Depressione e pensione

Vincenzo

Circa due anni fa sono andato in pensione e dal giorno successivo ho immediatamente avvertito che mi mancasse qualcosa. Non avendo molte cose da fare il mio pensiero va sempre al periodo lavorativo anche perché il pensionamento è stato anticipato per mia scelta; ancora oggi non mi capacito di tale scelta. Il fatto è che da due anni vivo male e faccio vivere male anche la mia famiglia che amo tanto. Immediatamente mi sono attivato per avere un supporto psicologico e una consulenza psichiatrica. Dopo alcuni mesi ho iniziato a stare meglio (assumevo mutabon e deprakin). Poi alla visita successiva anche avendo riferito di stare meglio lo psichiatra mi ha prescritto, in aggiunta, altri farmaci : lamictal e anafranil. A questo punto mia moglie, che a lavorato nei reparti di psichiatria mi ha detto che i psicofarmaci prescritti erano troppo e mi ha fatto cambiare professionista. Con quello nuovo prendo solo una compressa di brintellix che ha sostituito quella precedente di zoloft. Nel frattempo ho sospese anche le sedute di psicoterapia. Il risultato è che sto malissimo e non riesco a svolgere senza uno sforzo tremendo anche le cose più semplici. In poche parole non riesco a vivere e non faccio vivere neanche la mia famiglia. Come uscirne? Cordiali saluti.

1 risposta degli esperti per questa domanda

Salve Vincenzo, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stesso utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL