Separazione

Come posso recuperare il rapporto con mia figlia?

gianpiero

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sono divorziato da 15 anni, risposato da 10, ho una figlia di 23 anni e la mia grossa preoccupazione e da difficile relazione padre/figlia che ho con lei. quando la madre mi ha lasciato per un'altro lei aveva 8 anni, fino al suo compimento dei 18 anni ho sempre avuto problemi con la madre che non mi hanno consentito di viverla come avrei voluto. dai 18 anni in poi, sono stati 5 anni travagliati, le sono stato vicino come ho potuto, ma la lontananza dal paese dove abita con la mamma, la non facile relazione con la mia attuale moglie che ha oggi 34 anni e la sua discontinuita' nello studio, nel lavoro e in altri comportamenti da me fortemente criticati ci hanno ancora di piu allontanato, proprio adesso, che vedenfola piu grande e piu matura speravo di poterla sentire piu vicina. da piccola le hanno raccontato che la colpa della separazione e' stata solo mia, poi da grande ha capito che era di entrambe... fino ai 18 anni e' rimasta quasi sempre chiusa in casa, finite le scuole, si alzava per mangiare e poi si richiudeva in camera con il computer, e' venuta da me poche volte e al massimo per un mese d'estate, dopo, anche per il diffile rapporto che si instaurava a casa, rientrava dalla mamma dive dice che ci tornava a malincuore ma dive in realta' si sentiva coccolata e viziata. oggi la sento lontanissima, mi sento solo il suo bancomat ma non mi trasmette nessun amore mentre io sono e saro' sempre totalmente innamorato di lei. non abbuamo mai avuto nessuno che ci aiutasse ad avvicinarci, ho pensato di parlarne anche direttamente con una psicologa/o. chiedo un consiglio, un aiuto ce possa aiutarmi a capire come posso ritrovare la mia piccola. grazie.

5 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Allora, io credo che si può fare molto nella direzione in cui lei desidera dirigersi. Sarebbe opportuno che lei sia seguito da un professionista adeguato alla problematica di coppia. Scopo del lavoro , assistito o meno, è quello di analizzare cosa è successo tra lei e la sua prima moglie , finchè avete convissuto, a che tipo di relazione coniugale la ragazza ha assistito, cosa ha  ascoltato e cosa veduto, cosa può avere interiorizzato. Ma anche quanto successo durante e dopo la separazione, in che modo essa è stata partecipe o coinvolta, come lei ha trattato sua moglie....ecc...ecc.. Ovviamente questa ricerca dovrebbe essere condotta su un doppio binario, il primo è quello che vede lei stesso oggetto di introspezione profonda , il secondo sarà il trasferire ( in modo delicato e impalpabile, niente esternazioni mi raccomando) alla ragazza quanto lei acquisirà e  maturerà  sul suo conflitto interiore che ipotizziamo ci sia rispetto alla realizzazione di una coppia armonica e funzionale . Le ricordo che la figlia, sebbene amatissima, è pur sempre un significante femminile , verso cui lei sembra abbia qualche problema , e non escluderei che , protetto dal suo senso paterno e amorevole, abbia pur agito qualche aggressività di troppo verso la ragazza, o verso sua moglie con cui la ragazza ha pur necessità di identificazione. . Quindi la invito ad un processo di consapevolezza e riparazione interno-esterno che , se ben condotto,  le assicuro avrà un esito soddisfacente, oltre il limite sperato. E' vero che sua figlia è maggiorenne, ma mi creda non è mai troppo tardi, sua figlia nell'odiosa indifferenza che manifesta ha estremo bisogno di questa ricomposizione maschile-femminile da re-introiettare.  Non perda tempo, perchè questo si rifletterà non solo sul suo rapporto, ma anche sulle future scelte esistenziali e sentimentali di sua figlia.. Mi rendo conto che mi sono spinto oltre il consentito da questo spazio, ma la sua problematica risuona in modo molto empatico in me e mi coinvolge, essendo anche io un genitore,  più del dovuto. Intanto , in attesa di intraprendere questo viaggio, impari ad ascoltare il silenzio di sua figlia, non la rimproveri, non le parli male della madre, la aiuti a rispecchiarsi in una madre positiva (lei le sarà infinitamente grata ,anche se in silenzio) , non sottovaluti il fatto che abbia trascorso un mese con lei, non addossi alle partners la colpa dei suoi problemi affettivi, e , per ultimo, perchè non prova a leggere Animus ed Anima di Carl Gustav Jung  ( o una recensione approfondita  sul libro), una lettura non impegnativa, ma che la potrà  illuminare su cosa è potuto succedere a sua figlia ( e, anche, forse a lei stesso ) . In ogni caso mi complimento per la sua sensibilità perchè , ahimè, non tutti i genitori, in questa famiglia liquida che stiamo celando, si pongono il problema. Se vuole contattarmi in privato tramite web sarò lieto di chiarirle qualche aspetto di cui , eventualmente,necessita. Intanto mi faccia sapere se giudica i miei suggerimenti pertinenti, il suo riscontro (positivo o negativo) è l'unico corrispettivo del mio impegno, grazie

Capisco quanto sia addolorato e quanto si senta impotente di fronte ad una situazione che è stata il frutto di tanti probabili equivoci e fraintendimenti. Anche la lontananza ha giocato il suo ruolo nel determinare il senso di estraneità che sua figlia mostra nei suoi confronti. Le scriva una lettera e le dica ciò che prova e soprattutto quanto le vuole bene e quanto desidera costruire un rapporto con lei. Mettere a nudo i propri sentimenti e dichiarare con autenticità se stessi spesso ripaga degli errori commessi

La piccola non è più piccola  e con questo è indispensabile fare i conti. Occorre lavorare su e con tutti e tre i soggetti ma di certo separatamente (non accetterebbero comunque di lavorare insieme visto che quella famiglia non esiste più da tempo). Lavori con un buon terapeuta che le consenta di recuperare se stesso. La sensazione è che sia (capibile ma disfunzionale) intrappolato nel passato e ancora per questo sia arrabbiato. Non arriva da nessuna parte se non stempera ques'onquietudine/rabbia. Si rivolga ad uno psicologo analista o ad uno psicoterapeuta ad indirizzo o sinamico o sistemico relazionale.

Gentile Sig. Gianpiero,

nella Sua descrizione ci sono diverse note di sofferenza che presuppongono una certa consapevolezza circa il bisogno di recuperare il rapporto con la figlia. Oserei dire ri-costruire un rapporto con Sua figlia visto che il precedente era basato in particolare sulla cattiva interazione tra Lei e la Sua ex moglie. Infine non ho ben compreso il rapporto tra la Sua attuale moglie e figlia.

Sarà necessario impegno, motivazione e volontà di mettersi in discussione.

Cordiali saluti

In merito a quanto da lei raccontato, il fatto di rivolgersi ad un collega e' una buona idea. Per poter ristabilire una relazione con sua figlia, comprendere prima se' stesso e' un buon passo avanti. Mi sembra di capire che ha vissuto una situazione complicata e dolorosa per lei, il fatto di volerla affrontare e dare un'opportunita' a sua figlia di rincontrarvi e' un gesto da padre innamorato, come lei si definisce. Tenga pero' presente che sua figlia e' maggiorenne e che ha la liberta' di scegliere e rifiutare di tornare in relazione con lei e questo dovra' accettarlo, dato che non si puo' imporre la paternita'. Spero di esserle stata di aiuto. Cordiali saluti.

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