Come devo fare

Antonio

Ho perso mia moglie 13 anni fa in sette giorni per una leucemia fulminante e ancora oggi non ne sono uscito e ci soffro, ho tentato di ricostruirmi una vita, attualmente ho una compagna che ha scoperto di avere un tumore al peritoneo e ora si trova in ospedale e sta male, io non ce la faccio più come unica soluzione vedo la mia morte

4 risposte degli esperti per questa domanda

Gentile Signore,

nelle sue parole si sente un dolore antico che non si è mai davvero chiuso, e che oggi viene riaperto con una forza forse ancora più traumatica. Perdere sua moglie in modo così improvviso e violento può aver lasciato una ferita che non ha avuto il tempo di trasformarsi in lutto, ma è rimasta come trauma sospeso.

Ora la malattia della sua compagna potrebbe riattivare quella scena originaria, come se il passato tornasse nel presente senza mediazioni. In questi casi non si soffre “solo” per ciò che accade oggi, ma per tutto ciò che non è stato ancora simbolizzato ieri. Freud parlava del lutto come di un lavoro psichico necessario: quando questo lavoro resta incompiuto, il dolore può ripresentarsi con la stessa intensità iniziale.

Quando scrive che vede come unica soluzione la sua morte, questo segnala quanto la sofferenza sia diventata insostenibile. In questo momento è fondamentale che non resti solo: se questi pensieri si fanno concreti, la invito a rivolgersi subito al pronto soccorso o a un servizio di emergenza della sua zona. Chiedere aiuto ora non è debolezza, ma tutela della sua vita.

Un percorso psicologico (a mio avviso meglio se di orientamento psicoanalitico) potrebbe offrirle uno spazio per attraversare questo doppio trauma, dando parola a ciò che oggi appare solo come disperazione.

Le mando un saluto,
Dott. Valentino Moretto
Salerno

Leggere le sue parole fa comprendere quanto dolore stia portando dentro da tanti anni. Perdere sua moglie in modo così improvviso e devastante è stato un trauma enorme, e il fatto che dopo 13 anni la ferita sia ancora aperta non significa debolezza: significa che è stata una perdita profondissima.

Ora si trova di nuovo davanti alla malattia di una persona che ama, e questo può riattivare paure, ricordi e un senso di impotenza che sembra insopportabile. È comprensibile che si senta sopraffatto.

Quando però scrive che come unica soluzione vede la sua morte, questo è un segnale molto importante. In questo momento il suo dolore è fortissimo, ma la sua morte non è una soluzione: è il segno che sta soffrendo troppo da solo. E restare solo con questi pensieri è pericoloso.

Le chiedo di fare una cosa concreta subito: parlare con qualcuno oggi stesso, Il dolore che sta vivendo merita uno spazio serio e protetto.

Resto a completa disposizione.

Dott. Marco Di Bartolomeo

Psicologo e Psicoterapeuta

Dott. Marco Di Bartolomeo

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Salerno

Il Dott. Marco Di Bartolomeo offre supporto psicologico anche online

Caro Antonio,

Quello che stai vivendo è un dolore enorme, e il fatto che tu lo stia dicendo così chiaramente significa che sei allo stremo. Hai perso tua moglie in modo traumatico e rapidissimo, e ora stai affrontando di nuovo la paura concreta di perdere la persona con cui avevi provato a ricostruire un pezzo di vita. Nessun essere umano reggerebbe tutto questo da solo. Il pensiero della morte non nasce perché “vuoi farla finita”, ma perché la sofferenza è talmente grande che la tua mente sta cercando una via d’uscita immediata. Ma non è l’unica via, e non è quella che meriti.

In questo momento è fondamentale che tu non resti solo con questi pensieri. Parlare con un professionista, anche oggi stesso, può aiutarti a mettere un argine a questa ondata emotiva. Non è debolezza: è protezione. E allo stesso tempo è importante che tu ti appoggi a qualcuno di reale nella tua vita — un familiare, un amico, una persona di fiducia — e che dica esattamente quello che hai detto qui. Quando il dolore diventa così grande, il primo passo è non affrontarlo da soli.

Il fatto che tu stia soffrendo così tanto non significa che la tua vita non abbia valore, significa che sei stato travolto da perdite troppo grandi e troppo ravvicinate. E c’è un modo per attraversare questo dolore senza farti del male, ma serve che tu abbia accanto qualcuno adesso, non domani.
Rimango a tua disposizione per qualsiasi cosa

Con affetto

Dottoressa Arianna Bagnini

Psicologa Clinica - del Lavoro

Organizzazioni- Risorse Umane

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Ciao, ho letto le tue parole e sento tutta la fatica e il dolore che staiattraversando. Perdere tua moglie in quel modo è stato un trauma enorme, e trovarsi ora di nuovo davanti alla malattia di una persona che ami può riaprire ferite profondissime.

Quando dici che vedi nella morte l’unica soluzione, mi preoccupo per te. La sofferenza può essere fortissima, ma non sei solo e non devi affrontarla da solo.

In questo momento è importante che tu possa parlare con qualcuno in modo diretto e immediato. Se ti senti in pericolo o hai pensieri concreti di farti del male, ti chiedo di rivolgerti al Pronto Soccorso più vicino.