Depressione università

Giuseppe

Salve, è da qualche mese che sono in uno stato di ansia fortissima a causa dell'università, e quest'ansia è sfociata anche in depressione. Sono al terzo anno della laurea triennale in Fisica, da studente fuorisede; premetto che nei due anni precedenti sono stato uno studente che ha ottenuto sempre ottimi risultati con una grande passione per lo studio delle materie scientifiche. Ho cominciato quest'ultimo anno con l'obiettivo di laurearmi entro i tempi stabiliti, perciò mi sono messo in testa di stare in pari con tutte le materie, e chiedere la tesi in largo anticipo. Questo mi ha causato stanchezza, forte stress e infine, vedendo che non riuscivo ad ottenere i risultati voluti, ansia fortissima e depressione. Adesso sta per iniziare la sessione invernale, e io non riesco a studiare, sono come bloccato, non riesco a memorizzare niente, ho crisi di pianto, vorrei buttare tutto via e scappare. In questo stato gli esami mi andranno sicuramente male, e ho paura di subire il giudizio degli altri, di fare spendere soldi ai miei genitori, di non concludere in tempo (se non mi laureo entro il 2023 dovrei aspettare un altro anno per iscrivermi in magistrale). Non ho più voglia di alzarmi al mattino, vorrei solo morire, e la notte dormo male. Penso solo che se andrò male a tutti gli esami di questa sessione non avrò più la faccia per presentarmi al prossimo semestre, ho vergogna nell'essere giudicato negativamente, io che prima sono sempre stato eccellente. La scelta dell'università è stata dettata per passione, ma adesso questo stato mi ha tolto la felicità di fare le cose e il timore di bloccarmi e non laurearmi mai, diventando un fallito. Mi sento anche in colpa a stare così visto che non lavoro, non ho malattie fisiche, ecc., mi sembra di non avere ragione di stare male.

2 risposte degli esperti per questa domanda

Salve Giuseppe, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo quanto possa essere difficile convivere con questa situazione riportata. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.

Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi e disfunzionali che mantengono in atto la sofferenza impedendole il benessere desiderato.

Ritengo altresì utile un approccio EMDR al fine di favorire la rielaborazione del materiale connesso con la genesi della sofferenza in atto.

Resto a disposizione, anche online.

Cordialmente, dott FDL

Salve Giuseppe . 

Grazie per avermi scritto intanto. 

Io credo che sia tanto importante in questi casi conoscere meglio le proprie attitudini e potenziare il proprio senso di autoefficacia ed autostima non solo in relazione ai successi. Bisognerebbe anche capire perchè alle volte ci si avvicina tanto al perfezionismo. Se vorrà potremo conoscerci anche online ( perchè in presenza ricevo a Verona, per un colloquio , per parlarne meglio, nel caso mi contatti pure. Saluti.

Dott. Spinoso Pasquale