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"Mal d'estate": perché sopraggiunge e come curarlo

Dott. Alessandro Centini contattami

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Aldilà di significati esoterici di valutazioni scientifiche e soprattutto di difficili implicazioni astrofisiche, il solstizio d’estate, che in Italia è trascorso alcune notti fa, segna un momento ben preciso: l’inizio della bella stagione.

Nell’immaginario collettivo, quindi, segna l’inizio della giornate al mare, delle gite fuori porta, feste all’aperto e soprattutto delle tanto agognate ferie. Nessuno, almeno apparentemente, si azzarda a pensare che questo periodo dell’anno sia in realtà fonte di numerosi problemi legati all’umore e a volte anche alla psiche.

Il cosiddetto “mal d’estate” è un termine che viene utilizzato per indicare e raccogliere tutta una serie di disturbi, fisici e psichici, che sopraggiungono, o che semplicemente diventano più pesanti, durante l’estate. E’ infatti attestabile un aumento pari al 12% di stati depressivi rispetto al periodo invernale.

-Quali sono i disturbi che accompagnano questo genere di malessere?

In primis ansia, irritabilità e insonnia. Prima fonte di disagio, quindi, sembrerebbero problemi prettamente fisici, dovuti soprattutto ad una sorta di meteoropatia che diventa tipica con l’insorgere del caldo.

Le variazioni climatiche e metereologiche tipiche dell’estate, come ad esempio l’aumento della pressione atmosferica e dell’umidità, portano a sbalzi esterni di temperatura che diventano la causa principale dei malanni estivi. I passaggi repentini da un clima all’altro hanno effetti particolari soprattutto per quanto riguarda la regolazione del livello di serotonina, ormone essenziale nel mediare lo stress e i suoi effetti sul cervello. I disturbi principale sono, ansia, disturbi del sonno, ma anche sbalzi d’umore e disturbi cognitivi.

Oltre a questa serie di disturbi più che altro fisici, l’aumento del nervosismo può portare anche a vere e proprie alterazioni psicologiche: numerosi studi hanno approfondito ad esempio lo stretto legame tra aumento del caldo e aggressività. E’ stato scientificamente dimostrato, ad esempio, con dati alla mano, che negli Stati Uniti la percentuale degli omicidi subisce un’impennata proprio nel mese di luglio.

Allo stesso modo interessante è lo studio di Kenrick e Mac Farlane sugli automobilisti e i loro stati d’ira durante il traffico, in estate.

In realtà però, non bisogna generalizzare con l’incolpare solo il caldo: questo genere di malessere, infatti, non è causato direttamente dal cambio di clima, ma dalla nostra incapacità di gestire i cambiamenti del nostro corpo, e dei nostri stili di vita nelle diverse stagioni. Siamo spesso bloccati dalla difficoltà di cambiare ritmi biologici, e a sintonizzarli con quelli della natura. Da queste difficoltà derivano poi, problemi, disturbi o addirittura patologie.

Collegato al cosiddetto “mal d’estate” è un altro disturbo chiamato, stress da vacanza: un vero e proprio paradosso che sta ad indicare un disturbo indotto dall'incapacità di gestire il proprio tempo libero. Tutta quella quantità di ore libere dal lavoro, senza scadenze, orari, ritmi scanditi, possono provocare ansia.

Ritrovarsi in una di queste situazioni non è poi così difficile: gli effetti del caldo possono colpire chiunque, possono essere un problema frequente, giornaliero, poco appariscente sì, ma per questo più pericoloso: ognuno di noi può esserne colpito. Non deve essere motivo di vergogna, perché può sembrare un problema stupido e passeggero. Vietato isolarsi, da amici, parenti, dalle situazioni di socialità: isolarsi in casa non può far altro che aumentare il disagio.

Così come è facile incappare in questo genere di problema senza accorgersene, è altrettanto facile uscirne una volta individuato il problema, grazie all’aiuto di un esperto. Recuperare in breve tempo il benessere è un fattore necessario soprattutto per ricaricarsi in vista del ritorno a lavoro, e soprattutto per godersi appieno i benefici e la bellezza della stagione estiva.

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