Famiglia e bambini

La piccola Giulia sembra aver paura di essere abbandonata

Sindi

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Salve, sono Sindi, una zia di una bimba di 3 anni preoccupata per la sua nipotina. Spero tanto in qualche buon consiglio... Giulia è una bimba di 3 anni che ha iniziato da quest'anno a frequentare l'asilo; ha una sorellina di 1 anno e 4 mesi e ovviamente una mamma e un papà anch'essi preoccupati. Il problema è che la piccola Giulia sembra aver paura di essere abbandonata perchè quando la mamma (ma ultimamente anche il papà) la lasciano all'asilo o(soprattutto)a casa dei nonni lei inizia a piangere ma in modo esagerato tanto da sbattere i piedi per terra, battere contro le porte, strillare talmente tanto da perdere la voce e a volte è riuscita anche a provocarsi il vomito con il suo grido dalla gola, ma non solo, diventa autolesionista graffiandosi il viso per il nervosissimo che ha in quel momento. Insomma in quei momenti è panico perchè i genitori devono lasciarla per andare a lavoro ma lei non vuole lasciarli si attacca come una calamita alle loro gambe e una volta fuggiti con il cuore in gola ci sono i nonni e io che non sappiamo come calmarla perchè il tutto può durare anche un'ora. Tutto ciò dura da circa un anno più o meno. Abbiamo provato a calmarla con le buone, con le cattive sgridandola e invocandola a smetterla, ad essere indifferenti ecc... ma nessuna opzione è valida. Quindi innanzitutto volevamo sapere: perchè la bimba reagisce in questo modo, insomma quali sono le cause e naturalmente quali rimedi possiamo adottare? Confidiamo nella vostra cortese professionalità e vi ringraziamo per la vostra attenzione.

23 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Buongiorno Sindi, io credo che non serva più di tanto parlare con la bambina perchè è piccola e a quell'età parlano coi comportamenti non tant con le parole. E' chiaro che ha paura di essere abbandonata e della perdita dei genitori, non ci interessa capire che cosa ha portato a questo comportamento, ma come aiutarla. Io proverei a cercare di rendere presente la mamma anche nell'assenza, ad esempio la mamma potrebbe dare a Giulia un oggetto suo da custodire finchè non si rivedono, oppure comprare insieme alla figlia un oggetto spiegandole che la rassicurerà tutte le volte che le mancherà la mamma e che guardandolo possa capire che la mamma è sempre con lei con il cuore, oppure chiederle di fare qualcosa all'asilo che poi le darà...insomma ci sono diverse possibilità, l'impotante è essere presenti nell'assenza garantendo il ritorno per quanto a noi adulti sembri scontano. Se poi non dovesse servire allora occorre probabilmente rivolgersi ad un terapeuta. Cari saluti
Cara Sindi, chi di noi non ha avuto paura di restare soli o di essere lasciati. I bambini vogliono essere rassicurati. Quando la sua nipotina viene lasciata all'asilo o dai nonni, dov'è il fratellino? Resta con lei o il piccolo è con la mamma?. La parola d'ordine dev'essere CONTENIMENTO; la bambina deve essere sempre abbracciata con vigore prima di separarsi dalla madre. La mamma la deve rassicurare che la TORNERA' a prendere. "MA NON TI VENGO A PRENDERE OGNI GIORNO?" Quando torniamo a casa giochiamo con.....?" Quando ti vengo a prendere all'uscita ti porto ....." Mai minacciare la bambina parlando a casa dell'asilo: ad es ti lascio tutto il giorno all'asilo. Poi bisogna fare in modo che la bambina veda la maestra come una figura di riferimento, a tal fine bisogna stimolare la b. a fare, a casa, una torta o un disegno per la maestra. La mamma potrebbe dare delle caramelle da portare a scuola e farle dividere alla bambina. I bambini devono riuscire a vedere nella scuola o dai nonni un'opportunità per fare qualcosa che a casa con la mamma non possono fare. Bisogna divertirli e contenerli con parole e abbracci e fargli compiere piccoli passi verso l'indipendenza. Suggerisca a sua cognata di trascorre dei momenti, nell'arco della giornata, in cui la bambina abbia la percezione di avere la mamma tutta per se: un cinema, il parco, qualcosa di segreto e intimo da condividere con la figlia!
Carissima Sindi, è veramente difficile rispondere ad un tale appello, in una situazione così delicata e carica di emozioni e preoccupazione. Invitando sicuramente tutta la famiglia a rivolgersi ad un terapeuta familiare, mi sento solo di scriverti questa sollecitazione: I bambini spesso 'collaborano' con i genitori, con ciò che loro pensano che i genitori (ed altri che li curano) si aspettano da loro. Tendono a confermare la visione che l'adulto ha del bambino poichè il genitore ha bisogno di questo. I bambini vivono per rispondere alle aspettative dei genitori. I piccoli però rispondono alle aspettative inconsce ed emotive, non a quelle razionalizzate.... Non so se può aiutarvi questo punto di vista.... Non rimanete soli, fatevi aiutare da un buon terapeuta familiare che cerchi di dare senso a queste dinamiche.
Gentile zia Sindi, è evidente che la piccola Giulia ha paura di essere abbandonata perché non riesce ad immaginarsi il fatto che i genitori ritorneranno a casa dopo qualche ora. La piccola bambina non sa aspettareualche ora. : ossia non riesce a prefigurarsi che i genitori ritorneranno a casa dopo qualche ora, probabilmente nella seconda parte della giornata. Per Giulia l’assenza del genitori è vissuta come una perdita totale, in altri termini è come se fossero scomparsi per sempre. Sgridarla o minacciarla non serve: anzi, potrebbe significare che i genitori se ne vanno perché Giulia ‘è cattiva’. Diversamente, è necessario trovare un modo adatto a tranquillizzare la bambina e rassicurarla sul fatto che i genitori ritorneranno presto. In tal senso, può essere utile innanzitutto che la nonna o la zia accompagnino la bambina seguendo i genitori, ad es. la mamma, quando si allontanano da casa. In aggiunta, la nonna o la zia potrebbero far vedere alla piccola Giulia il luogo di lavoro dei genitori, se ciò è possibile, oppure descrivere con semplici parole l’attività che svolgono. Ciò servirà senz’altro a che la bambina impari ad immaginare che i genitori in quel momento sono in un altro luogo ma che poi faranno ritorno a casa. Gentile zia Sindi, mi tenga informata. Cordialità,

Dott. Matteo Fattore Piacenza (PC)

Mi permetto di comunicarle che tra qualche giorno sarà visibile sul sito il mio numero di telefono in caso volesse contattarmi, grazie dottor Matteo Fattore. Gentile Zia Sindi; i figli sono prima di tutto del Buon Dio e quindi come primo consiglio le direi di chiedere prima di tutto a lui un aiuto mediante la preghiera che è sempre un'arma molto spesso sottovalutata ma estremamente efficace. Ma se lei fosse tra coloro che ritengono non professionale tale consiglio le dico che in secondo luogo i figli sono dei genitori che gli hanno messi al mondo e da loro quindi può venire un valido aiuto. Troppo facile dire che la gelosia nei confronti della sorellina possa spiegare la violenza di tale reazione; più probabilmente la causa può essere cercata all'interno del rapporto che i genitori hanno con i propri figli là dove bisognerebbe cominciare a educare i bimbi fin da piccoli a gestire il distacco. E' chiaro che là dove ci fosse una mancanza di un legame significativo con la figura genitoriale con un conseguente sentimento di abbandono anche in sua presenza non si potrebbe più parlare di paura di essere abbandonata quanto di paura di non essere amata. Scevro da qualunque giudizio dico che si potrebbe andare nella direzione di osservare con più cura ma molta discrezione il rapporto che Giulia ha con i propri genitori per poi magari, con tanto amore e tanta pazienza, far notare a questi ultimi possibili accorgimenti che possono andare nella direzione di rasserenare e rassicurare Giulia che lei è preziosissima per loro e che se ogni tanto deve passare del tempo lontano essi sono e saranno sempre vicino a lei. Cordialmente

Dott.ssa Serena Carnì Catanzaro (CZ)

Salve, i motivi per cui la bambina si comporta così possono essere i più disparati. Uno di questi può essere l'inclusione nel nucleo familiare di un nuovo membro (la sorellina) che a differenza di lei ha il privilegio (o almeno così potrebbe vederlo la bambina) di restare con mamma e papà (le ricordo che non deve essere necessariamente vero perchè la bambina lo pensi) mentre lei deve andare al'asilo. Un altro motivo può essere dovuto al clima generale dell'ambito familiare. Quando in famiglia ci sono tensioni i bambini tendono a voler "supervisionare" la situazione. L'idea è che se è presente quello che accade è meno brutto di quello che può accadere se non c'è o alternativamente, se si ha la paura che uno dei genitori vada via di casa, essere presenti dà la sensazione di poter fare qualcosa per impedirlo. Altri problemi possono essere invece dovuto al tipo di adattamento che la bambina ha all'interno del contesto scolastico. Ovviamente questi sono suggerimenti vaghi basati sulle casistiche generali, non specifiche della sua situazione che non è possibile approfondire tramite questo strumento. Quello che potete fare è osservare la bambina, capire se questo atteggiamento è specifico dell'asilo o generalizzato a luoghi non familiari in cui le viene richiesto di restare senza i genitori (o altri parenti), capire se i rapporti con la sorellina sono pacifici o se si sente in qualche modo esclusa. A presto
cara sig.ra sindi, credo molto alla sua preoccupazione, ma i genitori? certo che lasciano la piccola a casa dei nonni con la zia, una casa familiare, sicuramente accogliente, ma probabilmente dovrebbero essere i genitori a tranquillizzare la figlia, a contenere la sua ansia da separazione. poi chiedevo: ma quando i genitori tornano come si comporta la bimba? è contenta o arrabbiata? i bimbi piccoli hanno un legame speciale con i genitori ed in particolare con la mamma, ma poi crescendo si deve avere il coraggio di recidere il cordone ombellicale. l'amore non passerà più come flusso continuo attraverso di esso, ma dovrà essere dato attraverso la cura, le attenzioni. mi spiego. data la prima fase simbiotica che si vive normalmente tra mamma e figlio, poi si trova il coraggio di tagliare il cordone per permettere al bambino di costruirsi una sua immagine, un suo sè, diverso dalla mamma. è nell'accettazione di tutti di questa crescita e costruzione di una immmagine di sè che forse si trova il punto del problema. io chiederei alla mamma come ha vissuto la sua attesa della gravidanza, la gravidanza, la nascita, il primo anno, e quando la bimba ha messo i piedi a terra, il primo giorno di asilo. tutte le principali tappe evolutive della bambina. se la mamma si riuscisse a guardare con onestà e chiarezza dentro di sè forse potrebbe trovare il bandolo della matassa. la bimba chiaramente vuole attirare l'attenzione dei genitori, e dal pianto disperato passa alle lesioni, per poi approdare, probabilmente, ad una autoconsolazione. credo che quando accadono questi episodi, da parte di voi familiari, non potete fare altro che contenere l'ansia della bambina, rassicurarla che poi la mamma torna, e casomai con una bella sorpresa, e concedervi in quel tempo vostro di fare qualcosa di speciale che possa farla divertire molto. non so anddare alle giostre, incontrare amichetti, fare i biscotti, giocare a nascondino, insomma qualsiasi cosa che possa piacerle tanto da mettere da parte, pian piano, la paura del suo abbandono.
Cara Sindi, la sua nipotina probabilmente nell'ultimo anno ha cominciato ad essere turbata da qualcosa, un cambiamento, ipotizzo..anche la nascita di una sorellina che non è mai di tutta facilità per un primogenito. Anche l'ingresso in asilo è un momento delicato per i bambini e sicuramente suscita in loro fantasie di abbandono o comunque paura di essere lasciati da mamma e papà. Ogni bambino, chi più chi meno vive questi passaggi come difficili e cruciali e ognuno reagisce a modo suo. Forse la sua nipotina è particolarmente sensibile a questi passaggi. ciò che consiglio è per quanto riguarda l'asilo confrontarsi con le maestre, sentire che idea si sono fatte della bambina e cercare anche con loro una strategia di gestione della bambina. Un altro consiglio è quello di far sì che mamma, papà e bimba stiano del tempo insieme, che i genitori possano parlare con la bimba di ciò che sente nel suo "cuoricino" e di dirle che forse lei ha paura, ma in realtà loro ci sono sempre, anche quando se ne vanno e che se ne vanno solo perchè devono lavorare anche per fare stare bene lei e per prenersene cura. Insomma è bene che i genitori, mamma e papà parlino con la bimba di queste problematiche. Probabilmente il nucleo del problema sta nell'ansia e nella paura di perdere la mamma e il papà e nei rapporti tra mamma, papà e bambina. Se il problema nel tempo non dovesse affievolirsi consiglio ai genitori di fare almeno un colloquio con uno psicologo di fiducia. Aggiornatemi!
Gentile utente, le difficoltà dei bambini di separazione corrispondono spesso a difficoltà dei genitori stessi nel separarsi da loro. Probabilmente e' necessario un allontanamento graduale; uno dei dei genitori dovrebbe trascorrere qualche tempo in piu con lei nell' ambiente in cui verr' lasciata, e gradualmente diminuire la sua presenza arrivando a lasciarla sola senza nessun tentennamento. Genitori che si fanno sentire spaventati, confusi, ansiosi e pieni di senso di colpa non aiutano i figli a sviluppare senso di autonomia. Inoltre andrebbe esplorata la situazione familiare piu' allargata, ad esempio ci sono state perdite/ lutti recenti o gravi nella famiglia ? ecc....
Salve zia Sindi. Leggere il racconto di ciò che avviene alla piccola Giulia trasmette tutta l'angoscia della bimba e di chi le state attorno. Posso ben capire il vostro sentirvi paralizzati da questa sua emozione così forte. Credo, come già lei ha sottolineato, che la piccola in questo modo manifesti la sua rabbia rispetto all'essere "lasciata". L'inserimento all'asilo rappresenta il primo importante distacco dalla mamma e da tutto ciò che fino a quel momento era il suo mondo e naturalemente questo passaggio non avviene senza sofferenza, da parte della mamma e della bambina. Questa importante tappa si è associata ad un altro evento "critico", la nascita della sorellina. Ecco, io credo che Giulia stia facendo i conti con questi grandi cambiamenti; il punto è che la sua reazione appare piuttosto esagerata e allora bisogna cercare di aiutarla ad esprimerla nel modo giusto. Quello che in prima battuta mi sento di consigliare è di spiegare a Giulia che la mamma e il papà si allontaneranno solo per poco, ma poi torneranno a prenderla. E' evidente che è ancora molto piccola per "fidarsi" sulla parola, ma pian piano potrà verificare con l'esperienza il ritorno dei suoi genitori così da potersi tranquillizzare. Quando è a casa,la mamma e il papà potrebbero coinvolgera di più attraverso dei giochi insieme e magari raccontandole delle favolette che possono spiegare ciò che sta provando (in commercio ci sono storie per bambini che affrontano vari temi: nascita di un fratellino, paura del buio..). Se dopo qualche mese (tenga conto che ci vuole del tempo) la situazione non dovesse migliorare allora si potrebbe parlare con uno psicologo. Mi tenga aggiornata.
Buongiorno gentile Signora, la bambina vi sta comunicando in tutti i modi il suo terrore di essere dimenticata. Il disagio risale dalla nascita della sorellina e probabilmente come può aver mostrato gioia per la nascita della sorellina, attenzioni amorevoli da vera piccola donna, così in cuor suo ha iniziato a coltivare sensazioni sgradevoli che per la sua età erano e sono considerate forse come "cattive", ha, in sostanza, iniziato a provare gelosia. In questo movimento, si è inserito l'asilo come uno spazio che prima era di gioco e ora come il luogo dove rischia di poter essere dimenticata. L'intensità e durata della sua disperazione fà pensare che le rassicurazioni poco servono. Sarebbe il caso che i genitori si rivolgessero con un'attenzione speciale e unica con la bambina prediligendo attività con lei senza la presenza della sorellina. Se questo non bastasse, diventa necessario per i genitori rivolgersi ad uno psicologo psicoterapeuta per essere aiutati a capire come intervenire per rassicurare la piccina. Cordiali saluti.
Buongiorno Sindi, il problema che lei riporta in realtà è più comune di quanto si possa pensare, anche se a livelli così pronunciati diventa sicuramente difficile da gestire e genera ansia e sofferenza da parte delle figure di accudimento. Il momento del primo distacco dalla famiglia per iniziare a stare in un ambiente normativo differente è sempre molto delicato, ed è facile che i bambini manifestino delle regressioni e delle difficoltà, che molte volte sono tuttavia determinate dal problema di separazione dei genitori stessi. Con questo intendo dire che, spesso, accade che il bambino manifesti apertamente una seria difficoltà a separarsi dalla mamma, piuttosto che dal papà o dai nonni, perchè vive una situazione di ansia, non ricevendo da loro dei messaggi che lo rassicurino e lo rendano sereno nel poterli aspettare al momento in cui torneranno a prenderlo. Tali messaggi non riguardano solo il piano verbale, ma anche e soprattutto il piano della comunicazione inconscia e non verbale. Inoltre la presenza della sorellina può aver reso Giulia particolarmente timorosa e ansiosa in questo momento: la nascita di un fratellino rende sempre quello maggiore più vulnerabile, poichè l'attenzione che prima gli si dedicava pienamente gli viene inevitabilmente in parte sottratta. Tutte le manifestazioni di Giulia sono quindi in realtà dei modi per attirare l'attenzione, per gestire una situazione di ansia e stress. Per prima cosa chiederei un'opinione alle maestre della scuola materna, per cercare di capire se, superato il momento del distacco, i comportamenti problema continuano anche nel corso della giornata. Il mio consiglio è quello poi di non cedere alle provocazioni della bambina, il genitore deve essere più forte e trasmettere un messaggio solido e coerente, rispetto alle regole e al fatto che frequentare la scuola materna è un dovere che non si può evitare. Se il problema dovesse persistere consiglio comunque un consulto con uno specialista.
Gentile Utente, sarebbe ben precisare se la bimba ha manifestato disagio da subito o se è comparso successivamente. Penso sia opportuno appurare anche l'eventuale sussistenza, nell'ambito dell'asilo, di situazioni che la bimba trova spiacevoli. Cordiali saluti
Buongiorno, Condivido la Sua preoccupazione, e' certamente molto doloroso vedere un bambino in questo stato. Potrebbe trattarsi di un disturbo chiamato Ansia da Separazione, tipico dell'età infantile. Le consiglierei di portare la bimba presso uno psicologo/psicoterapeuta specializzato nei disturbi dell'età evolutiva. Sicuramente Vi darà un sostegno e sarà utile per capire quali comportamenti adottare per far si' che la situazione migliori. Saluti,
Sindi, molto probabilmente la Sua nipotina non riesce ad adattarsi in fretta alla nuova situazione dell'asilo e di non vedere i suoi genitori (almeno uno) per tutto il giorno. Forse per lei il distacco potrebbe essere stato un po' prematuro. C'è da considerare che la piccola Giulia ha già dovuto 'affrontare, accettare ed elaborare' a livello emotivo/affettivo l'arrivo della sorellina!! A solo 1 anno e mezzo ca. ha dovuto imparare a dividere l'affetto (e non solo) dei genitori, nonni, zii etc. che, invece, prima era tutto per lei! Sarebbe interessante sapere se uno dei genitori ha fatto insieme a Giulia 'l'inserimento all'asilo' e per quanto tempo. Altrettanto avrei bisogno di sapere come ha reagito la prima volta che é stata portata all'asilo. La sorellina va al nido? Ed altro ancora. Inoltre Lei dice che la bambina si dispera (fino ad autolesionarsi) soprattutto quando viene lasciata dai nonni. Sicuramente ha i suoi motivi che però, essendo così piccola, non riesce ad esprimere se non con pianto disperato!! Ritengo che Giulia abbia bisogno di 'essere ascoltata'; di 'capire bene' cosa deve fare ed essere rassicurata su tutti i suoi dubbi fornendole idonee spiegazioni: perché i genitori vanno a lavorare; perché la debbono lasciare quando vanno a lavorare; perché tutti i bambini vanno all'asilo e poi alla scuola; cosa ne pensa dell' asilo. etc.. Tutto ciò sembra banale ma per Giulia non lo é! Bisogna parlare di tutto ciò quando é calma e serena!! Magari si possono fare dei giochi con lei che parlino di tutte queste vicende. Esempio: un gioco o una favola in cui i genitori vanno a lavorare e lasciano i loro figli presso i nonni o all'silo etc... che all'asilo i bambini giocano tutti insieme; che i genitori vogliono molto, ma molto bene ai loro figli. Queste cose andrebbero ripetute nel tempo sotto forma di gioco o di favola per far 'adattare' anche 'simbolicamente' la piccola Giulia all'idea della vita quotidiana anche in assenza dei genitori!! Comunque considerato l'attuale disagio della piccola Giulia (ma anche di voi adulti), consiglio ai genitori di consultare un psicolog/a dell'età evolutiva e farsi indicare i comportamenti più adeguati da tenere in questo periodo. Da ultimo preciso che - secondo il mio parere - tale situazione si dovrebbe risolvere facilmente poiché ritengo trattasi di una semplice 'fase di adattamento' ma che per Giulia é risultata stressante. A disposizione per ulterio chiarimenti La saluto cordialmente.
Gentile sign.ra Sindi, Occorrebbe comprendere meglio il legame tra la piccola Giulia e i genitori negli anni precedenti, comprendere il rapporto che ha con la sorellina e se è cambiato, e se si come, il comportamento di Giulia in casa dopo la nascita della sorellina.Inoltre è importante sapere se la reazione di "disperazione" si protrae per lungo tempo dopo la separazione dai genitori. Comunque, i tre anni sono un momento nella vita di una bambina e di un bambino che coincide con lo svolgersi di un percorso di separazione dalla figura materna che si consolida verso i 4 anni. Non è insolito pertanto osservare in questo periodo, coincidente anche con la ripresa da parte dei genitori della loro vita lavorativa e con l'inizio della scuola materna, a un intensificarsi di comportamenti aggressivi, eterodiretti e autodiretti, che manifestano un intensificarsi della comune angoscia di separazione. Evitare di dare troppo peso a tali comportamenti è solitamente un metodo efficace per evitare un loro rafforzarsi e,solitamente, spariscono con l'evolversi del normale processo evolutivo della bambina. Se persistono per mesi occorre forse riorganizzare le regole all'interno delle dinamiche famigliari con una riqualificazione dei momenti in comune. Un consiglio è quello nei momenti di difficoltà della bambina dai nonni di giocare con lei, accompagnandola nel suo gioco senza dirigerlo. Attraverso il gioco i bambini elaborano le proprie angosce e, attraverso l'adulto che sa giocare con loro, possono superarle.   Rimango a Vostra disposizione,
Sig. Sindi, come mai interpreta urla, strilli e comport autolesionisti come l'espressione della paura di sua nipote di essere abbondonata? Glielo ha detto lei, l'interessata? E' probabile che sua nipote voglia trattenere i genitori, o anche che stai rifiutando il fatto che lei viene portata alla Scuola materna, mentre la sorellina, presuppongo, rimane con i nonni e la zia. La sorellina di a 1 e 4 mesi, quando i genitori se ne vanno, al lavoro, con chi resta? Avete provato a chiederle, in un momento di calma, perchè al mattino si comporti così? e i genitori sono preoccupati, in che modo stanno provvedendo?
Cara zia premurosa, la bimba è chiaro che soffre molto il distacco dalle figure genitoriali, i motivi, apparentemente, secondo la sua descrizione, sembrano non esserci, eppure tutte le possibili soluzioni che avete adottato non funzionano. Evidentemente ci sono delle buone ragioni per questa piccola di tirare fuori tanta voce e tanti capricci, perché non vi riunite tutti quanti voi che l’amate e cercate di ricostruire come iniziano i capricci, casa accade poco prima, cosa viene detto da parte degli adulti, come reagisce la bambina, come finiscono i capricci. Ricostruite l’intera sequenza come fosse una sorta di cortometraggio del cinema, se non trovate la vostra risposta, evidentemente accade qualcosa che sfugge al controllo degli adulti, ma che provoca reazioni violente nello stato emotivo della bimba. Non possiamo aspettarci che i bambini comprendano le esigenze dei grandi, perché sono bambini, appunto, ma possiamo cercare di capire sempre cosa gli accade, se l’interessamento è sincero, la collaborazione è assicurata! Se non sortisce nessun effetto tanto sforzo, probabilmente è meglio cercare l’aiuto di uno specialista in problematiche familiari al fine di ristabilire un equilibrio che, attualmente, sembra essere spezzato. Distinti saluti.

Dott. Carlo Plaino Bergamo (BG)

Potrebbe trattassi di "ansia da separazione" dalle figure significative e, in questo caso, genitoriali. Potrebbe essere utile abituare Giulia a stare con i nonni o in altre situazioni con una lenta e costante progressione: i genitori rimangono insieme ai nonni per i primi 15 minuti poi si allontanano. Man mano si riduce il tempo cercando di arrivare a ridurlo definitivamente.
Potreste provare a far disegnare a Giulia che cosa le fa paura e farsi raccontare che cosa le succede a scuola. Forse cerca con questo comportamento di attirare l'attenzione dei genitori che probabilmente dedicano maggiori attenzioni alla sorellina. In questo caso la mamma ed il papà potrebbero chiedere a Giulia di aiutarli con la sorellina, a cercare di trovare dei momenti in cui stare soli insieme con Giulia (magari a turno).

Dott.ssa Anna Salzano Bologna (BO)

Buongiorno, è fondamentale che i genitori e tutti coloro che accudiscono la bambina la rassicurino spesso che l'asilo è un posto piacevole con delle "dade" gentili e simpatiche e degli amichetti con cui si possono fare molte cose che a casa non si riescono a fare. Se passa malauguratamente il messaggio "ti lascio lì perchè devo farlo ma mi piange il cuore (e magari nemmeno mi fido tanto di chi si prenderà cura di te!)", la bimba non può viversi la sua esperienza separata dai genitori con serenità. Certo va rassicurata anche sul fatto che all'orario concordato tornerà a casa perchè i suoi cari andranno a riprenderla e passeranno del tempo con lei. Mi raccomando infatti di dedicarle poi degli spazi nella giornata tutti suoi (alcuni anche solo suoi: dato che la sorellina minore forse li avrà, spettano anche a lei, seppur diversi). Mai dire cose tipo "se fai così ti lascio all'asilo tutto il giorno o non vengo a riprenderti" e mai associare l'asilo, o comunque le persone che si prendono cura dei bambini in assenza dei genitori, a sentimenti o situazioni spiacevoli (punizioni). Salutarla sempre (mai andar via di nascosto) con un sorriso, un bacione e un abbraccio quando ci si separa dalla piccola e riprenderla con altrettanti sorrisi e atteggiamenti amorevoli. Se va rimproverata perchè ha combinato qualche marachella, riservare al rimprovero un tempo successivo nella giornata rispetto a quello in cui la si riprende e le si fanno delle coccole. Vedrà che pian piano le crisi si ridurranno nel tempo e nella frequenza. Auguroni!
salve, consiglio di rivolgervi ad uno psicoterapeuta specializzato per l'infanzia, che possa aiutare tutta la famiglia e la bambina ad affrontare questa difficoltà.
Buon giorno! Credo che sia fondamentale un cambiamento che è accaduto nella vita della bimba: la nascita di una sorellina. Mi pare d'aver capito che gli agiti aggressivi, i pianti e i gesti di autolesionismo siano iniziati poco dopo la nascita della sorella!questa credo che sia la causa del comportamento. Giulia sta soffrendo perchè non è più l'unica bimba della famiglia e si è accorta che deve condividere l'amore e le atttenzioni di mamma e papà con un'altra persona ed è gelosa!Quando sta dai nonni dov'è la sorellina? Per quanto riguarda i gesti di autolesionismo, io consiglio di bloccarla abbracciandola e coccolandola, facendole capire che siete lì per lei, che nessuno vuole abbandonarla, ma che i genitori vanno al lavoro ma poi ritornano. Potrebbe essere utile per Giulia l'utilizzo di un oggetto transizionale (un peluche, per esempio) - la famosa coperta di Linus-che rappresenta la mamma e che potrebbe quindi aiutarla a superare i momenti di separazione. E' solo una fase comunque, non preoccupatevi perchè passerà sicuramente: Giulia ha solo bisogno di capire che i genitori, i nonni e la zia le vogliono bene come prima, anche se ora c'è una sorella.

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