Traumi psicologici

Ho subito un trauma infantile o può essere un falso ricordo?

Alice

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Buonsera, sono una ragazza di 24 anni e vi scrivo perché spinta da un dubbio che mi si ripresenta periodicamente da ormai molti anni ma che ho sempre evitato di approfondire perchè mi mette molta ansia e mi vergogno anche solo ad avere un pensiero simile. Prima vorrei fare un paio di premesse, credo, necessarie per farvi capire perché penso che possa trattarsi di un falso ricordo:
Da bambina ero già molto timida, insicura, empatica e molto sveglia… i miei parenti dicono sempre che li faceva ridere il fatto che già a 6/7 anni parlassi e ragionassi come un adulto. Tutto sommato mi sembra di ricordare un’infanzia felice, almeno fino ai 7 anni quando ho smesso di essere figlia unica. Credo di aver vissuto questo avvenimento come un abbandono da parte dei miei genitori… mi ricordo ancora di una lettera che gli scrissi per dirgli che ero triste e arrabbiata, perchè preferivano mio fratello a me. Anche se per motivazioni sempre diverse ho nutrito questa convinzione per molti anni e questo mi ha portato ad avere un rapporto sempre più distaccato con i miei genitori, fino ad arrivare al culmine in età adolescenziale. Non erano genitori assenti, si sono sempre interessati abbastanza a me, a come stavo o alla scuola (soprattutto mia madre) ma io ho sempre avuto un blocco a parlare o confidarmi con loro. Tornando al discorso di mio fratello, ho sempre fatto pesare ai miei genitori di trattarci in modo diverso…mi sono sempre sentita la pecora nera della famiglia, soprattutto quando lui ha iniziato a dargli più soddisfazioni di me (più tranquillo, meno ribelle e piu bravo a scuola). Questa più o meno è la situazione che ho avuto in famiglia fino ai 20 anni, poi sono andata a vivere da sola e, con la lontananza e con l’età, i rapporti si sono distesi.
La seconda premessa è che non ho avuto un’adolescenza facile, a 14 anni ho conosciuto un ragazzo con cui ho avuto la mia prima relazione ed è durata quattro anni… ad oggi il dolore più grande che mi porto dentro. Dopo un anno di relazione sono iniziate le violenze fisiche e psicologiche. Era una persona disturbata, manipolatrice, ha iniziato a fare uso di sostanze a 16 anni (era due anni più grande di me), non sapeva gestire la rabbia, era possessivo, mi ha impedito amicizie, di uscire, controllava i miei accessi su whatsapp continuamente…se provavo a lasciarlo mi minacciava che si sarebbe ucciso, una volta l’ho trovato sotto casa mia che si puntava un coltello al polso. Purtroppo avevo instaurato una dipendenza affettiva nei suoi confronti, c’è voluto tempo prima che mi rendessi conto di cosa mi stava accadendo… anche perché ho dovuto aiutarmi da sola. Con i miei genitori mi vergognavo a parlarne, con gli amici probabilmente mascheravo la situazione e l’ingenuità di quell’età non ha aiutato, nessuno si è accorto di nulla.
Ovviamente ho sofferto di ansia e attacchi di panico per anni, a 19 anni per due volte ho tentato il suicidio, mi è stato diagnosticato un disturbo borderline di personalità e ho fatto sia una cura con farmaci che sedute di psicoterapia per circa due anni, dopo avermi sospeso i farmaci ho voluto interrompere anche i colloqui con lo psichiatra.
Attualmente ho ancora forti problemi legati all’ansia e all’ansia sociale (il periodo covid non ha certamente aiutato) e alterno periodi di tranquillità a periodi di forte depressione.
Adesso posso farvi la mia domanda: è possibile che io abbia subito abusi in età infantile o, per tutto quello elencato qui sopra, potrebbe trattarsi di un falso ricordo che la mia mente ha inventato per qualche strana ragione?
Mi vergogno molto a fare questa domanda ma avevo circa 11/12 anni quando ho iniziato ad avere questi dubbi… mi ricordo solo che quando ero a letto e cercavo di prendere sonno immaginavo il mio papá venire in camera mia…e questi pensieri mi infastidivano, mi mettevano ansia.
Per me è impensabile che sia successa una cosa del genere, mi sento male ogni volta che dal nulla mi emerge questo pensiero. Ribadisco che ero una bambina molto sensibile, ho sempre assorbito molto quello che mi accadeva intorno…magari posso essere stata suggestionata da qualche notizia simile sentita al telegiornale e averla assimilata come un ricordo? Può essere una “vendetta” che la mia mente si è inventata per l’abbandono che ho pensato di subire dopo che è nato mio fratello? E ovviamente la diagnosi del disturbo borderline è avvenuto molti anni dopo ma… magari già da ragazzina avevo qualcosa che non andava e mi sono venuti questi pensieri? Non so cos’altro pensare, vorrei essere rassicurata sul fatto che questi dubbi possano essere infondati e semplicemente uno scherzo o una suggestione della mia mente.
Spero davvero che qualcuno possa rispondermi.
Grazie

4 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Carissima, di certo non hai avuto un’infanzia e un’adolescenza facile però alla luce di una diagnosi anche in età adulta di certo ci possono essere stati i primi sintomi che facevano capolino quando avevi 11/12 anni. Dal tuo racconto non sembrerebbe trattarsi di un abuso fisico, forse c’è stato un vissuto traumatizzante rispetto alla nascita di tuo fratello e al fatto che in un certo qual modo fin da piccola per avere attenzione dagli adulti dovevi assecondare le loro aspettative. Intanto ti faccio i complimenti perché hai individuato i punti chiave del tuo vissuto e forse potresti riprendere una terapia che potrebbe aiutarti a fare luce su alcuni aspetti ancora non risolti.

Gentile Alice, 


non è facile rassicurarla e non sarebbe serio farlo senza conoscerla e approfondire, dato che non è affatto semplice e immediato comprendere se la mente costruisca delle narrazioni o se abbiamo dei ricordi frammentati di un trauma precoce. Se le hanno diagnosticato quel tipo di disturbo, sicuramente dei traumi li ha subiti durante l'infanzia, ma non è detto si tratti di un abuso o di molestie. Cercare la verità può essere doloroso, ma anche tormentarsi in un dubbio così terribile certamente non l'aiuta a proseguire serenamente la sua vita.


Le consiglio di rivolgersi a una psicoterapeuta esperta della sua zona per avere un valido sostegno e un aiuto se deciderà di proseguire nella comprensione di quanto le è accaduto.


Moltissimi auguri per il suo percorso

Gentile Alice,


si osserva importante voglia e bisogno di trovare delle risposte interne e una buona introspezione personale nel descrivere le sue sensazioni e paure. 


Da come descrive gli eventi avvenuti nella sua vita in alcuni punti potrebbe sembrare che lei ha vissuto un trauma però forse più che stare se sia o meno un trauma valuterei e darei maggiore importanza al significato che ha dato lei a questi ricordi, al fatto se ci sia o meno una completa riformulazione (mi sembra però non ancora totalmente avvenuto) e come la fa stare.


Osservando curiosità, voglia di rinascita, di vivere il suo presente e futuro in una modalità maggiormente libera e "più leggera" le consiglio di valutare un percorso di psicoterapia individuale per avere uno spazio personale, coperto da segreto professionale, senza giudizio, dove non solo essere ascoltata e accolta ma anche aiutata a trovare le sue risposte e risorse personali (da riscoprire e far emergere). 


Resto disponibile per informazioni, richieste aggiuntive e/o eventuale consulenza online.


Cordialmente


Dott.ssa Federica Ciocca


Psicologa e psicoterapeuta


Ricevo a Torino e online

Salve Alice, il suo resoconto è molto accurato e ricco di particolari. Ha vissuti sicuramente esperienze non facili che andrebbero esplorate meglio ed elaborate.


L'approccio EMDR, unito ad un percorso di terapia cognitivo-comportamentale, ritengo sia uno strumento utile per elaborare ricordi traumatici ed aiutare la persona ad far riaffiorare ricordi e sensazioni che non tornavano più alla mente.


Sono a disposizione qualora avesse bisogno di ulteriori info, anche online.


Cordialmente, dott FDL

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