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Lo sviluppo del nostro cervello

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Molti sono gli studi e le ricerche condotte per dimostrare che un ambiente impoverito, cioè con pochi stimoli, o a causa di malattia, può determinare un deterioramento dell'intelligenza, mentre un ambiente ricco di stimoli ambientali, fisici e sociali la può sviluppare, pertanto, il determinismo genetico e quello ambientale non fanno una sommatoria, ma si associano e collaborano con lo scopo di far vivere l'individuo.

In analogo modo, si sviluppa il sistema nervoso e sin dagli anni settanta le ricerche condotte in Messico da J. Graviato hanno sottolineato l'inferiorità sensoriale dei bambini che nascevano nelle campagne, con minor nutrizione, rispetto a quelli che vivevano in cittá.

I danni più riconosciuti prima della nascita che vanno a collocarsi nello sviluppo cerebrale sono la toxoplasmosi che é un'affezione parassitaria trasmessa dagli animali domestici, dalla poca igiene della verdura e dalla terra, l'esposizione a radiazioni nucleari che può causare delle malformazioni e delle riduzioni delle dimensioni del cervello (microcefalia), a tal proposito, basta ricordare Hiroshima, e il danno derivante dal fumo della madre gestante e anche il fumo altrui é stato evidenziato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità in cui sono più frequenti nascite premature e mortalità infantile durante il parto e, una certa tossicità la presenta persino il latte materno considerato il passaggio della nicotina.

L'ambiente più adatto per uno sviluppo "regolare" é quello in cui il bambino, soprattutto nei primi mesi venga continuamente assistito, oltre che nutrito attraverso quell'affetto tenero e costante che deve trasmettere, in primis, la figura materna e, ciò é fondamentale fino ai primi tre anni, successivamente, non deve comunque essere lasciato a lungo da solo e ancor meno davanti ai mezzi audiovisivi - TV, play station, i Pad, cellulare - per due motivi: il primo é quello di non creare dipendenza, il secondo é quello di non sviluppare un bambino "solo", la cui comunicazione resta solo virtuale con questi strumenti.

Tuttavia, le ricerche attuali hanno anche dimostrato che il consumo di certi cibi può aumentare il livello dei neurotrasmettitori cerebrali, le sostanze chimiche che trasportano i messaggi da un neurone all'altro. Ad esempio, é stato dimostrato che i cibi ricchi di lecitina (é presente nelle uova, nel fegato e nei semi di soia) può innalzare il tasso di colina nel sangue e di acetilcolina nel cervello. Questa sostanza interviene nella memoria, nei disturbi del sonno, nella fase REM del sonno ed anche nel coordinamento motorio. Inoltre, mangiare il triptofano, amminoacido presente in piccole quantità nelle sostanze ricche di proteine, facilita la formazione della dopamina e della neuroepinefrina nel cervello, utili anche esse sia per il coordinamento motorio che per le secrezioni di certi ormoni. La barriera sanguigna cerebrale può essere attraversata in due modi: primo, se le sostanze sono molto solubili -tipiche quelle grasse- possono dissolversi mediante le membrane delle cellule cerebrali, secondo, si può superare tale barriera mediante particolari sistemi di trasporto, uno dei più comuni è quello che libera la colina nel cervello, un altro trasporta tirosina, triptofano ed alcuni amminoacidi.

I più importanti neurotrasmettitori restano comunque influenzati dalle sostanze alimentari, questo dimostrano gli studi più recenti di questi ultimi anni. Infine, bisogna dire che per incrementare il tasso di serotonina nel cervello é opportuno consumare cibi ricchi di carboidrati e poveri di proteine in modo che, questi cibi, stimolano l'insulina, eliminando nel sangue gli altri amminoacidi, permettendo così al triptofano di raggiungere il cervello e produrre più serotonina.

Questo equilibrio consente una maggiore attività durante il giorno ed un sonno facile e continuo durante la notte, senza l'ausilio di sostanze chimiche.

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