonasera Maria Pia. Io penso che innanzitutto dovremmo sospendere la dimensione del giudizio che la porta a chiedersi se la sua sia una reazione normale o meno. Lei ha questa reazione, di fronte ad una situazione senza dubbio difficile, che sicuramente ha le sue motivazioni e ragioni di presentarsi. Si legittimi a provare ciò che prova, senza incolpare se stessa.

Resto a disposizione se volesse approfondire la questione.

Salve Maria Pia, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL

Salve Maria Pia, i cambiamenti nella Vita aprono sempre a un momento di crisi, Che va superata attraverso il suo benessere psicologico come priorità. Questo è un obiettivo importante ma deve essere convinta lei di voler intraprendere un percorso. Un divorzio va elaborato, sviscerato e analizzato profondamente per arrivare a capire perché si è arrivati a questa scelta e arrivare ad essere convinti e sereni. Mi faccia sapere se vuole che ci sentiamo per un colloquio. Saluti Dalla Dott.ssa Pasetti

Buongiorno,

capisco il suo stato d'animo, 15 anni non sono pochi e di certo sebbene la sua sembra essere stata una scelta convinta e necessaria, è normale che abbia degli effetti.

Spesso questi momenti di crisi però, come può essere un divorzio, si rivelano anche delle buone occasioni per lavorare su sè stessi, per conoscersi, nonostante l'enorme sofferenza che essi comportano.

Farsi delle domande, chiedersi se si è fatto il meglio che si può in tali occasioni è qualcosa di prevedibile, ma forse insieme a uno psicologo può provare a sfruttare questa occasione per formulare delle domande diverse, volte a scoprire degli aspetti che fino a ora possono essere stati poco sotto la luce.

Accettare tale periodo con tutte le sfumature varie di dolore può essere un primo passo, ma provare a farne qualcosa di questo dolore è una possibilità che può darsi.

Se ha bisogno oltre che in studio può trovarmi anche online.

Saluti

Dott.ssa Alice Mazzara