Ansia nei bambini

Maurizia

Salve, ho una bambina di 7 anni. Dopo aver visto il nonno andare in ospedale per un probabile tumore allo stomaco e dopo aver sentito che cos’è un arresto cardiaco, da 4 giorni la sera piange, lamentando dolore alla pancia e al petto, dovuto all’ansia che il cuore possa fermarsi. È stata effettuata anche una visita pediatrica, durante la quale le è stato detto che va tutto bene, ma da due giorni al mattino piange anche per entrare a scuola. Mi sapete dire se il motivo può essere lo stato d’animo legato alla situazione del nonno?

3 risposte degli esperti per questa domanda

Buongiorno Maurizia,

potrebbe provare a calmare Suə figliə mettendolə a suo agio con ciò che abitualmente ama fare e poi iniziare a parlare di questa situazione, chiederlə se è preoccupatə anche per nonnə.

Eventualmente provare a farlə disegnare come canale di espressione di ciò che sente e provare a parlare insieme di ciò che ha disegnato, in modo da creare un clima di dialogo e confortevole.

Potrebbe provare magari anche con libri per bambinə che introducono il tema del tumore.

Suə figliə è ansiosə anche in altri contesti? Solitamente riesce a regolare le proprie emozioni o risultano spesso troppo intense?

Frequenta con piacere l’ambiente scolastico?

Resto a disposizione,

Anna Maria Castiglia

 

Dott.ssa Anna Maria Castiglia

Dott.ssa Anna Maria Castiglia

Siracusa

La Dott.ssa Anna Maria Castiglia offre supporto psicologico anche online

Buongiorno Maurizia, sua figlia assai probabilmente sta vivendo con angoscia la situazione clinica del nonno. Probabilmente vede o sente anche voi preoccupati. Sarà importante che voi comprendiate il suo disagio, che le stiate accanto sena minimizzare; fatele esprimere quello che lei sente per il nonno, potrebbe scrivergli una lettera, fargli un disegno. Ditele che quello che lei sta provando è perchè prova amore per il nonno e che adesso è spaventata e il suo mal di pancia e il dolore al petto sono proprio legati alla sua paura per il nonno. La bimba starà provando ansia anticipatoria rispetto alla perdita. Costruite una scatola magica dove inserire disegni, lettere, ma anche materiale che la angoscia e create per esempio un nastro, che chiude ben bene la scatola e dove le sue angosce possano simbolicamente rimanere lì. Se vi chiede di dormire con voi assecondatela un pò, ha troppa angoscia in questo momento.

Se lo ritenete utile io sono disponibile per una consulenza più approfondita.

Michela Romano

psicologa psicoterapeuta   

Dott.ssa Michela Romano

Dott.ssa Michela Romano

Vicenza

La Dott.ssa Michela Romano offre supporto psicologico anche online

Buongiorno e grazie per la sua condivisione. Quello che descrive è molto comprensibile e, anche se è doloroso vedere la propria bambina così in difficoltà, è una reazione piuttosto frequente nei bambini dopo aver vissuto o sentito parlare di qualcosa di spaventoso. A 7 anni iniziano a capire meglio cos’è la malattia e che il corpo può “stare male”, ma non hanno ancora gli strumenti emotivi per gestire queste paure. L’ospedale, il nonno, e parole come “tumore” o “arresto cardiaco” possono averla colpita profondamente.

Quando un bambino è molto in ansia o spaventato, spesso il corpo diventa il modo principale per esprimere ciò che non riesce ancora a dire a parole: il mal di pancia, il dolore al petto, il pianto la sera o al mattino sono segnali reali di una paura reale, anche se dal punto di vista medico va tutto bene. La visita dal pediatra è importante e rassicurante, ma non sempre basta a calmare l’ansia quando dentro c’è ancora tanta preoccupazione.

Il pianto al mattino prima di scuola può anche indicare che in questo momento sua figlia ha più bisogno di stare vicino a voi: quando il mondo viene percepito come più pericoloso, separarsi da mamma e papà può diventare più difficile.

Quello che potete fare è continuare ad accoglierla e rassicurarla, senza sminuire quello che sente. Aiutarla a parlare delle sue paure, dirle che il suo corpo è sano e che quando si ha tanta paura può capitare di sentire dolori alla pancia o al petto, può aiutarla pian piano a calmarsi. Sentirsi capita e protetta è già una grande forma di cura.

Se questa situazione dovesse durare o intensificarsi, chiedere un aiuto ad uno psicologo  può essere un gesto di attenzione e di protezione, non perché ci sia “qualcosa che non va” in lei, ma per offrirle uno spazio sicuro dove sciogliere queste paure.

In breve: sì, è molto probabile che tutto questo sia legato a quello che sta vivendo con il nonno. Sua figlia sta esprimendo una paura vera, e con tempo, vicinanza e ascolto può ritrovare serenità. 

Un caro  saluto,

Dott.ssa Maria Rosa Biondo