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Introduzione alla Psicosintesi

Dott.ssa Ines Mannucci contattami

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Padre fondatore della psicosintesi e’ stato Roberto  Assagioli, psichiatra che intorno agli anni 20 del secolo scorso ha ideato una metodica psicologica su una visione olistica dell’uomo definita bio-psico-spirituale..

Tale concezione e’ stata sviluppata nell’ambito della psicologia dinamica con estensioni alla psicologia fenomenologico-esistenziale e transpersonale.

Assagioli sintetizza la sua teoria della personalità utilizzando 2 immagini: un ovoide per illustrare l’anatomia della psiche e la stella delle funzioni per descriverne la fisiologia.

Nell’ovoide viene rappresentata la totalità della nostra psiche, le aree che delimitano gli  spazi sono tratteggiate per indicare che non c’e’ rigida separazione tra i livelli  ma continui scambi ed interazioni ; la prima suddivisione e’ tra inconscio personale ( 1-2-3) e inconscio collettivo (7), termine coniato da Jung che sta ad indicare che la nostra psiche non e’ separata ma immersa in  un contenitore psichico universale condiviso da tutti gli uomini e che deriva dai loro comuni antenati.

L’inconscio personale a sua volta e’ suddiviso in (1) “inconscio inferiore” dove risiedono le attività psichiche che sottostanno alla vita organica, i nostri impulsi  e tutti i nostri vissuti, problematiche e complessi legati al nostro passato; (2)”inconscio medio”, analogo al concetto freudiano di preconscio, sede di contenuti più prossimi  alla coscienza (4) e legati all’esperienze più recenti, alla vita del presente e agli obiettivi futuri; (3)”inconscio superiore”, sede delle qualità superiori dell’uomo e nostro futuro evolutivo, regione psichica da cui provengono intuizioni e ispirazioni superiori che possono essere  contattate  attraverso tecniche adeguate.

Il conscio (4) e’ una porzione limitata della personalità al cui centro viene collocato l’Io (5) centro di coscienza e consapevolezza, dove risiede l’identita’ personale e la capacita’ di entrare in relazione con le parti di se’ e del mondo. Quando l’Io si disidentifica dai contenuti della coscienza ordinaria  può contattare attraverso la mente astratta l’inconscio superiore ed il Se’ superiore (6)

Il conscio e l’inconscio non sono da intendersi come due entità distinte, l’inconscio deve essere visto come un aggettivo, e’ inconscio  tutto ciò che  e’ fuori dal campo di coscienza e che può essere portato alla consapevolezza dall’Io utilizzando  le varie funzioni della mente.

La Stella delle funzioni sintetizza il funzionamento della psiche, secondo tale visione le sei punte rappresentano le diverse funzioni che sono:

(1) Sensazione:    e’ la funzione più antica,attraverso i 5 sensi contattiamo e sentiamo sia  il nostro corpo fisico che la realta’ intorno a noi.

(2) Emozione-Sentimento:  le emozioni sono dei processi complessi che si attivano quando eventi esterni diventano significativi; quando questa emotività si stabilizza, diventa sentimento.

(3) Impulso-Desiderio:   spinta che ci spinge all’azione, sul piano fisico diventa istinto, sul piano emotivo diventa  desiderio, sul piano mentale aspirazione.

(4) Immaginazione:     facoltà di creare nella mente immagini che configurano una realtà possibile e che,  utilizzata consapevolmente,  partecipa al processo della trasformazione della personalità.

(5) Pensiero:     o mente concreta,   attivita’  psichica mediante la quale l’uomo acquista coscienza di se’ e conoscenza della realtà esterna.

(6)  Intuizione:    o mente astratta,    e’ quella capacità di vedere dentro la natura delle cose cogliendone  in modo diretto le qualità, e’ una forma di conoscenza diretta che non ha bisogno di ragionamento.

A contatto con le funzioni  viene collocata la Volonta’ (7), strumento operativo dell’Io e al centro l’Io o se’ personale (8) che, in una personalità centrata e integrata, gestisce e  coordina tutte le parti in vista di obiettivi di volta in volta scelti.

Assagioli  parla di “animo molteplice” quando descrive la complessa  realta’ psichica umana in quanto in essa sono presenti, in misura ed entità diversi, tutti gli istinti e passioni, vizi e virtù, bisogni ed aspirazioni spesso in contrasto ed in conflitto tra di loro, così come sono presenti immagini falsate e idealizzate di se  stessi, conflitti con la realta’ esterna, blocchi e difficoltà emerse durante la crescita infantile.

Come dice Assagioli “ Così a volte appaghiamo, entro certi limiti, i nostri sensi, i nostri istinti; altre volte facciamo quello a cui ci spinge una passione, un sentimento; in certi momenti ci prendiamo il lusso di seguire (fino ad un certo punto!) gli incitamenti della nostra coscienza morale, cerchiamo di realizzare in qualche modo un ideale. Ma non andiamo a fondo in nessuna direzione, ci destreggiamo con una serie di ripieghi, di compromessi, di adattamenti e, diciamolo pure, di ipocrisie con noi stessi e con gli altri.”

Queste nostre parti che sono contenute nelle punte della stella, sono parti autoaffermative e tendono autonomamente ognuna alla propria gratificazione e, se non abbiamo un Io sufficientemente centrato e consapevole, si esprimono al di fuori della nostra coscienza e addirittura contro la nostra volonta’. Per questo spesso assistiamo impotenti a dei fallimenti nella nostra vita perché sabotati e boicottati da queste nostre parti definite dalla psicosintesi sub-personalità.

Il percorso terapeutico  psicosintetico  segue il motto: Conosci, Possiedi, Trasforma dove Conosci vuol dire portare il più possibile alla coscienza le nostre parti inconscie e le problematiche o blocchi che appartengono alla storia personale dell’individuo (rendere conscio ciò che è inconscio).

Possiedi vuol dire accettare e dominare gli aspetti limitanti della nostra personalità.

Trasforma vuol dire esprimere le nostre potenzialità realizzando un modello ideale di noi stessi autentico e realistico.

Obiettivo terapeutico nella psicosintesi  e’ il raggiungimento di una personalita’ sufficientemente gratificata ed integrata sotto un Io in grado di gestire e coordinare le varie parti per realizzare di volta in volta i propri obiettivi.

Per comprendere meglio possiamo usare una metafora e vedere l’ Io come un direttore d’orchestra, la volontà come il copione e  le funzioni come i vari strumenti musicali: nel caso di una vita abbastanza tranquilla e consapevole il direttore d’orchestra sarà in grado di far suonare gli strumenti rispettando il copione scelto e ne conseguirà un’armonia; nel caso di una vita.

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