Ansia

Mio figlio di 13 anni non vuole andare a scuola

France

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Buongiorno mio figlio di 13 anni non vuole tornare a scuola e' a casa dal 22/12/2020 accusando mal di testa mal di pancia e dolore orecchio destro ....rifiuto categorico di tornare a scuola mi sono rivolta alla dirigente scolastica sportello ascolto della scuola (che mio figlio rifiuta anche quello) psicologa per cui seguito per Dsa oppositivo ansioso e dice che non torna a scuola con mal di orecchio... ma niente da fare ho indagato in ogni modo ma non parla: effettuato ogni visita specialistica del sangue e Otorino....

3 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Salve, 


Leggo la situazione e concordo con le colleghe ne sottolineano la possibile causalità dei disagi presso la stessa scuola, per questo é fortemente improbabile che il ragazzo accetti professionisti legati alla scuola stessa (si tratti dello sportello o di chi lo segue per i dsa)


Una modalità potrebbe essere procurare un piccolo elenco di tre professionisti, e dirgli che é necessario andare da uno di loro (psicologi psicoterapeuti esperti in età evolutiva) e lasciare che lui possa scegliere tra uno di loro. É "figlio e minorenne", quindi la decisione di andare da un terapeuta non é sua, ma di voi genitori, potete però lasciare che lui scelga a chi dare la sua fiducia (elenco nomi professionisti). 


Queste situazioni infatti se trascurate possono creare disagio sempre crescere nel tornare a frequentare l'ambito scuola. 


Occorre essere fermi nella vostra decisione genitoriale. Dagli fiducia e sostegno, ma guidarlo con fermezza verso l'aiuto psicologico.


Se rimangono dubbi di tipo medico consiglio un secondo parere otorinolaringoiatrico o maxillo facciale (i dolori nell'area uditiva possono a volte essere di natura posturale tensiva dei muscoli cervico facciali). 


Un saluto


Psy Marcella Angioni

Buongiorno, dal suo racconto il rifiuto di andare a scuola "presumibilmente" porterebbe a ritenere che sia successo qualcosa a scuola che andrebbe indagato con un professionista. Infatti potrebbe trattarsi di disturbi psicosomatici associati ad eccesso di ansia legato alle difficoltà che "potrebbero" legarsi al suo disturbo specifico dell'apprendimento. Ma potrebbe anche trattarsi di problematiche relazionali con uno o più compagni o molto altro di cui forse si vergogna. Pur capendo benissimo le remore di suo figlio, sarebbe  importante fargli capire  che il professionista ha l'obbligo del segreto professionale e che sarà un suo spazio dove nessuno lo giudicherà ma lo ascolterà, in cui potrà trovare un importante alleato che lo aiuterà nelle sue difficoltà.  Potrebbe tornare utile sottolineare che rivolgersi ad uno psicologo/a è un grande atto di coraggio e responsabilità verso se stessi, e ci si rivolge chi vuole risolvere i propri problemi e rialzarsi, perché lui merita di star bene. A presto

Gentile France,


mi spiace leggere di questo momento "pesante"e fortemente negativo per Lei ma sopratutto per Suo figlio. 


Come prima cosa mi complimento per tutto ciò che ha già provato a fare e per l'amore e la determinazione che ha nei Suoi riguardi non mollando e continuando a lottare "con" e "per" Lui. 


Da come descrive le cause potrebbero essere molteplici: paura del giudizio, senso di "svuotamento", non riuscire più a credere in se stesso o nel mondo esterno.


Mi sembra di capire che seppur Lei gli stia molto vicino, abbi già cercato diverse strade e gli abbia fatto molte domande Lui, ad oggi, non è riuscito a rispondere, a trovare le sue motivazioni e ad aprirsi. 


La scuola come si sta muovendo nei Vostri confronti? 


Le consiglio di valutare un percorso di terapia individuale dove il ragazzo si possa pian piano aprire, seppur minorenne e pur necessitando del consenso informato di entrambi i genitori i colloqui sono comunque coperti da segreto professionale. Per avvicinarlo si potrebbero valutare 2 strade:


- Fragli capire che essendo già molto e sempre "chiuso" in casa questo spazio personale potrebbe essergli utile per confrontarsi e vedere il mondo esterno da una nuova prospettiva. Non stare molto sul "stai male" o "hai bisogno di aiuto" ma più sul lo facciamo per te per farti conoscere nuove strade e nuove prospettive.


- Avendo già una professionista che lo segue farli agganciare alla parte didattica per non farlo rimanere indietro e da li "aprire" gli incontri anche agli aspetti più emotivi e personali.


Cordialmente


Dott.ssa Federica Ciocca 


Psicologa e psicoterapeuta


Riceve: Torino, Collegno e online

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