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Quest’articolo affronta la tematica dell’abuso sessuale sui minori che purtroppo è ancora oggi uno dei più grossi tabù ancora esistenti della nostra società. I bambini abusati sessualmente sono ancora nel nostro paese molti di più di quanti ci siano segnalati dalle statistiche giudiziarie.

In Italia la metà dei reati di violenza carnale denunciati hanno per vittima un minore di 14 anni.

Lo stereotipo del maniaco anziano e psicopatico come protagonista della violenza sessuale ai danni del bambino è stato smentito da numerose ricerche. Pochissimi, infatti, sono i bambini abusati da sconosciuti; la maggior parte degli autori di reato sono invece persone conosciute dalla vittima come amici di famiglia, insegnanti, parenti, religiosi, solitamente di età tra i 30 e i 35 anni.

Inoltre è importante dire che l’abuso sessuale accade in tutte le classi sociali. Quindi vediamo come tale fenomeno, ha una diffusione quantitativa e qualitativa insospettabile ed è inteso come OGNI TIPO DI CONTATTO O DI TENTATO CONTATTO SESSUALE COMPIUTO DA UN ADULTO NEI CONFRONTI DI UN MINORE E DI UN ADOLESCENTE fino ai 18 anni d’età.

E’ importante essere coscienti delle gravi conseguenze che un abuso sessuale può avere su un minore, tant’è che una volta adulto può sviluppare una forma di disagio come una perversione quale, la pedofilia.

Come mai è necessario chiederci perché avviene una cecità così grave di fronte a tale fenomeno? Purtroppo perché esiste una cultura psicologica, medica e giuridica che non riesce a percepire e di conseguenza a prevenire la violenza sessuale ai danni dei minori poiché non riesce a pensarla come fenomeno diffuso e difforme.

Sarebbe necessario, a tale proposito, insegnare ai minori a coniugare la sessualità alla parola, cioè favorire i bambini a esprimere emozioni piacevoli e non inerenti alla sessualità usando tra l’altro il linguaggio del gioco.

Questo modello di educazione sessuale consente ai bambini di dar voce ai loro bisogni di comunicazione e di chiarificazione. L’atteggiamento emotivo dell’adulto, per affrontare la sessualità dei minori è l’EMPATIA che è indispensabile per comprendere e aiutare la vittima di abuso sessuale.

Quindi è l’empatia l’atteggiamento emotivo indispensabile agli operatori per comprendere e aiutare la vittima di abuso sessuale.

SESSUALITA’ DEI MINORI e EDUCAZIONE SESSUALE

Purtroppo, di fronte alla sessualità del bambino e dell’adolescente, l’adulto è spesso imbarazzato poiché da un lato non può più negare la realtà sessuale nell’età evolutiva e dall’altro prova disagio ed è tentato di rifiutarla. In conseguenza di ciò l’adulto tende a prendere tempo e ad assumere un atteggiamento di rinvio.

Rimane quindi come nel passato ancora diffusa la tendenza dell’adulto a rinviare e a delegare all’esterno della famiglia il compito di dare un’educazione sessuale ai figli. Anche sul piano istituzionale si manifesta tale atteggiamento nei confronti della sessualità nelle scuole con la giustificazione che ci sono cose più importanti da affrontare.

Quindi per permettere ai figli e allievi di vivere in modo sereno la propria sessualità occorre costruire una relazione adulto-minore in cui il secondo si senta libero di fare domande ed esprimere dubbi su comportamenti sessuali.

Per quanto riguarda la scuola, è importante che proprio qui avvenga un’educazione sessuale che non si limiti però a un discorso “informativo” e teorico sulla sessualità, ma che abbia come obiettivo quello di aiutare i giovani a sentire cosa avviene dentro di loro quando entra in gioco la sessualità, a percepire e accettare le proprie paure. L’obiettivo dell’educazione sessuale, soprattutto in classe, è quello quindi di far acquisire ai ragazzi la consapevolezza che tramite il dialogo e la comunicazione dei sentimenti è possibile affrontare i problemi legati alla sessualità.

Quindi finendo, possiamo affermare che per il bambino l’abuso sessuale è devastante in tutte le sue forme anche quando è proposto come un “dolce giochino” da tenere segreto. Quel che si fa a un bambino con l’abuso sessuale va ben oltre il procurargli dolore e disagio fisico perché è soprattutto lo sconvolgimento e la perdita di equilibri, di certezze e di valori.

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