1. Introduzione e Inquadramento Nosografico
La diagnosi tardiva o la mancata identificazione di un disturbo dell'apprendimento può esporre l'individuo a un'esperienza continuativa di discrepanza tra il potenziale cognitivo globale e l'effettivo rendimento funzionale. In assenza di un inquadramento diagnostico tempestivo, il soggetto sviluppa schemi di attribuzione causale interna di tipo svalutativo, associati a uno stato di iper-vigilanza ansiogena rispetto alle richieste ambientali (Margari et al., 2013; Francis et al., 2019). L'accumulo di micro-traumi relazionali e scolastici costituisce il presupposto per una traiettoria di internalizzazione dei sintomi, all'interno della quale la fragilità emotiva primaria evolve progressivamente verso quadri clinici ad alta complessità.
2. Il Profilo Neuropsicologico: Disfunzioni Esecutive e Rigidità Cognitiva
Sul piano neurobiologico e cognitivo, la comorbilità tra disturbi dell'apprendimento e vulnerabilità psicopatologica è mediata da un’alterazione delle funzioni esecutive:
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Deficit di Flessibilità Cognitiva (Set-Shifting): La difficoltà nel rimodellare le proprie strategie cognitive in risposta a contesti mutevoli genera una marcata intolleranza all'incertezza (Tchanturia et al., 2012; Murray et al., 2023).
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Esaurimento delle Risorse di Inibizione e Memoria di Lavoro: Il costante sforzo compensatorio profuso per supplire ai deficit di elaborazione primari comporta un sovraccarico allostatico del sistema cognitivo.
Questa condizione di rigidità strutturale agisce come fattore di mantenimento per lo sviluppo di stili di pensiero perseverativi, limitando le capacità di coping adattivo.
3. La Traiettoria Invasiva: Dal Repetitive Negative Thinking (RNT) ai Pensieri Intrusivi
L'incapacità di modulare il carico emotivo e l'ansia prestazionale conduce all'attivazione di meccanismi di pensiero negativo ripetitivo (Repetitive Negative Thinking - RNT) e alla genesi di pensieri intrusivi. I pensieri intrusivi si focalizzano inizialmente sulla percezione di fallimento cognitivo e sul giudizio sociale svalutativo.
In seguito, attraverso un processo di spostamento dell'incertezza (displacement), a fronte dell'impossibilità di esercitare un controllo effettivo sull'ambiente esterno o sul proprio rendimento cognitivo, la mente opera una focalizzazione verso parametri quantificabili e rigidamente governabili: la massa corporea, il peso e l'intake calorico (Cardenas et al., 2022; Monteleone et al., 2024).
4. Eziopatogenesi dei DCA come Meccanismo Compensatorio
L'analisi dello sviluppo etiopatogenetico rivela come la traiettoria clinica proceda in modo sequenziale ed evolutivo. Il punto di partenza è rappresentato dalla presenza di un DSA o DANV non diagnosticato, il quale sottopone l'individuo a uno stress allostatico continuativo e a una marcata vulnerabilità neuropsicologica. Questa fragilità primaria esita direttamente in una disfunzione esecutiva e nella compromissione del set-shifting, condizioni che riducono la capacità di adattamento e generano un cronico sovraccarico informativo affiancato da elevati livelli d'ansia.
In risposta a questo stato di saturazione cognitiva, il sistema sviluppa una sintomatologia caratterizzata da pensieri intrusivi e Repetitive Negative Thinking (RNT); questi cicli di pensiero pervasivo finiscono per determinare uno spostamento funzionale del bisogno di controllo, che abbandona il piano cognitivo-relazionale oramai percepito come ingovernabile per indirizzarsi interamente sul piano corporeo. È proprio questo slittamento sul corpo che culmina nell'eziopatogenesi del Disturbo del Comportamento Alimentare, configurandosi come l'ultimo stadio di un tentativo disadattivo di autoregolazione emotiva ed esecutiva.
Nello specifico, la sintomatologia assume forme differenziate a seconda dell'assetto prevalente:
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Dimensione Restrittiva (Anoressia Nervosa): La restrizione calorica e la ritualizzazione del comportamento alimentare agiscono come regolatori ansiolitici per il flusso di pensieri intrusivi. La rigidità cognitiva, originariamente manifestatasi nell'ambito dell'apprendimento, viene trasferita sul controllo ponderale (Brede et al., 2022).
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Dimensione Bulimica / Binge Eating: L'esaurimento delle risorse inibitorie, sottoposte a uno stress cronico, causa il crollo del controllo comportamentale, con conseguenti crisi bulimiche. L'abbuffata funge da anestetico emotivo temporaneo, cui fanno seguito pensieri intrusivi di natura colpevolizzante e condotte di neutralizzazione (Kowalewska et al., 2024).
5. Implicazioni Diagnostiche e Cliniche
I dati scientifici sottolineano l'esigenza di adottare un approccio diagnostico transdiagnostico e multidimensionale. Nei casi di DCA caratterizzati da elevata rigidità cognitiva e resistenza ai trattamenti standard, la valutazione clinica deve includere un'accurata indagine anamnestica neuropsicologica al fine di identificare eventuali disturbi dello sviluppo o neurodivergenze non diagnosticate (Nimbley et al., 2025).
L'intervento terapeutico deve integrare protocolli focalizzati sul potenziamento delle funzioni esecutive e sulla psicoeducazione del profilo neurocognitivo di base, superando il solo focus sul sintomo alimentare.
Bibliografia Scientifica
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Brede, J., Remington, A., Kenny, L., Warren, K., & Pellicano, E. (2022). "For Me, the Anorexia is Just Part of the Autism": A qualitative study of the overlap between neurodivergence and eating disorders. Journal of Autism and Developmental Disorders, 52(11), 4792–4805. https://doi.org/10.1007/s10803-021-05346-w
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Cardenas, S. S., Claes, L., & Luyten, P. (2022). Repetitive negative thinking in eating disorders: A systematic review of the literature. Clinical Psychology & Psychotherapy, 29(4), 1125–1143. https://doi.org/10.1002/cpp.2701
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Francis, D. A., Caruana, N., Hudson, J. L., & McArthur, G. M. (2019). The association between poor reading and internalising problems: A systematic review and meta-analysis. Clinical Psychology Review, 73, 101780. https://doi.org/10.1016/j.cpr.2019.101780
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Inal-Kaleli, E., et al. (2025). Prevalence of autism and autistic traits in anorexia nervosa: A systematic review and meta-analysis. International Journal of Eating Disorders.
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Kowalewska, E., et al. (2024). Disordered eating behaviors across neurodevelopmental conditions: From ADHD to learning disabilities. Journal of Psychiatric Research, 170, 112–1121.
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Margari, L., Buttiglione, M., Craig, F., Cristella, A., de Giambattista, C., Matera, E., Petruzzelli, M. G., & Simone, M. (2013). Neuropsychiatric comorbidities in children and adolescents with learning disabilities. Neuropsychiatric Disease and Treatment, 9, 1853–1858. https://doi.org/10.2147/NDT.S52575
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Monteleone, A. M., et al. (2024). Transdiagnostic vulnerability factors in eating disorders: The role of executive dysfunction and intrusive rumination. European Eating Disorders Review, 32(2), 180–195.
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Murray, S. B., et al. (2023). Executive functioning and non-verbal reasoning profiles as maintaining factors in restrictive eating disorders. Comprehensive Psychiatry, 121, 152360.
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Nimbley, E., et al. (2025). Eating disorder treatment experiences and outcomes in neurodivergent populations: A systematic review. International Journal of Eating Disorders.
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Tchanturia, K., Harrison, A., Davies, H., Kyriacou, O., Hambrook, D., Gallop, N., & Treasure, J. (2012). Cognitive flexibility and clinical severity in eating disorders. Psychological Medicine, 42(6), 1271–1280. https://doi.org/10.1017/S0033291711002347

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