Problemi di coppia

Si sentiva in colpa e temeva che lei potesse tentare qualche atto disperato

Emanuela

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Buonasera, ho un bimbo di due mesi concepito con un uomo che ho frequentato 5 anni e che era sposato con un'altra donna da 2 anni i precedenti 3 erano solo conviventi.Da quanto dice lui, è stata lei a voler a tutti i costi qst matrimonio civile e che cmq lui non l avrebbe mai lasciata poiché si sentiva in colpa e temeva che lei potesse tentare qualche atto disperato. A quanto pare avrebbe tentato più volte il suicidio o inscenato riti satanici ogni qual volta lui provava a lasciarla.lei è rumena, non so se questo può influire sulla sua cultura. Fatto sta che decidiamo di avere questo bambino, fortemente voluto soprattutto da lui, ma m dice di aspettare il terzo mese di gravidanza per comunicare alla moglie che l avrebbe lasciata.La lascia e da quel momento inizia il calvario. Cinquanta SMS e chiamate sono poche!! Comincia a torturarlo psicologicamente anche tramite foto del loro cane con gli occhi languidi e di lei mentre piange.Lui si sente in colpa da morire, cerca di non risponderle e lei insiste sempre più. Dopo qualche tempo gli dico di parlarle chiaramente perché così il male se lo fa più lui, così comincia a nascondermi i messaggi e scopro che lei ha cominciato a scrivere insulti pesantissimi su di me.in un primo momento la comprendo ma poi lui inizia a ripetermi gli stessi insulti. Inizia ad odiarmi a nascondermi il telefono e passa sempre meno tempo con me.Non collabora in casa neanche economicamente, non mi aiuta nonostante la mia pancia cresca e comincia ad odiare anche la mia famiglia.mi dice che si vergogna a farsi vedere in giro con me e scopro anche che ha preso il vizio delle slot machines. Continua a ripetermi che appena partorisco mi lascia, così un giorno decido di fargli le valigie e lo invito ad andarsene visto che mi odia così tanto.Affitta un appartamento e non passa giorno in cui non mi chiama.tra l altro specifico che sessualmente è sempre stato tutto ok sino al nono mese, nonostante i litigi.insomma partorisco e lui è disponibilissimo con me ma continua sempre a nascondere il cellulare finché una sera gli chiedo di farmelo vedere e scopro che s sentono ancora e che lui le dice addirittura di voler tornare con lei che io sono una stronza ecc.. così la contatto e lei sicura di sé e soddisfatta mi conferma tutto tant'è che io chiamo lui e gli dico che per quanto mi riguarda la storia è chiusa e che non gli permettero' di portar con sé il bambino dato che lei nel frattempo si è trasferita in svizzera. Lui taglia improvvisamente i rapporti con l ex moglie e lei comincia ad odiarlo a dirgli che vuole subito la separazione. Fatto sta che per il momento non si sta facendo viva e lui è finalmente sereno, ha ricominciato a chiamarmi, dorme a casa con noi e non mi insulta più. Vorrei chiedervi come devo comportarmi perché se ignoro il problema mi si ripresenta ma non vorrei far troppa pressione su di lui che mi sembra più confuso che persuaso. Grazie mille

5 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Gentile Emanuela,

il problema che lei espone mi sembra di difficile comprensione ed oggetto di confusione. Credo che ci siano molti aspetti da scoprire e, quindi, chiarire. Rimane ancorata infatti solo a tematiche concrete e comunque piene di significato che lei ancora non è in grado di decifrare.

Attualmente con la regolamentazione del CNOP è possibile e consentito per legge di effettuare anche sedute tramite skype comodamente da casa sua e con ottimi risultati clinici.  Non abbia paura, talvolta bastano pochissime sedute per riuscire a far luce su aspetti che rimangono al momento ancora bui.

Cordialmente

Gentile signora,

quest'uomo ha mai pensato di consultare uno psicologo? Se lei ritiene che è più confuso che persuaso lo psicologo è la persona giusta che può aiutarlo a valutare bene le varie sfaccettature e possibilità della situazione, in modo da favorire una scelta il più possibile libera e consapevole. In un caso come questo probabilmente è sufficiente una consulenza di uno o più colloqui che possono essere effettuati anche per telefono o PC.

Cordiali saluti

Gentile Emanuela,

Come spesso succede nelle coppie, la nascita di un bambino difficilmente risolve i problemi, anzi. Trattandosi anche di uno stress oltre che di un evento felice, la coppia deve gestire un ulteriore fattore problematica e la vostra già ne aveva non pochi.

In ogni caso, sembra che più lei insiste con i chiarimenti più il rapporto tra lei ed il suo compagno si inasprisce rendendo più forte la sua avversaria. Forse l'uomo ha bisogno di tempo per separarsi "emotivamente" dalla sua ex, la quale sembra giocare la carta della vittima. Non la renda più efficace di quanto già non sia. Se le riesce (so che non è facile) cerchi di cambiare atteggiamento smettendola di controllare.

Restiamo in ascolto

Cara Emanuela ,

premesso che immagino non sia stata una gravidanza difficile, ti faccio gli auguri per il tuo piccolo..

adesso parliamo un po di te, di come stai..di come ti senti..cosa vuoi tu..

poi parliamo di tuo figlio che bimbo è se  e sereno, nervoso,se si rende conto di quello che succede..

per quanto riguarda la situazione in generale, puoi proporre al tuo compagno una terapia di coppia per risolvere i vostri problemi ma sopratutto avere un immagine più chiara della vostra relazione, non vorrei dirlo ma potrebbe succedere qualcosaltro che faccia scappare o far esplodere il tuo compagno per rendere la vostra vita non facile, fagli capire quello che senti che vostro figlio ha bisogno di un clima sereno di un padre presente, tu e lui di vivervi la vostra relazione ....di essere una famiglia.... tanti in bocca al lupo ..

Dott.ssa Corrada Di Rosa Siracusa (SR)

Cara Emanuela,

appare chiaro, dalle sue parole, come questa storia l'abbia scossa e continui a farlo in maniera costante e d'altronde, vista l'importanza della relazione e la presenza di un bambino, non potrebbe di certo essere altrimenti.

Nel leggere la sua storia, ho visto che molta attenzione è stata rivolta agli atteggiamenti del suo compagno e della donna che rappresenta quello che lei stessa ha definito un “calvario”, dando poco spazio alla descrizione delle sue motivazioni. Per questo, più che darle una risposta, mi sento di invitarla a fare una riflessione. La invito a chiedersi non tanto perché lui fa così e come deve comportarsi nella situazione attuale, ma più al perché lei abbia fatto in modo che in questi anni tutto ciò accadesse. Cosa l’ha tenuta legata a lui nonostante la presenza di un’altra donna? Cosa le impone di rispettare il suo gioco?

Fino ad ora, mi è parso di capire, che abbia deciso sempre lui cosa fare o non fare, quando andare via e quando tornare. Cosa l’ha portata ad adattarsi ai suoi comportamenti? Ha mai preso lei delle decisioni in merito alla vostra relazione, o ha sempre “subito” quelle di lui?

So che le ho dato forse troppe domande, ma secondo me, è importante che lei rifletta sulle sue motivazioni intrinseche e sui suoi bisogni emotivi. Solo così potrà capire davvero come comportarsi, in modo da fare ciò che è più importante per lei e per il suo bambino.

Resto a sua disposizione.

Cordiali saluti

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