Famiglia e bambini

Mio figlio è prepotente e aggressivo. Come mi devo comportare?

Stefania

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Buongiorno, ho un bambino di 4 anni e 1/2 che frequenta il secondo anno della scuola dell'infanzia. Ho notato un cambiamento nel suo comportamento che lamentano sia le maestre a scuola che poi a casa: é aggressivo, prepotente con gli altri bambini (per fortuna ha smesso con le parolacce), non ascolta e non sente le regole, non obbedisce assolutamente. Mi da l'idea che non gli interessa nulla di chi gli sta attorno. Pensa solo per se e quello che gli piace. Premetto che ha una sorella più piccola che ha compiuto 3 anni con la quale c'è amore e odio. Ha cambiato già 3 scuole x questioni di trasloco familiare, ma gli ho promesso che questa scuola è quella definitiva! Ho provato ad essere comprensiva, buona, ora sto adottando la linea delle punizioni sempre più dure. Non so come comportarmi per fargli capire che deve obbedire ed ascoltare. Per favore datemi qualche consiglio. Grazie

16 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Gentile signora, 

io le consiglierei di rivolgersi ad un terapeuta cognitivo comportamentale esperto in problemi infantili, così che possa attraverso l'analisi funzionale dare un significato ai comportamenti aggressivi di suo figlio  evitando di rinforzarli con punizioni che possono influire negativamente anche sulla sua autostima. I comportamenti aggressivi possono essere espressione di un disagio ma anche una modalità attiva per affrontarlo, che però è disfunzionale e quindi va modificata, per in benessere del bambino e anche della sua famiglia. 

Cordiali saluti 

Buon giorno, 

a mio parere un bambino che ha atteggiamenti aggressivi in genere mostra un disagio,questo potrebbe essere di qualunque natura dalla più grave alla più futile; non è facile capire quali siano le preoccupazioni di un piccolino finchè non cominciamo a vederlo come un cucciolo che usa tutte le sue armi per farsi sentire!!!! 

io interverrei per capire qual'è la paura che lo fa reagire aggressivamente per studiare poi un percorso fatto anche di limiti che lo aiuti a rafforzare le sue sicurezze e a trovare un punto di riferimento al quale affidarsi. 

spero di esserle stata d'aiuto. 

Gentile Stefania, difficile dare consigli veramente utili se non si conosce a fondo la situazione. Spesso i bambini manifestano le loro paure, i loro disagi, le tensioni interne, attraverso comportamenti aggressivi. Credo che la soluzione migliore sia quella di rivolgersi ad uno psicologo infantile, che potrà darle suggerimenti mirati. Con il "fai da te" c'è il rischio che la situazione si cronicizzi o addirittua che venga esacerbata.

Un saluto

Cara Stefania, non e' facile dare una risposta precisa alla sua domanda, senza conoscere nei dettagli la situazione familiare nella quale il bambino e' vissuto finora. Tuttavia, conosciamo alcuni dati: sappiamo che c'e' una sorellina piu' piccola, e che questa seconda gravidanza era incominciata gia' quando il bambino aveva meno di un anno, quando cioe' non era ancora in grado di capire cosa stava accadendo attorno a lui.. Bisognerebbe sapere come tutta la famiglia ha affrontato sia la prima che la seconda gravidanza. Ovviamente, con un bambino cosi' piccolo, puo' essere stato difficile, se non impossibile, prepararlo adeguatamente all'arrivo di un fratellino/sorellina, e puo' essere importante sapere che cambiamenti ci sono stati in casa dopo l'arrivo della sorellina. Questo puo' avere molto a che fare con l'aggressivita' del bambino (gelosia, rabbia per essersi sentito tradito e abbandonato). Il cambiamento di tante scuole in poco tempo, e' sicuramente un altro fattore contribuente a creare nel bambino sensazioni di instabilita' , perdita e separazioni precoci. Oltre a questi fattori, diventa assolutamente necessario capire come i genitori vivono essi stessi e affrontano il problema della loro aggressivita', e della loro rabbia, quando questa emerge. Come affrontano i conflitti coniugali, e in altre parole, se e in che misura forniscono inconsapevolmente un modello di comportamento negativo ai figli.(  I BAMBINI SONO SEMPRE LO SPECCHIO DEI GENITORI ED ESPRIMONO LA DINAMICA FAMILIARE COMPLESSIVA, CONSAPEVOLE O INCONSAPEVOLE, IN UN MODO O NELL'ALTRO). 

Utilizzare un atteggiamneto troppo accondiscendente, o troppo rrestrittivo/punitivo, credo siano entrambi da evitare, ne' di per se' possano costituire una soluzione al problema.. Bisognerebbe innanzitutto cercare di capire perche' il bambino e' cosi arrabbiato, chi vorrebbe punire, e a causa di che cosa.

Il  mio suggerimento e' quello di  affrontare con dei colloqui approfonditi con entrambi i genitori la tematica della violenza/aggressivita', per cercare di capire da dove questa puo' avere avuto origine, all'interno della dinamica familiare ( anche fino dalle rispettive famiglie di origine dei genitori), e per vedere se, fino a che punto, e in che modo,  questi sentimenti genitoriali possono venire proiettati inconsapevolmente  sul figlio/a. 

Buongiorno Stefania da ciò k lei scrive forse suo figlio è troppo affaticati dai cambiamenti, insomma passare in tre scuole a solo 4 anni e mezzo è molto stressante per un bimbo di quel l'età, forse andrebbero meglio capiti anche come sono stati effettuati certi passaggi e cosa, quale messaggio, è stato inviato al piccolino. Lei da ciò che scrive sembra arrabbiata, forse varrebbe la pena fermarsi a riflettere su quali stimoli lei e gli adulti attorno inviano a suo figlio. Alle volte  l'aggressività espressa è qualcosa  che i bambini apprendono, andrebbe quindi meglio valutata da dove o cosa significa. Cordialmente 

Cara mamma

un bambino di 4 anni che si trova a cambiare come dice lei scuola per tante volte accusa il cambiamento il doversi abituare alle nuove maestre ed amici, da quando è diventato aggressivo, prepotente, che rapporto a con voi genitori con la mamma e il papa, con la sorella,

una città nuova ha colori nuovi odori sapori, persone nuove deve dare tempo al bimbo di collocarsi nella nuova città, uscite insieme con la sorellina fate delle lunghe passeggiate lo rassicuri per quanto possibile che starete in quella città. le punizioni ha 4 anni vanno bene se motivate spiegate, provi a portare su figlio in piscina gli faccia fare uno sport che scarichi la sua aggressività cerchi di capire cosa prova, sente, cosa vuole, gli parli come ad un bimbo di 4 anni , non alzando la voce ma provando a comunicare ....

Gentilissima Signora,

immagino le sue difficoltà e preoccupazioni.

Prima di cambiare per l'ennesima volta scuola o assumere un atteggiamente troppo rigido nei confronti di suo figlio (non sempre con riscontro positivo) le consiglio di rivolgersi a dei professionisti del settore dell'infanzia.

Qui a Roma, a VIa dei Sabelli, c'è il centro di Neuropsichiatria infantile, un centro pubblico,

al quale può rivolgersi per ricevere informazioni e/o una consulenza con degli esperti.

Guardi pure su internet, ci sono tutti i riferimenti del caso.

Cordialmente,

 

Salve Stefania,

comprendo che sia difficile gestire suo figlio in questo momento; allo stesso tempo credo che possa essere utile riflettere insieme su alcune cose.

I bambini spesso agiscono in un certo modo per aiutare i genitori e spesso si trovano a farlo nei modi che a noi ci sembrano meno utili. Questa sua aggressività esterna può rappresentare una sua rabbia; con chi è arrabbiato il bambino? con voi genitori ? con la sorellina? le ipotesi possono essere molte e lui sta semplicemente esprimendo un disagio.

Spostare spesso i bambini cosi piccoli li destabilizza e crea in loro, a volte, un senso di abbandono. Forse aveva creato dei legami affettivi prima? aveva delle maestre di riferimento? è normale che lui viva questo cambiamento come qualcosa di difficile da sostenere per lui, inoltre per quanto lei gli dica che la scuola è definitiva immagino che lui si stia dicendo che fino ad oggi non è stato cosi e quindi perchè questa volta dovrebbe affezionarsi ai compagni o alle maestre?

Inoltre spostandovi avete dovuto rispettare delle vostre esigenze, le sue sono state ascoltate? forse vi sta chiedendo di ascoltarle ora? e forse vi sta mostrando le sue emozioni.

Credo che possa essere davvero utile ascoltarlo veramente e tranquillizzarlo.

I bambini sono come noi adulti solo con una sensibilità estrema.

Sarò lieta di sapere come va.

Un caro saluto e un caro in bocca al lupo.

Salve,  Sono la dott.ssa De Ponte Anellina. Capisco la sua perplessità in merito alla situazione di suo figlio. Ipotizzo che il bambino stia comunicando una sofferenza attraverso la sua modalità di relazionarsi.  Ipotizzo che l' Aver cambiato scuola in un arco di tempo così ridotto lo abbia messo in relazione con aspetti nuovi ( maestre,amici, struttura, ecc.) che il bambino non si è' potuto spiegare.. Con rispetto per il suo vissuto, la saluto.

 

Buongiorno Stefania,

mi sembra di capire dalla descrizione che fa di suo figlio che stia esprimendo un chiaro disagio. Probabilmente il suo bimbo, avendo cambiato già ben tre scuole non ha avuto il tempo di poter sviluppare un attaccamento in nessuna delle situazioni, ed è rimasto piuttosto deluso per questo, ed ora si difende da ulteriori possibili “delusioni” comportandosi in questo modo e non interessandosi a nessuno di quelli che gli stanno attorno. Capisco il suo tentativo di rassicurarlo con la promessa della scuola definitiva, probabilmente questa promessa da sola a lui non basta in questo momento. Suo figlio va ascoltato e accompagnato nella riconquista della fiducia nel fatto che può ancora fidarsi di lei, che può ancora esporsi e legarsi a persone che non sarà costretto a lasciare presto. Non credo proprio che le punizioni severe in questo momento possano funzionare,credo che debba armarsi di pazienza, ma soprattutto comprendere ed accettare le emozioni di suo figlio, la sua rabbia per l’ingiustizia in qualche modo subìta. Se non sarà lei la prima ad ascoltare non può chiedere a suo figlio di obbedire ed ascoltare.

Spero di esserle stata di aiuto,

a presto e buon ascolto.

Dott.ssa Erika Gallo Cosenza (CS)

Il comportamento di suo figlio sembrerebbe segnalare un disagio, in questo momento evolutivo. Mi chiedo da quanto ha iniziato, se è un comportamento che adotta solo a scuola, come va a casa. Di certo è necessario fornire condizioni di stabilità, che siano per lui rassicuranti. Quindi una continuità scolastica, se reputa che è la scuola giusta! In più occorre mantenere una posizione ferma e determinata rispetto a delle regole. Non ne servono tante, ma quelle che lei e il papà reputano importanti. E su quelle rimanere fermi. Non occorre essere violenti, aggressivi, punirlo eccessivamente, urlare, o magari menarlo.  Ma un atteggiamento accogliente, calmo e rassicurante, trasmette il messaggio che l’adulto è vicino e  contenitivo. Il bambino potrebbe anche esprimere un bisogno di attenzione individualizzato, vista la nascita del fratellino. Magari può pensare di dedicare un breve tempo della giornata solo a lui. Certo è che da una parte vanno compresi e accolti i bisogni emotivi che sottendono questo comportamento, dall’altro è necessario creare dei “cancelli”, dare delle regole, chiare, che l’aiutano a regolamentare un comportamento che, in certi contesti, può essere inaccettabile.

Grazie per aver contattato e in bocca a lupo

Gentile signora, 

dalle sue righe  emergere la sua preoccupazione per il comportamento di suo figlio, ma anche la sua rabbia e frustrazione.Mi colpisce molto quando scrive: " ho cercato di essere buona e comprensiva, sto adottando la linea delle punizioni sempre più dure...". Quello che posso rimandare e' che non si tratta di dare punizioni e premi, ma bisognerebbe cercare di capire perché il bambino si comporta in questo modo. Molto spesso, ma non sempre, i comportamenti dei bambini sono il segnale di un disagio interno, una modalità di comunicare, non esprimibile in altro modo. Potrebbe intanto cercare di spostare l'attenzione sul singolo comportamento del bambino e non su ogni cosa che il bambino fa e lo stesso atteggiamento dovrebbero adottare le maestre a scuola. I premi e le punizioni credo che in questo caso non abbiano avuto successo. Per quanto riguarda l"amore e odio" nei confronti della sorella più piccola credo che sia "normale" per un bambino provare questi due sentimenti contrastanti. Comunque per una valutazione completa e accurata credo sia necessario una più attenta analisi del caso.

Cordialmente

Cara Stefania, se quest’anno ha notato un cambiamento nel comportamento del bambino può dipendere da diversi fattori ma senz’altro il problema di aver cambiato, per ben tre volte, la scuola dell’infanzia può aver contribuito notevolmente. Il bimbo non riesce ad integrarsi (affezionarsi, socializzare, adattarsi, abituarsi) nel suo piccolo spazio vitale (scuola, compagni, maestre etc.) e questo può destabilizzarlo, creargli ansia che non riesce a spiegare e gestire con modalità adeguate pertanto il suo comportamento diventa o aggressivo e/o distaccato!!  Cosa fare? Le punizioni NO!! perché possono farlo diventare ancora più aggressivo! Il piccolo non riesce a spiegare i suoi sentimenti ansiosi (disagio, rabbia, nostalgia  ed altro) e non si sente neanche compreso!! Anche il rapporto con la nuova sorellina (solo un anno di differenza) per lui è faticoso gestirlo poichè la fisiologica gelosia  -  che scaturisce quando c’è un nuovo arrivato/a - deve essere piano piano assorbita e sostituita dall’affetto ma, nei bimbi piccoli, questa elaborazione è un po’ più lunga e faticosa.  Stefania cosa intende dire quando ha provato “ad essere comprensiva, buona” e per quanto tempo?  Per essere veramente comprensiva bisogna riuscire a capire quali sentimenti il bambino sta provando quando è aggressivo, quale sofferenza  sta vivendo. Se si riesce a comprendere i suoi sentimenti bisogna condividerli e cercare di fargli capire e vedere(magari con esempi) che si possono tenere a bada. Non è una cosa semplice e se si è stanchi poco ci si riesce!! Ci vuole tempo (la scuola è iniziata da circa 2 mesi), pazienza e capacità empatica!!  Intanto consiglio di non fargli vedere cartoni animati violenti, né favole con  elementi o parole aggressive. Si informi anche se a scuola è accaduto qualche screzio o evento antipatico con altri bambini (almeno non lo leggo dalla Sua lettera). Consiglio inoltre di recarsi al consultorio familiare (Lei senza bambino) e cercare di farsi indicare da una/o  psicologa/o  quali comportamenti è meglio tenere con il bimbo quando è a casa. Si faccia seguire almeno per circa un mese, se possibile con frequenza settimanale. Spero di esserLe stata utile e saluto cordialmente.

Dott. Fabrizio Capra Padova (PD)

Gentile signora, credo che suo figlio abbia trovato una propria modalità per reagire alla mancanza di stabilità nel suo mondo. Ritengo che cambiare tre scuole per un bambino di 4 anni equivalga ad un forte mancanza di sicurezza. E si attenderà altre cambiamenti. Non è sufficiente  dirgli che ora non accadrà più. Infatti non ha la nostra stessa maturità.

Cosa fare: dargli almeno in casa e con il vostro: suo e di suo marito (se presente) atteggiamento la sicurezza che finora gli è mancata. Quindi non lo punisca severamente. Gli conceda la possibilità di protestare, a suo modo di quanto gli è accaduto. Cercate di non lasciarvi coinvolgere emotivamente troppo. Siate come la roccia che non si muove davanti alle onde del mare nemmeno se c’è la tempesta. Ma rimanete li senza arrabbiarvi. Semplicemente ricordandogli la regola ma senza impuntarvi come se ci fosse una sfida da vincere.

Si lasci guidare da questo motto: comunque io ci sono per te. Anche se siamo arrabbiati ci vogliamo bene. Ricordi: Se suo figlio vede con costanza il suo esempio, col tempo lo seguirà.

Skype: fabriziocapra66

Se vuole parlare con me senza impegno

Cara Stefania, dalla sua lettera mi colpiscono molto due elementi: la presenza/assenza di un padre e il cambio delle scuole. Dal suo breve racconto sembra non essere presente una condivisione di regole da parte delle figure adulte di riferimento che nel caso in cui il padre dei suoi figli sia presente, dovrebbe avvenire tra voi due in modo da poter comunicare ai vostri figli un unico e chiaro messaggio. Nel caso in cui lei sia una mamma vedova la invito a porsi la medesima riflessione: le regole che vorrebbe far seguire a suo figlio le ha comunicate a lui in modo chiaro dandogli un risvolto concreto attraverso la messa in atto dei relativi comportamenti? Avendo lei due bambini piccoli immagino quanto debba essere faticoso seguirli da sola (se questo è quanto avviene); questa fatica, ad esempio, spesso induce i genitori a dire dei “no“ che per stanchezza diventano “si“. Questa modalità a lungo andare genera confusione e soprattutto con bambini molto piccoli sono necessari ed efficaci messaggi semplici, chiari e costanti. Sulla stessa linea direi che possiamo inserire anche i cambi di scuola: avrà sicuramente avuto delle esigenze importanti per cambiare scuola a suo figlio, ma comprenderà facilmente quanto questo sia confusivo. La scuola è il secondo contesto sociale più importante dopo la famiglia per la crescita dei figli e in questo senso poter creare dei legami con i compagni e con altre figure adulte di riferimento, è fondamentale. Cosa accade se questi legami non possono essere instaurati o vengono interrotti precocemente? Un bambino così piccolo probabilmente metterà in discussione l'autorevolezza delle figure di riferimento magari attaccando proprio uno dei ruoli più importanti ed evidenti: insegnare delle regole. Inoltre potrebbe avere difficoltà nel fare amicizia con altri bambini pensando forse di doverli salutare presto. Dunque perché e a chi “affidarsi“? È importante riequilibrare i ruoli tra lei e il padre dei suoi figli, condividere quali regole ritenete fondamentali per la loro crescita e trasmettergli quelle in modo chiaro e costante nel tempo. La invito inoltre a comprendere la difficoltà che suo figlio le manifesta ed a considerare il fatto che i fatti avvenuti probabilmente hanno creato in lui delle esperienze di “provvisorietà“ e incertezza, dunque con molta probabilità avrà bisogno di mettere alla prova la vostra fermezza perché solo così potrà acquisire maggiore fiducia e sicurezza. Nella speranza di esserle stata di aiuto, la saluto cordialmente.

Salve,

per quanto riguarda la sua questione credo che c'entri la nascita della sorellina piu' piccola, verso la quale il bambino potrebbe nutrire dei sentimenti di gelosia e stia sviluppando dei comportamenti oppositivi, puo' essere utile concentrare l'attenzione sulle cognizioni dei genitori. Che cosa pensa e come valuta suo figlio?pensa che sia responsabile del suo comportamento? non si senta in colpa per tali domande ma ciò la spinga a riflettere nel trovare la soluzione migliore, facendo sentire il meno possibile la differenza fra la sorellina piccola e lui. Una terapia cognitivo comportamentale potrebbe essere utile per modificare tali comportamenti, di cui spesso non ci si rende conto.

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