Domare l’amigdala per calmare l’ansia: una prospettiva neuropsicologica e umanistica

L’ansia è una delle esperienze emotive più diffuse nella popolazione contemporanea e, al tempo stesso, una delle più complesse da comprendere e trattare. Molte persone riferiscono stati di agitazione improvvisi, reazioni emotive sproporzionate o una costante sensazione di allerta, anche in assenza di un pericolo reale o di una causa chiaramente identificabile.
Quando l’ansia sembra “inspiegabile”, è spesso necessario spostare lo sguardo dai contenuti cognitivi alla dimensione neurobiologica ed emotiva più profonda: il funzionamento dell’amigdala.

Il ruolo dell’amigdala nella risposta ansiosa

L’amigdala è una struttura cerebrale appartenente al sistema limbico ed è coinvolta nei processi di valutazione della minaccia e nella regolazione delle risposte emotive. Il suo compito principale è garantire la sopravvivenza, attivando rapidamente il corpo e la mente di fronte a stimoli percepiti come potenzialmente pericolosi.

A differenza delle aree corticali deputate al pensiero razionale, l’amigdala può attivarsi senza il coinvolgimento della consapevolezza, producendo risposte automatiche come:

  • accelerazione del battito cardiaco,

  • tensione muscolare,

  • senso di fuga o evitamento,

  • difficoltà nel controllo delle emozioni.

È per questo che molte persone affermano:

  • “Il mio cuore batte forte senza un motivo apparente”

  • “Mi sento a disagio anche quando tutto sembra andare bene”

  • “Non riesco a spiegare perché reagisco così”

L’amigdala, come il direttore di un’orchestra, coordina simultaneamente diversi sistemi del corpo e del cervello, influenzando emozioni, pensieri e comportamenti in tempi estremamente rapidi.

Ansia e perdita di controllo: un falso mito

Un elemento centrale dell’esperienza ansiosa è il tentativo di controllo. Molti individui cercano di gestire l’ansia attraverso il ragionamento, l’evitamento o la soppressione delle emozioni. Tuttavia, l’amigdala non apprende tramite spiegazioni logiche o schemi razionali, ma attraverso l’esperienza emotiva e corporea.

Questo spiega perché:

  • i fattori scatenanti dell’ansia non sono sempre identificabili,

  • gli attacchi d’ansia possono sembrare “arrivare dal nulla”,

  • il semplice “pensare positivo” non risulta efficace.

La plasticità cerebrale come possibilità di cambiamento

La buona notizia è che i circuiti dell’amigdala non sono rigidi né immutabili. Grazie alla neuroplasticità, il cervello è in grado di modificare nel tempo i propri schemi di risposta emotiva.
Approcci terapeutici come l’EMDR, l’ACT, la terapia somatica e i modelli trauma-informed mostrano come sia possibile intervenire direttamente sui sistemi di regolazione emotiva, favorendo uno stato di maggiore sicurezza interna e calma.

In una prospettiva umanistica, l’obiettivo non è eliminare l’ansia, ma comprenderne il significato, ristabilire un dialogo con il corpo e creare nuove modalità di risposta più funzionali e consapevoli.

Un’occasione di approfondimento e condivisione

Questi temi saranno al centro del seminario “Domare l’amigdala per calmare l’ansia”, condotto dalla Dott.ssa Aurelia Gagliano, psicologa clinica con formazione in EMDR, ACT, terapia somatica e approcci trauma-informed.

L’incontro si propone come uno spazio di riflessione, conoscenza e condivisione, rivolto a chi desidera acquisire una nuova prospettiva sull’ansia e sui suoi meccanismi profondi, integrando mente, corpo ed esperienza emotiva.

📍 Incontro in presenza – Foggia
🗓 Venerdì 20 febbraio, ore 18:30

Per informazioni sull’evento, per iscriversi o per approfondire ulteriormente i temi trattati, è possibile visitare il profilo professionale della Dott.ssa Aurelia Gagliano.

Comprendere l’amigdala significa iniziare a trasformare il rapporto con l’ansia. A volte, la calma non nasce dal controllo, ma dalla conoscenza.

commenta questa pubblicazione

Sii il primo a commentare questo articolo...

Clicca qui per inserire un commento