Allenare la mente attraverso la messa in scena
Nel setting psicodrammatico l’atleta ricostruisce momenti chiave della propria esperienza sportiva — la partenza, l’attesa, l’errore tecnico, il confronto con l’avversario — e li esplora in azione. Questo processo permette di osservare schemi automatici, ampliare il repertorio di risposte e sviluppare maggiore libertà di scelta durante la performance.
La forza del metodo sta nel fatto che l’apprendimento non è solo cognitivo: coinvolge corpo, emozioni e relazione. L’atleta può sperimentare nuove modalità di gestione della pressione in un ambiente protetto, trasformando l’esperienza vissuta in competenze trasferibili direttamente in gara.
Le esperienze degli atleti che partecipano ai Giochi olimpici invernali di Milano Cortina 2026 mostrano quanto la preparazione mentale sia parte integrante della performance.
Lo psicodramma si inserisce in questo contesto come uno strumento specifico di allenamento mentale: permette di simulare scenari complessi, rafforzare la presenza mentale e costruire strategie personali efficaci. Attraverso la ripetizione esperienziale e la rielaborazione guidata, l’atleta sviluppa competenze che sostengono continuità e qualità della performance.
Un metodo di allenamento mentale integrato
Applicato allo sport, lo psicodramma diventa un laboratorio in cui l’atleta può esplorare e allenare la propria dimensione mentale con la stessa sistematicità con cui allena il corpo. La combinazione di azione, riflessione e integrazione rende il metodo particolarmente adatto alla preparazione agonistica, offrendo uno spazio strutturato per sviluppare stabilità, adattamento e consapevolezza operativa.
Uno studio caso condotto su giovani judoka ha mostrato che l’integrazione dello psicodramma nel percorso di allenamento per 12 mesi ha prodotto miglioramenti osservabili sia nella gestione emotiva sia nei risultati agonistici (Zaragas et al., 2021). Analogamente, un intervento di teatro-terapia con atleti infortunati ha evidenziato una significativa riduzione dell’atteggiamento negativo verso l’infortunio e un miglioramento del benessere psicologico (Santhosh et al., 2008). Anche ricerche educative sull’uso del role-playing in ambito sportivo indicano effetti positivi sullo sviluppo delle competenze sociali e sulla regolazione emotiva (Visek et al., 2013).
Esperienze applicative in squadre agonistiche, come i programmi di drama therapy utilizzati con team universitari nordamericani, suggeriscono che le tecniche drammatizzate favoriscono coesione di gruppo, comunicazione efficace e riduzione dello stress competitivo. Nel complesso, la letteratura indica che gli approcci esperienziali basati sull’azione possono contribuire in modo significativo allo sviluppo della resilienza psicologica e della qualità della performance sportiva.
In questo senso lo psicodramma non è un intervento accessorio, ma una vera pratica di allenamento mentale che accompagna l’atleta nella costruzione di una performance solida e sostenibile.
A Noale, nel mio spazio: la Palestra della mente ho preparato diversi atleti e accompagnato per lelaborazione di vissuti post gara per accelerare le fasi di ripresa con questo metodo
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