Secondo i dati raccolti da organizzazioni come UNICEF, oltre il 70% dei ragazzi dichiara una forte preoccupazione per il cambiamento climatico, e più della metà associa a questo tema emozioni come ansia, tristezza e senso di impotenza. Non è solo sensibilità ambientale: è un impatto psicologico reale.
Cos’è davvero l’eco-ansia
L’eco-ansia non è una malattia, ma una risposta emotiva comprensibile a una minaccia percepita come globale. Si manifesta con:
- preoccupazione costante per il futuro del pianeta
- pensieri catastrofici sul domani
- senso di impotenza o colpa
- difficoltà a concentrarsi o a progettare il futuro
Molti giovani descrivono una sensazione precisa: “Come faccio a pianificare la mia vita in un mondo così instabile?”
Questa domanda tocca identità, lavoro, relazioni e persino il desiderio di avere figli. Non è solo paura del clima: è paura del futuro personale.
Perché colpisce soprattutto i giovani
Chi è cresciuto negli ultimi vent’anni ha sempre sentito parlare di emergenza climatica. A differenza delle generazioni precedenti, i giovani di oggi percepiscono il cambiamento climatico come qualcosa che influenzerà direttamente la loro vita adulta.
Le ricerche mostrano che l’eco-ansia è più intensa quando: c’è esposizione continua a notizie catastrofiche, si vive un senso di mancanza di controllo, si ha un’alta sensibilità sociale e ambientale
In altre parole: più ti importa del mondo, più puoi sentirti vulnerabile.
Il lato nascosto: quando la paura diventa blocco
Un certo livello di preoccupazione può motivare all’azione. Il problema nasce quando l’eco-ansia diviene blocco, la paura smette di essere una spinta e diventa un freno. Ed è proprio questo il punto in cui serve imparare a gestirla.
Come trasformare l’eco-ansia in energia utile. La buona notizia è che l’eco-ansia può diventare una risorsa. Alcune strategie efficaci: 1. Ridurre il sovraccarico informativo: Informarsi è importante, ma l’esposizione continua a notizie allarmanti amplifica l’ansia. Scegli momenti precisi per aggiornarti e fonti affidabili. 2. Passare dall’impotenza all’azione: Anche piccoli gesti concreti — volontariato ambientale, scelte di consumo consapevoli — restituiscono senso di efficacia.
Condividere le preoccupazioni: Parlarne con amici o con un professionista aiuta a normalizzare le emozioni e a trovare strategie di coping. 4. Allenare la presenza mentale: concentrarsi su ciò che si vuole fare e che si sta facendo
Sentire eco-ansia non significa essere fragili. Significa essere consapevoli. È il segno che ti importa del mondo e del tuo posto dentro di esso. La chiave non è eliminare la paura, ma imparare a usarla come bussola. Con il giusto supporto, può diventare motivazione, impegno e crescita personale. Se senti che questa preoccupazione sta diventando troppo pesante, parlarne con un professionista può aiutarti a ritrovare equilibrio e direzione.
Eco-ansia vicino a noi: cosa significa vivere queste paure tra Venezia e Noale
Per chi vive nell’area di Venezia e in provincia, l’eco-ansia non è un concetto astratto. È qualcosa che tocca la quotidianità.
L’aumento degli eventi climatici estremi, le maree eccezionali, le ondate di calore e le preoccupazioni per l’equilibrio della laguna rendono il cambiamento climatico visibile e concreto. Questo impatto si riflette anche sul benessere psicologico, soprattutto tra i giovani che crescono con la percezione di un territorio fragile ma prezioso. Anche in realtà più piccole come Noale, molti ragazzi raccontano una preoccupazione crescente per il futuro ambientale e per la qualità della vita nei prossimi anni. Vivere in un territorio ricco di storia e natura aumenta la sensibilità verso questi temi: quando senti che qualcosa a cui tieni è vulnerabile, l’emozione si intensifica.
Parlare di eco-ansia in questo contesto significa quindi non solo affrontare una paura individuale, ma riconoscere un sentimento condiviso dalla comunità. Ed è proprio a livello locale che possono nascere risposte concrete: educazione ambientale, partecipazione civica, spazi di dialogo e supporto psicologico.
Ho scelto di scrivere questo articolo perché diversi giovani del territorio tra Venezia e Noale hanno portato in studio la paura legata al futuro del pianeta e il bisogno di capirla meglio. Come dott.ssa Anna Lamo, psicologa psicoterapeuta, offro uno spazio professionale di ascolto per aiutare a trasformare l’eco-ansia in strumenti concreti di consapevolezza e crescita.
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