Psicodiagnostica

Mi eccita il passato di mia moglie

Diego

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Buongiorno, ho avuto una relazione di 4 anni con una donna, poi ci siamo lasciati e un anno e mezzo dopo siamo tornati insieme ed ora sposati.
Non ho mai pensato ai partner che lei ebbe prima che ci conoscessimo, ma i 2 che ha avuto nell'anno e mezzo in cui siamo stati in "pausa", ho sempre avuto grosse difficoltà ad accettarli, fin che a un certo punto mi son reso conto che mi eccitava l'idea che lei fosse stata con loro.
Non sono un cuckold, non le farei mai fare sesso con altri, ma questi due, avuti quando sarebbe potuta essere con me, mi hanno confuso le idee.
Mi sembra quasi un meccanismo di difesa: non riesco a sopportare una cosa e la mia mente me la rende eccitante

Ho avuto un atteggiamento simile con l'aracnofobia, paura ossessiva dei ragni, ma ciò nonostante mi piacciono molto e mi piace guardare documentari su questi aracnidi.

Mi chiedevo se in psicologia, questo atteggiamento sia un qualche bias o se abbia un nome specifico.
Grazie

4 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Gentile Diego,


non è possibile dare un nome specifico a una descrizione portata online, soprattutto tenendo conto che ogni modalità di sentire trova la sua spiegazione nella considerazione della storia di vita della persona, dei suoi obiettivi di vita, delle sue modalità di essere nel mondo. Tenga conto, tuttavia, che quanto da Lei descritto per l'aracnofobia ad es, non è di certo nuovo. All'interno di un contesto protetto, infatti, l'emozione della paura è di per sè stimolante a livello cerebrale - motivo per cui, ad es, alcune persone apprezzano i film dell'orrore. Il documentario è una modalità di certo protetta di fare esperienza di una modalità di essere nel mondo che evidentemente, per Lei, è stimolante e attivante.


Tornando al Suo caso, ancora di più, ad ogni modo, mi soffermerei sul fatto che non credo sia necessario etichettare questa Sua modalità di sentire. L'eccitazione sessuale e le fantasie sulla sessualità sono le più varie, e il fatto che per Lei sia eccitante pensare ai rapporti che Sua moglie può avere avuto con qualcun altro non è di per sè nè problematico nè tantomeno patologico!


Qualora invece questo Le causasse disagio, sofferenza o gelosia, sarebbe opportuno un approfondimento con un professionista in grado di alleviare queste spiacevoli modalità di sentirsi.


 


A disposizione, cordialmente

Sig.re Diego,


La sua aracnofobia è stata affrontata con un professionista? Utilizza termini quali "meccanismi di difesa", "bias" propri della scienza psicologica. Mi chiedo se ha quindi appreso tali termini da un percorso psicologico oppure si è documentato lei stesso.


Rispetto alla sua domanda, non può esserle fornita una risposta certa poichè il suo funzionamento emotivo, cognitivo, comportamentale e relazionale trova un suo significato solo se considerato all'interno della sua storia di vita e alla sua storia di coppia! 


Resto ovviamente a disposizione, 


Cordialmente 

Gentile Diego,


relativamente al Suo quesito, non è posibile a mio avviso dare un'etichetta ed una risposta precisa, ancor più ritengo che non so quanto le sia necessario.


Piuttosto mi porrei qualche domanda su due aspetti: 1) che tipo di pensieri mi scaturiscono rispetto a queste esperienze? fantasia, gelosia, invidia etc..; 2) perchè ritengo importante esperienze di altri nella mia esperienza sessuale e affettiva con mia moglie? condizionamenti, evitamenti etc..


Una consulenza sessuologica potrebbe aiutarla.


Cordialmente

Carissimo Diego,


credo ti sia necessario imparare a riconoscere le tue reali emozioni ( cosa provi? Cosa senti?); Come gestirle, come verbalizzarle ovvero come poterle condividere con tua moglie. Dietro le tue ansie, fobie e paure possono nascondervi forti emozioni che non riesci a riconoscere. Queste forti emozioni ti procurano in fondo anche piacere, aumentano il tuo desiderio ed il tuo interesse. È opportuno iniziare a prendere consapevolezza di ciò che si nasconde dietro i tuoi stati d"animo, cosa vorresti dire e non dici oppure cosa vorresti fare e non fai. Tutto ciò che è interrotto si perpetua. È necessario davvero intraprendere un percorso di buona conoscenza di te stesso, imparando a gestire le tue emozioni viscerali e soprattutto ti accettare anche la tua rabbia, come esperienza legittima della tua vita.


Cordiali saluti


 

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