Coronavirus? Quale impatto sul benessere psicologico e come mitigarne gli effetti.

Aristotele definì l’essere umano un “animale sociale” che per natura tende ad aggregarsi e a vivere di relazioni. Le settimane che stiamo vivendo hanno determinato un cambiamento dell’essere intrinseco dell’uomo che da animale sociale è diventato animale a-sociale. L'uomo è stato così chiamato a "riscrivere" la propria quotidianità e il proprio stile di vita a causa dell'emergenza sanitaria che ha colpito il mondo intero. Un nemico invisibile e potente che, con un colpo di spugna, ha cancellato ogni certezza, ogni progettualità.

Il distanziamento tra le persone e l’isolamento rappresentano, infatti, le due armi efficaci per contrastare il dilagare dell’epidemia. Il repentino cambiamento di usi e costumi impatta prepotentemente sulla dimensione psicologica.Infatti,la separazione dai propri cari, la perdita di libertà, l’incertezza sullo stato di malattia e il senso di noia influiscono negativamente sulla qualità di vita.

Irritabilità, innalzamento dei livelli di stress, insonnia, umore basso sono alcuni dei sintomi di disagio psicologico che possono comparire. Inoltre, un ulteriore aspetto da tener presente e che può avere ripercussioni sul nostro benessere psichico è rappresentato anche dalla durata temporale della quarantena stessa. Sussiste, infatti, una differenza significativa tra l’essere isolati per un periodo di tempo limitato rispetto ad un arco temporale protratto.

Quindi, cosa possiamo fare per rendere meno gravoso e più tollerabile il periodo di quarantena?

Innanzitutto, questa condizione di reclusione forzata e doverosa è meglio tollerata se tutti noi siamo pienamente coscienti della natura della malattia e dei benefici della quarantena stessa. In questo modo, prendiamo consapevolezza del fatto di essere parte attiva della circostanza e non vittime passive.

Quante volte abbiamo detto di non avere mai il tempo necessario da dedicare a noi stessi, a quello che ci piace fare? Ecco, questa è l’occasione per farlo, per riscoprire il piacere delle piccole cose.

Dobbiamo imparare a dare un senso e ad organizzare la nostra giornata “casalinga”, scandire momenti precisi in cui fare determinate attività come cucinare, fare ginnastica, leggere, dipingere; momenti di riposo e momenti dediti all’informazione. 

Praticare tecniche di rilassamento può aiutarci a contrastare l’ansia e lo stress e a ritrovare uno stato di calma e serenità.

Scrivere: la scrittura ha una funzione catartica; liberando il campo dalle emozioni negative si da spazio a quelle positive.

Ognuno di noi può scegliere come impiegare in maniera costruttiva il proprio tempo. Non sprechiamolo, cerchiamo di farne buon uso e di renderlo arricchente anche e soprattutto in momenti difficili come quelli che stiamo vivendo.

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Dott.ssaDaniela Benvenuti

Psicologa clinica cognitivo - comportamentale - Neuropsicologa forense - Belluno - Padova

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