Psicoterapia della Gestalt

Il modello del Sé secondo la teoria della Gestalt

Dott. Gerardo Settanni contattami

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Nella teoria della Gestalt il Sé, costituisce una funzione della personalità, un concetto semantico per definire il movimento dialettico al confine fra l’individuo e l’ambiente, intesi come mondo interno ed esterno, così come sono esperiti dalla persona (Perls, 1977). Il Sé come sistema di contatto della persona, è in continua interazione con il mondo esterno, per attuare il migliore adattamento creativo possibile con il suo mondo interno. Non si tratta quindi di una entità fissa, ma di un processo specifico di ciascuna persona, al fine di raggiungere il miglior adattamento possibile con l’ambiente. Il Sé è l’agente che organizza e seleziona gli stimoli per raggiungere l’adattamento creativo attraverso la consapevolezza. Essa è definita uno stato psicofisico che si sviluppa spontaneamente quando la percezione va a focalizzarsi, istante per istante, al “confine del contatto” là dove sta per verificarsi uno scambio importante e complesso con l’ambiente (Cionini,1998). Quando il Sé non è in grado di adeguare le sue modalità adattive insorgono i meccanismi difensivi o interruzioni di contatto. Essi riguardano la persona nella sua totalità sia corporea sia mentale, non vengono considerati solo dei meccanismi di resistenza, ma costituiscono a tutti gli effetti il Sé in azione, che opera per mantenere il migliore equilibrio possibile e l’integrità organismica. Rompere o eliminare una difesa equivarrebbe allora ad annientare e perfino distruggere un aspetto dell’espressione del Sé.

Nella psicoterapia della Gestalt, il paziente viene invitato a concentrare la sua attenzione, utilizzando tutti i suoi organi di senso (tatto, occhi, sistema propriocettivo ed esterocettivo, ecc.) alle proprie parti del corpo in tensione, richiamando così le emozioni ad esse collegate, al fine di esperire una maggiore consapevolezza. Lo psicoterapeuta, stesso, partecipa attivamente all’esperienza, concentrando la sua attenzione e toccando il corpo del paziente, accentuando il sostegno e favorendo così la consapevolezza del paziente rispetto ai confini di contatto attivi in quel momento. E’ chiaro che in questa dinamica relazionale la capacità dello psicoterapeuta di stare alla giusta distanza, dove per distanza s'intende sia fisica che psichica, favorisce l'esperienza di un nuovo limite di contatto del suo paziente ed evita la violazione dei confini del Sé, oppure la mancanza del contatto. Occorre fare una distinzione per ciò che riguarda l’attenzione e la consapevolezza citate precedentemente. Perls nella sua teoria della Gestalt (Perls, 1977) afferma che l’attività mentale non si limita alle sole funzioni del pensiero, ma anche alle aree relative all’attenzione e alla consapevolezza. L’attenzione è quando la persona concentra gran parte della sua attività psichica e delle sue percezioni sensoriali su un aspetto specifico (per esempio, la persona vede il colore degli occhi di una persona che gli sta vicino). La consapevolezza anche se appare simile all’attenzione è più diffusa ed implica una percezione rilassata, piuttosto che tesa della persona nella sua totalità; essa è costituita dall’insieme delle attività intellettive, emotive e sensoriali, relative all’esperienza che la persona sta esperendo (per esempio egli si sente piacevolmente attratto dal colore degli occhi della persona vicina). L’esperienza è quindi ciò che accade al confine fra l'organismo e l'ambiente, essa corrisponde al contatto ed è il funzionamento del confine fra organismo ed ambiente. Questo confine in realtà non separa l'organismo dall'ambiente, ma pone un limite, lo contiene e lo protegge nello stesso momento che interagisce con l'ambiente. A livello percettivo, la persona che sperimenta una situazione di confine è consapevole di ciò che appartiene a Sé, da ciò che non è ancora Sé, ma che lo può diventare. L'esperienza come evento di confine, è un evento di contatto, sia che si tratti di accomodamento creativo dell'organismo con l'ambiente, sia che si tratti della ripetizione nevrotica di un'esperienza appartenente al passato (situazione incompiuta o Gestalt aperta). L'esperienza è quella che accade nel momento e nello spazio presenti, cioè nel qui ed ora.

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