Psicologia scolastica

IL COOPERATIVE LEARNING nel processo educativo

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Che cos’è l’apprendimento cooperativo?

L’apprendimento cooperativo è un metodo di insegnamento che fa leva sulla risorsa di gruppo e prevede la trasmissione del sapere non da insegnante ad alunno, ma da alunno ad alunno, attraverso lo scambio di conoscenze e la partecipazione attiva dei soggetti coinvolti nel meccanismo.

Tale meccanismo lega i soggetti in un gioco di interdipendenze che non consente di sottrarsi al lavoro comune. L’apprendimento cooperativo struttura quindi un contesto educativo fortemente collaborativo (senza però escludere eventuali momenti di confronto e/o competizione) entro il quale gli studenti, organizzati in piccoli gruppi, possono affrontare con buone possibilità di successo compiti complessi, sfidanti e reali che richiedono processi cognitivi di livello più elevato.

Il Cooperative Learning costituisce una specifica metodologia di insegnamento attraverso la quale gli studenti apprendono in piccoli gruppi, aiutandosi reciprocamente e sentendosi corresponsabili del reciproco percorso. L’insegnante assume un ruolo di facilitatore ed organizzatore delle attività, strutturando “ambienti di apprendimento” in cui gli studenti, favoriti da un clima relazionale positivo, trasformano ogni attività di apprendimento in un processo di “problem solving di gruppo”, conseguendo obiettivi la cui realizzazione richiede il contributo personale di tutti.

Tali obiettivi possono essere conseguiti se all’interno dei piccoli gruppi di apprendimento gli studenti  sviluppano determinate abilità e competenze sociali, intese come un insieme di “abilità interpersonali e di piccolo gruppo indispensabili per sviluppare e mantenere un livello di cooperazione qualitativamente alto”.

Il Cooperative Learning è un metodo didattico in cui gli studenti lavorano insieme in piccoli gruppi per raggiungere obiettivi comuni, cercando di migliorare reciprocamente il loro apprendimento. Tale metodo si distingue sia dall’apprendimento competitivo che dall’apprendimento individualistico e, a differenza di questi, si presta ad essere applicato ad ogni compito, ad ogni materia, ad ogni curricolo. 
Il lavoro di gruppo non è una novità nella scuola, ma la ricerca dimostra che gli studenti possono anche lavorare insieme senza trarne profitto. Può infatti accadere che essi operino insieme, ma non abbiano alcun interesse o soddisfazione nel farlo. Nei gruppi di apprendimento cooperativo, invece, gli studenti si dedicano con piacere all’attività comune, sono protagonisti di tutte le fasi del loro lavoro, dalla pianificazione alla valutazione, mentre l’insegnante è soprattutto un facilitatore e un organizzatore dell’attività di apprendimento.

Quali vantaggi presenta?
Rispetto ad un’impostazione del lavoro tradizionale, la ricerca mostra che il Cooperative Learning presenta di solito questi vantaggi:

·        Migliori risultati degli studenti: tutti gli studenti lavorano più a lungo sul compito e con risultati migliori, migliorando la motivazione intrinseca e sviluppando maggiori capacità di ragionamento e di pensiero critico;

·        Relazioni più positive tra gli studenti: gli studenti sono coscienti dell’importanza dell’apporto di ciascuno al lavoro comune e sviluppano pertanto il rispetto reciproco e lo spirito di squadra;

·        Maggiore benessere psicologico: gli studenti sviluppano un maggiore senso di autoefficacia e di autostima, sopportano meglio le difficoltà e lo stress.

 

Che cosa rende efficace la cooperazione?


I cinque elementi che rendono efficace la cooperazione sono:

·        L’interdipendenza positiva, per cui gli studenti si impegnano per migliorare il rendimento di ciascun membro del gruppo, non essendo possibile il successo individuale senza il successo collettivo;

·        La responsabilità individuale e di gruppo: il gruppo è responsabile del raggiungimento dei suoi obiettivi ed ogni membro è responsabile del suo contributo;

·        L’interazione costruttiva: gli studenti devono relazionarsi in maniera diretta per lavorare, promuovendo e sostenendo gli sforzi di ciascuno e lodandosi a vicenda per i successi ottenuti;

·        L’attuazione di abilità sociali specifiche e necessarie nei rapporti interpersonali all’interno del piccolo gruppo: gli studenti si impegnano nei vari ruoli richiesti dal lavoro e nella creazione di un clima di collaborazione e fiducia reciproca. Particolare importanza rivestono le competenze di gestione dei conflitti, più in generale si parlerà di competenze sociali, che devono essere oggetto di insegnamento specifico;

·        La valutazione di gruppo: il gruppo valuta i propri risultati e il proprio modo di lavorare e si pone degli obiettivi di miglioramento.

L'efficacia della metodologia cooperativa è data inoltre dal supporto di alcuni comportamenti e valori specifici. All'interno di questo quadro generale, le diverse interpretazioni del principio di interdipendenza e delle variabili più significative nell'apprendimento (interazione, motivazione all'apprendimento, compito e ruolo dell'insegnante) hanno originato lo sviluppo di diverse correnti o modalità di Cooperative Learning.

Attualmente i maggiori gruppi di ricerca sul Cooperative Learning sono quelli di D. Johnson e R. Johnson alla University of Minnesota di Minneapolis, quello di R. Slavin alla Johnns Hopkins University di Baltimora e quello di S. Sharan alla Tel Aviv University di Tel Aviv.

Alcuni aspetti del Cooperative Learning sono ancora oggetto di discussione e di approfondimento: la situazione dei più dotati, l'inserimento di alunni con handicap grave, le modalità in relazione a specifici obiettivi trasversali, la possibilità di sviluppare questo metodo combinandolo con altri e con l'uso delle nuove tecnologie.

E' importante che anche in Italia questa metodologia continui ad essere approfondita, studiata e sviluppata e che non diventi una nuova moda che prima crea entusiasmo e poi viene presto accantonata per una presunta inefficacia dovuta più a un'inadeguata applicazione che non al metodo in sé.

Il crescente interesse del mondo della scuola per l’applicazione di metodologie di tipo cooperativo, tendenti a valorizzare l’importanza delle interazioni sociali nel processo di insegnamento-apprendimento, è oggi motivato dal fatto che si deve favorire la cooperazione in modo da acquisire quegli strumenti cognitivi e quelle abilità relazionali necessari per cogliere, interpretare e gestire i cambiamenti e, quindi, per auto-orientarsi nei diversi ambiti del contesto sociale e lavorativo.

L’apprendimento cooperativo può rappresentare una risposta ai nuovi bisogni educativi e di formazione, aiutando a sviluppare le abilità relazionali, a migliorare il clima di classe e riconoscere il gruppo come strumento di crescita.

Collaborare (labor-cum) vuol dire lavorare insieme, il che implica una condivisione di compiti, e una esplicita intenzione di ‘aggiungere valore’, per creare qualcosa di nuovo o differente attraverso un processo collaborativo deliberato e strutturato, in contrasto con un semplice scambio di informazioni o esecuzione di istruzioni.

Una collaborazione di successo prevede un qualche accordo su obiettivi e valori comuni, il mettere insieme competenze individuali a vantaggio del gruppo come tutt’uno, l’autonomia di chi apprende nello scegliere come lavorare e la flessibilità nell’organizzazione di gruppo. Perché ci sia un’efficace collaborazione o cooperazione, ci deve essere una reale interdipendenza tra i membri di un gruppo nella realizzazione di un compito, un impegno nel mutuo aiuto, un senso di responsabilità per il gruppo e i suoi obiettivi e deve essere posta attenzione alle abilità sociali e interpersonali nello sviluppo dei processi di gruppo.

Questa definizione sottolinea l’elemento di interazione caratteristico dell’apprendimento cooperativo.

Per lo studente, il processo di apprendimento diviene, in questo senso, una modalità di imparare con gli altri: quando il gruppo è impegnato alla realizzazione di un compito, l’apprendimento individuale è il risultato dell’attività svolta dal singolo all’interno del gruppo.

“L’uomo è un essere sociale, cioè un individuo che costruisce con altri individui le regole e gli accordi che costituiscono la realtà sociale”.

Così si esprime Thelen H.A. (1981), per valorizzare l’esperienza del vivere con gli altri, che non è un fatto istintivo nei comportamenti umani, ma un aspetto che necessita di essere sviluppato e potenziato. Infatti è possibile dire che l’uomo è naturalmente cooperativo perché ha bisogno di un continuo confronto con le persone che vivono accanto a lui, ma non si può dare per scontato che cooperare sia per lui un valore acquisito e interiorizzato.

In questo senso è importante individuare e comprendere le motivazioni che conducono la persona a cooperare e come queste motivazioni possano essere soddisfatte nel mondo in cui ogni giorno vive, sviluppate e potenziate.

L’esperienza del cooperare risponde a determinati bisogni individuali e sociali che l’uomo possiede e che necessita di vedere realizzati per crescere come persona, cittadino e lavoratore: la costruzione di un’identità, la formazione globale, la pratica di una cultura del lavoro, l’acquisizione di un metodo di lavoro. Allo sviluppo di tutti questi aspetti si appella la società in generale, ed in particolare la scuola che sta rivalutando e valorizzando le qualità che possono formare persone all’altezza di affrontare le sfide che il futuro porrà loro di fronte.

Fra gli obiettivi più rilevanti si possono qui citare l’’imparare ad imparare’, il ‘saper risolvere i problemi complessi e prendere decisioni’, il ‘saper esprimere un pensare di livello più elevato’ (sviluppando anche le necessarie ‘disposizioni’), l’’acquisire capacità di auto-analisi, auto-valutazione e auto-controllo’, ed altri.

Il conseguimento di tali obiettivi non è l’unico e neanche il più impegnativo compito di fronte al

quale si trova oggi il mondo della scuola. Non si deve infatti dimenticare la necessità di trovare soluzioni di progettazione didattica che adattino gli obiettivi fissati alle esigenze dei singoli studenti cioè che tengano conto della loro diversità in termini di stile cognitivo, di stile di apprendimento, di condizioni di sviluppo, di personalità di capacità intellettive, oltre che naturalmente della presenza di eventuali limiti di varia natura - pur nella prospettiva di interventi previsti per tutta la classe.

Lavorando nei gruppi cooperativi, gli studenti sono guidati, ma non facilitati nello sforzo di apprendere. Essi affrontano situazioni complesse/sfidanti e a volte imprevedibili, e così facendo imparano a dare il meglio di sé scoprendo e valorizzando risorse personali insospettate. Il risultato è, innanzitutto, lo sviluppo e il potenziamento di abilità cognitive generalmente superiori a quelle richieste dalle attività proposte dalla scuola tradizionale e la loro applicazione dalla situazioni artificiose del contesto di classe a quelle più autentiche della vita reale. Inoltre, indotti a coordinare il proprio impegno con quello dei compagni per raggiungere determinati scopi, gli studenti col tempo imparano ad apprezzare il valore della responsabilità individuale, della collaborazione, dell’aiuto, dell’accettazione del diverso da sé del contributo dell’altro, della conoscenza come sforzo condiviso, elementi questi che sono alla base delle cosiddette ‘comunità di apprendimento’, verso le quali oggi gli esperti rivolgono una particolare attenzione.

 

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