Ho un nipote di 23anni a cui é stato diagnosticato autismo

Annarita

Ho un nipote di 23anni a cui é stato diagnosticato autismo, ma non 100%, questo perché Mirko parla, ma ha degli atteggiamenti che noi familiari non riusciamo a comprendere! Io sono convinta che mio nipote é autistico verbale e vorrei che venisse curato e seguito nel modo più giusto per lui. Cosa e chi dobbiamo contattare per aiutarlo? Cordiali saluti Annarita G.

2 risposte degli esperti per questa domanda

Salve Annarita, considerata l'età del ragazzo credo possa essere utile l'aiuto di uno psicologo per esplorare con lui quelle che sono le difficoltà più comuni della sua vita quotidiana. A seconda della gravità della situazione, poi, potrebbe essere utile anche la figura di un compagno adulto che possa aiutarlo a sviluppare e potenziare le sue autonomie. Rivolgetevi ad un privato o ad un Centro specializzato in queste difficoltà.

Cordialmente, dott FDL

Ciao Dimitrinka, piacere Federica, sono una Psicologa.
Mi dispiace molto per la situazione in cui ti trovi, ma la comprendo perfettamente.
Spesso ci ritroviamo a provare senso di colpa quando in realtà non abbiamo fatto nulla di male, ma le dinamiche tra genitori e figli sono molto delicate e a volte non facili da sbrogliare!
Se noti, quello che ti stanno chiedendo i tuoi genitori è di essere tu il loro genitore… quando in realtà i genitori sono loro, ed è giusto che sia così!

Ciò che è importante è che tu viva serenamente le tue scelte.

Spesso i genitori agiscono pensando di fare del bene ai propri figli, o pensando di sapere quale sia la scelta più giusta da fare, ma non sempre questo corrisponde a quello che è più giusto per noi!
I genitori sono persone per noi importanti,  e anche se la pensano diversamente da noi, spesso ci sentiamo influenzati dal loro parere.

Se il tuo desiderio è quello di andare in Germania, credo sia giusto inseguire il tuo sogno con il tuo ragazzo. Potrebbe essere un’esperienza che vivrete, con tutte le fatiche che vi si possono presentare, ma anche con soddisfazioni.  Fare una scelta comporta una rinuncia, è vero, ma tu resti comunque la loro figlia, anche se adulta, e devi sentirti libera di scegliere quello che è giusto per te. E’ normale che nei momenti di fragilità e tristezza, si riattiva la “bambina” che è in noi. Quella bambina va ascoltata, presa per mano e spinta per realizzare la persona adulta che in realtà è, che è riuscita a riconoscere quando è arrivato il momento di costruirsi la propria indipendenza.

Parlandone insieme dal vivo o in videochiamata, potremmo parlare della tua storia per capire insieme meglio le ragioni più profonde che ti stanno impedendo di partire con serenità.  
Proverò a darti tutto il sostegno necessario per poterti aiutare a prendere la decisione che ti farebbe sentire più serena in questo momento!
Se sei disponibile a fissare un appuntamento, ti chiedo di scrivermi attraverso il modulo “CONTATTI”.   Ho uno studio a Gambettola e svolgo colloqui anche online.
Un abbraccio

Federica Amorosino