Carolina,
quello che stai vivendo è molto pesante, soprattutto perché sei all’inizio di un nuovo lavoro e invece di sentirti accolta e accompagnata ti ritrovi sotto pressione, giudicata e svalutata. È normale che questo ti generi ansia e blocchi cognitivi: quando ci si sente costantemente sotto attacco, la mente non riesce più a funzionare con lucidità, e gli errori diventano più probabili proprio perché si lavora in uno stato di allarme.
Dal punto di vista della psicologia del lavoro, ciò che descrivi non è un problema di “capacità”, ma di clima organizzativo. In ambienti come quello sanitario e assistenziale, dove il carico emotivo è già alto, la mancanza di supporto e la comunicazione aggressiva tra colleghi possono diventare veri fattori di rischio. Non è raro che i neoassunti vengano messi alla prova con rigidità, ma questo non giustifica urla o svalutazioni: un errore va corretto, non trasformato in un attacco personale.
Il fatto che tu pensi di cambiare struttura è comprensibile, ma non sempre possibile subito. Quello che puoi fare ora è lavorare su due fronti: da un lato proteggere la tua autostima, ricordandoti che la lentezza iniziale è normale e che la competenza si costruisce con l’esperienza; dall’altro cercare di gestire il clima, magari chiedendo con calma a una collega più disponibile di spiegarti meglio le procedure, così da sentirti meno sola. A volte, anche in contesti difficili, si può trovare una persona di riferimento che diventa un appoggio.
Può essere utile anche parlare con un responsabile o un coordinatore, non per lamentarti, ma per chiedere un affiancamento più strutturato. Presentare la tua difficoltà come “bisogno di formazione” anziché come “problema personale” può aiutare a ricevere supporto senza alimentare tensioni.
Infine, cerca di non portare tutto il peso a casa: i tuoi familiari ti ascoltano, ma non hanno strumenti per aiutarti. Un percorso di sostegno psicologico, anche breve, può darti strategie per gestire l’ansia e per affrontare meglio le dinamiche di lavoro. Non sei “sbagliata”: sei in una fase di adattamento in un contesto che non facilita l’inserimento.
Se vuoi, possiamo esplorare insieme quali sono le situazioni che ti mettono più in difficoltà, se la velocità, la paura di sbagliare, o il rapporto con i colleghi perché da lì si può costruire un piano pratico per ridurre l’ansia e sentirti più sicura.
Un caro saluto
Dottoressa Arianna Bagnini
Psicologa Clinica - del Lavoro
Organizzazioni - Risorse Umane
Ricevo anche Online