Blocchi emotivi che impediscono la crescita e di vivere una vita felice

veronica

Salve a tutti, mi trovo in una situazione tanto difficile e non so più come e con chi parlare per uscirne fuori. Sono una donna di 35 anni che nella vita non e’ riuscita a raggiungere nulla. Sono rimasta dentro di me una bambina che chiede disperatamente aiuto e di essere salvata da una mamma e un papà ma soprattutto da una mamma che non per colpa sua, ma a sua volta per dei traumi suoi, non ha saputo aiutarla sorreggerla proteggerla. Così ho portato avanti questa mia idea di disperazione, di non essere brava a nulla, di vergogna per i miei sentimenti x tutta la vita. Ho provato a combattere questa mia idea, ma non nel modo giusto. Sono diventata a volte una bambina magra e bellissima quasi un altra me, poi una donna invece profonda e solitaria poi in avventurosa ma finisco sempre per fare i conti con me stessa che e’ sempre lì. quella bambina che mangia tutto quello che gli capita davanti a una televisione perché fuori non ha le forze di andare e di affrontare nulla. un po’ depressa un po’ pigra . Sono stata tante volte dagli psicologi ho fatto l attrice e altri mille lavori ma niente in cui sia mai stata accettata. non ero e non sono brava in niente. questo mio non amore non mi ha mai fatto innamorare di nessuno ho lasciato un ragazzo dopo 6 anni di convivenza perché era finita ma mi metto sempre con persone di cui già so che non potrò perdere il controllo. persone che so già che finirà la storia . io invece vorrei innamorarmi fare una famiglia dare la mia parte più bella ed invece sono incastrata in questo vortice di alcool droghe sesso per sfuggire da ciò che invece e’ dentro me e io non riesco proprio a sconfiggere. questa mia sensazione non mi fa studiare non mi fa concentrare non mi fa far nulla e sono tanto preoccupata per me . La gente mi prende in giro a volte quando scopre dietro i miei strati chi sono . sembro una donna forte che parla con tutti che ha 3.000 amici e super inserita ma e’ solo una maschera che ho costruito dietro c è tutt altro e chi mi conosce bene pensa sia pigrizia , o stupidità , nessuno capisce il mio mondo e la mia grande sofferenza. purtroppo ormai non mi fido più di mia mamma o di mio papa nel senso che li amo tanto ma non mi e’ stato normale chiedere loro aiuto. non ho mai provato naturalezza nel chiedere loro di sentirmi compresa o aiutata ho chiesto tanto soldi ma mai parlato dei miei veri sentimenti. mia mamma mi disse che si girò dall altra parte perché non accettava che sua figlia avesse dei problemi perché credo sia troppo fragile x capire i suoi figuriamoci i miei ma io ora non so proprio con chi come parlare . sono una persona così interrotta e a metà conosco e so tutto ma non riesco a risolvermi

2 risposte degli esperti per questa domanda

Salve Veronica, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stessa utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL

Gentile Veronica, è comprensibile il suo stato di disagio nel provare a essere in un modo, presentarsi come un personaggio che la metta in relazione agli altri, che le permetta di comunicare, per poi scoprire che quel personaggio è finto, è una costrizione superficiale, una maschera che non esprime davvero se stessa. Una bambina magra e bella, una donna solitaria e pensierosa, poi subito dopo avventurosa. Tutte maschere e personaggi che si frantumano perché non toccano profondamente il suo modo di essere, cio' che vorrebbe, i suoi desideri, i progetti. E così vive nel lutto per non aver potuto ricevere ciò che è normale ricevere: l'affetto e l'attenzione materna, essere compresa nelle difficoltà. Credo che sia indispensabile per lei poter trovare un/ una psicoterapeuta che la accolga e con cui potersi esprimere in profondità, senza giudizio e che possa  accogliere le sue "interruzioni". Un caro saluto.