Dormo male, vivo male, ho paura, sono demotivato, ho dentro tanto odio e dolore, ho il cuore a pezzi

Matteo

Buongiorno, sono un ragazzo di 24 anni. Ero il primo della classe ad ogni anno, facevo sport, avevo una vita sana, finché a 16 anni non mi innamorai di una ragazza. Iniziò la storia d'amore e quando finì, dopo circa un paio d'anni, perdetti me stesso. Fu una relazione che assorbiva ogni mia energia, iniziai a dedicare meno tempo agli studi, e ad ogni altra dimensione della mia vita privata. Volevo solo stare con lei, fu come una potente droga, la più potente del mondo. Quando finì la relazione mollai la scuola, mollai lo sport, smisi di vedere chiunque, amici, parenti. Iniziai a fumare sigarette e cannabis per diversi anni quotidianamente. Da lì nacque un profondo e vertiginoso vortice di immenso dolore, negatività, estrema sofferenza, pensieri suicida, insonnia, pensieri autosabotativi, sfiducia nell'umanità, demotivazione verso la vita. Mi chiudetti in camera per mesi, a piangere. La mia famiglia non capiva, e non reagiva, non ricevetti nessun tipo di aiuto pur essendo ai tempi minorenne. Non so se questo fu un primo trauma o solo una goccia che fece traboccare il vaso, perché stavo male interiormente già da tempo, non mi sono mai sentito speciale in famiglia, mai sentito veramente guardato, preso in considerazione. Mi sentivo un peso economico, o almeno questo era quel che mi sentivo indirettamente dire. Mi sentivo un fantasma, inosservato, mi sentivo poco importante. Non so se quella relazione amorosa fu un rifugio, o la prima volta in cui mi sentivo veramente guardato, e per questo lo vidi come una salvezza. Quando finì, io l'ho vissuta come un vero e proprio lutto, come una morte di un mio caro. La morte di me stesso, la morte di ogni emozione, ho sentito fisicamente pugnalate al cuore, al cervello. Ad oggi, dopo sette anni di terapie iniziate e non finite, dozzine di psicologi e psichiatri conosciuti, sono più sfiducioso che mai, ed ho paura, tanta paura di affidarmi ad una persona poco competente, ma lo faccio comunque. Queste tematiche problematiche principali mi hanno creato diversi problemi, non riesco mai a trovarmi bene in un lavoro, non riesco a crearmi una mia vita, non riesco a stare bene con le persone, non riesco a stare bene con me stesso, ho la mente super incasinata, ho le emozioni sedate ed inesistenti, le uniche cose che sento dentro sono solo brutte e negative, pessimistiche, le uniche emozioni umane che sento sono solo paura, terrore, odio, estremo dolore. Tutt'oggi penso al suicidio. Soffro da tanti anni di insonnia grave, forse da almeno sei anni. Cerco la negatività in qualsiasi cosa, in chiunque, ho pensieri negativi e ripetitivi nell'arco di una giornata, ogni giorno. Ogni qualvolta tento di far qualcosa di produttivo nella mia vita, che sia lavoro, o sport, o una relazione amorosa o di amicizia, mi auto-saboto, mi insulto, mi dico che non lo merito, e che tanto non servirà a nulla. Che tanto finirà anche quello, qualsiasi cosa io voglia iniziare, e che quindi non abbia senso tentare, iniziare, fare, andare, dire. Che tanto non abbia senso più nulla, perché devo comunque morire. Non ne voglio più sentire di psicologi e psichiatri, dopo tanti anni di tentativi senza alcun esito, ne sono davvero stufo. Più volte mi hanno proposto il ricovero. Più volte son stato in pronto soccorso d'urgenza perché non ce la facevo più a tenermi dentro tutto il male. Per un anno ho preso psicofarmaci per l'ansia e la depressione e per i pensieri ossessivo-conpulsivi ma nulla, ha solo peggiorato la mia situazione. Non so più cosa fare, da chi andare, non so più chi sono, e non so se l'ho mai saputo.

1 risposta degli esperti per questa domanda

Salve Matteo, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè posso comprendere il disagio e le preoccupazioni connesse.

Se lo ritiene opportuno, credo che un consulto psicologico possa esserle utile al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.

Ritengo che un percorso psicologico cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri negativi, rigidi e maladattivi che impediscono il cambiamento desiderato e mantengono la sofferenza in atto.

Resto a disposizione, anche online.

Cordialmente, dott FDL