Problematiche sociali

Il problema della pedofilia

30 Novembre 2018

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Le Nazioni Unite attraverso la Segreteria Generale hanno rilevato che ogni anno ci sono nel mondo più di 100 milioni di bambini vittime di abusi sessuali. Questo problema complesso presenta risvolti sia sul piano psicologico e sociale, sia su quello etico. Premesso che esistono delle differenze tra la sessualità adulta e quella infantile, bisogna considerare la differenza di consapevolezza e di potere che esiste tra il bambino e l'adulto - per quanto disturbato ed immaturo - ed il primo, per la poca conoscenza e la giovane età non é in grado di definire la gravità e la valenza di abusi, violenze e prevaricazioni che si sperimentano su di lui. É evidente che nel pedofilo non vi é una valutazione del bambino che egli non considera come "persona", ma come un essere insignificante e a sua disposizione.

Tuttavia, i pedofili si presentano con diverse manifestazioni; per esempio, esistono quelli che fanno uso di video pedopornografici, i preti pedofili apparentemente protesi alla protezione dei bambini, gli esibizionisti che infastidiscono i piccoli nei parchi o per strada, i molestatori occasionali ed infine, i violentatori che arrivano persino ad uccidere.

A queste tipologie vanno aggiunte quella dei pedofili in famiglia e quella dei pedofili che vanno in genere con gli adulti, ma si accingono anche a rapporti con i minori appena gli viene offerta la situazione, soprattutto quest'ultima, é presente in quei paesi dove esiste il turismo sessuale giovanile, dettato dalla povertà, come accade nelle Filippine, in Cambogia e in Tailandia. Fornire una spiegazione certa sulle motivazioni che inducono gli uomini a diventare "pedofili" é molto difficile, anche se molti studi hanno dimostrato l'esistenza di un ciclo vittima-aggressore, in cui la vittima durante l'età adolescenziale, diventata un soggetto adulto, si trasforma, spesso in aggressore. Molti sono i fattori intervenenti e riguardano gli aspetti biologici, sociali, economici, psicologici, etici e ambientali. Spesso questi soggetti, riconosciuti come "disturbati" anche nel DSM5 portano dentro dei traumi tra cui l'incapacità di comprendere e vivere le proprie emozioni (alessitimia), la difficoltà di gestire la rabbia e la collera, nonché l'incapacità di vivere rapporti sessuali con gli adulti.

A livello biologico, in molte ricerche, si sono evidenziate lesioni cerebrali derivanti da traumi e da violenze subite in età infantile. Negli abusi intra familiari sui minori, si tende a minimizzare la gravità dell'incesto, quasi considerato "normale" in molte famiglie. Molto preoccupante é la presenza di pedofili nel clero che oltre a svalorizzare l'importanza della Chiesa come struttura sociale, destabilizza profondamente il bambino in quanto perde fiducia in "qualcuno" che egli considerava come riferimento e come esempio di vita.

L'intervento da fare si deve appoggiare sia sugli approcci terapeutici mirati su ogni pedofilo, sia su eventuali trattamenti ormonali o farmacologici. Riguardo al "turismo sessuale minorile" presente nei paesi poveri l'intervento deve effettuarsi a livello internazionale, frenando gli organizzatori di questo traffico osceno.

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