Depressione

Ho paura di soffrire di ansia da separazione

Jenny

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Ciao, sono una ragazza di 19 anni, con un passato turbolento. Iniziando dal fatto che ho perso la mamma a soli 40 giorni di vita per un incidente stradale, (nei 40 giorni sono rimasta in incubatrice per nascita prematura ai 7mesi e complicanze non gravi). Non ho mai conosciuto il mio papà biologico, sono rimasta in orfanotrofio fino a 1 anno e poi sono stata presa in affidamento da mia zia (mamma) sorella di mia madre biologica. Mia madre biologica era già stata sposata ed era uscita da un matrimonio da cui ha avuto una figlia (mia sorella) che ora ha 38 anni. Fin da piccola sono sempre stata molto attaccata a mia zia (mamma per me) e sono stata accolta in casa sua anche dalle 2sue altre figlie (per me mie sorelle) crescendo già a partire dai 3 anni per quello che posso ricordareho iniziato a manifestare dei sensi di colpa verso mia zia...ogni qual volta che mi allontanavo da lei, anche se per mia scelta (es. andare a dormire da mia sorella ecc..) avevo paura che potesse starci male ma in realtà non era così ...e diciamo che mi sono sempre fatta problemi per niente. Poi crescendo con l'adolescenza invece ho iniziato a ribellarmi in seguito a verità nascoste sul mio passato (ma fino da piccola ho sempre saputo che mia madre fosse morta e non mi ha mai dato un fastidio) quando ho compiuto 6anni il compagno di mia zia è morto e lui diciamo lo ritenevo come un papà. È stata una perdita molto sofferta anche se alla mia giovane età non riuscivo ad assimilare bene. In adolescenza come dicevo prima ho iniziato a uscire con compagnie sbagliate e a non ascoltare più la mia famiglia Fini ad essere domiciliata in comunità. Per me l'inserimento in comunità educativa è stato molto duro ma poco a poco sono riuscita ad affezionarmi a tutti anche alle suore che mi seguivano. Ma anche il percorso in comunità non è finito nei miglior modi, per la mia voglia di evadere e fare nuove esperienze infatti dai 14 anni fini ai 17 sono stata fidanzata con un ragazzo di origine peruviana, ero follemente innamorata di lui fino al punto anche di subire violenze (percosse). Non sono mai riuscita a staccarmi da lui né da quell'amore malato. Ero convinta di amare e di essere amata,quasi anche di meritarmi le botte per nulla sempre trovando scuse. Non ho finito le superiori fermandomi al 4^ anno. Sono stata parecchie volte in psicoterapia, ma mai arrivando a una soluzione. Scrivo questa lettera perché ho avuto una ricaduta qualche giorno fa con il mio attuale ragazzo non più quello di prima (ha 30 anni, e un figlio di 6 avuto dalla precedente relazione) anche con lui non riesco ad allontanarmi troppo,ho paura di soffrire di ansia da separazione e pensò già da molto proprio dall'infanzia. Soffro molto quando sta distante da me. E ho iniziato a provare anche delle piccole gelosie verso il figlio. (Mi vergogno a dirlo perché sono infondate, ma è così. Mi sento come se l'amore che deve darmi viene condiviso con il figlio e magari a volte sento che dovrebbe prestare più attenzione a me e alla nostra relazione. Ho potuto capire che non riesco ad avere delle relazioni sane. Non riesco a separarmi dalle persone per me importanti. Sono arrivata anche al punto di lasciarmi ex fidanzati in giro e tenendoli sempre sotto controllo in modo che se poi mi fossi sentita sola avrebbero potuto colmare il mio vuoto di tristezza e solitudine. Sto molto male ... Ho pensieri ricorrenti di morte per mia madre, ma allo stesso tempo non ho proprio un bellissimo rapporto, discutiamo spesso,ma le voglio molto bene, e penso sia la persona più importante della mia vita. Come posso fare per cercare di stare meglio interiormente ? E togliermi tutta quest'ansia e sensi di colpa di dosso? Grazie mille per aver letto e prestato attenzione. Aspetto una risposta.

9 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Buonasera Jenny, una storia molto impegnativa quella che ha cercato di raccontare in modo efficace e sintetico nella sua lettera. Mentre la rileggevo mi sono trovato a mettere a fuoco un possibile suggerimento forse capace di porsi in dialogo con la difficoltà degli aspetti cui ha accennato. Credo davvero che la sola psicoterapia possa non riuscire a fare effettivamente presa sull’esperienza che sta vivendo. E questo non perché non sia un buon strumento ma più semplicemente perché la sua efficacia è limitata. Forse le converrebbe provare ad immaginare un tipo di cura di sé che sappia costruire una rete di interventi capaci di prendersi cura in modo più specifico dei distinti problemi presenti nella sua vita. Con l’espressione “rete di interventi” mi riferisco ad esperienze che le consentano di arricchire il suo contatto con se stessa sia su un piano fisico che su uno psichico. In questo senso le suggerirei di sperimentare attività sportive (ad es. camminare, correre, nuoto, palestra) che le permettano di sentire la forza e la vitalità del suo corpo e di valutare la possibilità di avvicinare altre pratiche come lo yoga (con cui costruire, ad esempio, una migliore capacità autoregolativa). Forse (sigh!) le possono sembrare attività di poco conto. Credo invece l’aiuterebbero a ricostruire una migliore intimità e confidenza con se stessa, insieme con la possibilità di costruire legami relazionali anche con altre persone. Forse allora anche esperienza psicoterapeutica potrebbe esprimere meglio le sue potenzialità curative. Un caro saluto.

 

Buongiorno Jenny, non sono solita fare diagnosi, non mi sembrano utili, ti invito quindi a non farne per te; incasellarti in una definizione non vedo come possa aiutarti a uscire dal tuo problema, al contrario potrebbe diventare un problema in più, la famosa profezia che si auto avvera. Detto questo, sì, penso e sento che soffri per amore e anche che il tuo soffrire e il bisogno di essere sempre certa che qualcuno ti ami possa essere legato alla tua storia personale, al'aver perso la mamma senza conoscerla. Tuttavia tu una mamma ce l'hai, quindi il problema vero sembra essere nascosto un po' più in là, qualcosa come una condanna o una colpa che ti addossi, senza che tu in realtà sia colpevole proprio di niente. Mi farebbe piacere aiutarti a sciogliere questo nodo emotivo. Sento che se tu sei coraggiosa, e lo sei visto che chiedi aiuto e consiglio, e vuoi venirne a capo puoi senz'altro farlo. Se ti fa piacere parlarne con me di persona, io ricevo a Milano, puoi scrivermi e ti vedrò volentieri per un primo colloquio, conoscitivo e gratuito.

Qualunque cosa tu scelga di fare: coraggio! Sei giovane e vedi già molte cose con chiarezza anche se questo ancora non ti porta fuori dal tuo tunnel

Un caro saluto

Cara Jenny,

lei è molto giovane eppure mi sembra anche molto consapevole di ciò che le sta succedendo e di quello che ha vissuto in passato. 

Credo ci voglia un pò di tempo e pazienza per metabolizzare la sua storia familiare, che pur avendo avuto dei punti di riferimenti solidi e accoglienti, l'ha comunque segnata e ha avuto un inizio molto turbolento, come lei stessa afferma. E nell'adolescenza l'inserimento nella comunità educativa ha comunque implicato un allontanamento dalla famiglia, verso cui lei ha sempre provato sentimenti ambivalenti. 

Ciò che mi sento di consigliarle, dato che già ha tentato percorsi di psicoterapia, è di rivolgersi ad uno psicologo, non tanto per una terapia appunto, ma per un supporto, che potrebbe sostenerla e orientarla nelle sue scelte, facendole un pò percepire di avere qualcuno che le "guarda le spalle" in modo totalmente neutrale. 

Mi contatti se crede, per un primo colloquio gratuito. 

Buona fortuna

Cara Jenny, quanto dolore si evince dal tuo racconto! Le tue esperienze precoci di abbandono e la solitudine che hai dovuto sperimentare fin da subito nell'incubatrice sicuramente costituiscono fattori determinanti per il problema di ansia da separazione contro cui stai combattendo. Purtroppo questa è una difficoltà su cui dovrai lavorare, come anche il tuo senso di colpa, che ti porta a non provare amore verso te stessa. La bella notizia è che la tua consapevolezza e la tua intelligenza ti possono salvare. L'amore non va meritato, chi ti ama ti sta accanto per il semplice sentimento che prova nei tuoi confronti, non devi fare nulla al di fuori di esprimere te stessa per ottenere l'amore degli altri, ma soprattutto devi provare amore per te stessa e ricordarti dei tuoi bisogni. Ti consiglio fortemente di rivolgerti al più presto ad un terapeuta della tua zona (per risparmiare puoi andare in un servizio pubblico) e approfondire lì, in uno spazio protetto e tutto tuo, ciò che hai iniziato a raccontare qui. Sono sicura che, anche se dovrai farti forza e sopportare il dolore della consapevolezza, riuscirai a migliorare e raggiungere un maggior livello di equilibrio. In bocca al lupo!

Gentile Jenny, quello che lei racconta meriterebbe una disamina più attenta, non penso possa trovare una risposta esaustiva in un solo messaggio. Inoltre bisognerebbe capire meglio alcuni suoi vissuti. Ad ogni modo lei riporta differenti momenti della sua vita che sono stati caratterizzati da improvvise rotture, che probabilmente l'hanno condotta a sentire oggi, in un nuovo momento di separazione (reale o percepito), una riattivazione di qualcosa che appartiene al passato. Lei, come ha scritto, si è già rivolta alla psicoterapia ma oggi è qui a chiedere un parere a degli psicologi. La sua capacità di raccontarsi, in queste poche righe, mi fa pensare che forse oggi potrebbe essere maggiormente pronta ad un suo percorso di crescita personale. Spero di aver fornito, anche se minimo, un utile contributo.

Buongiorno Jenny,

Ciò che scrive sembra frutto di una buona capacità di introspezione e denota anche che ha attraversato tante difficoltà. Mi pare di capire che anche tuttora stia vivendo una fase non facile tra le relazioni, i pensieri che riguardano sua madre ed il senso di vuoto. Da un certo punto di vista potremmo dire che nella storia della sua vita, per le poche informazioni che ho a disposizione, sono capitati tanti eventi che sembrano essere in qualche modo collegati. Ora, forse sarebbe necessario dipanare la matassa e trovare i nodi che sono ancora ingarbugliati. Per fare questo ci vuole tempo e pazienza, non credo che ci sia una risoluzione (magica) di questi problemi. Tantomeno credo sia pensabile risolverli attraverso una risposta che contenga soluzioni o consigli, per il semplice fatto che non esiste una strada breve. Quello che si può fare, se lei è intenzionata e motivata, è iniziare a capire come queste problematiche oggi la facciano ancora stare male. In questo senso io le offro il mio aiuto per provare a fare chiarezza e abbassare i livelli d'ansia, cercando così di vivere una vita e delle relazioni più appaganti. Le scrivo i miei contatti nel caso decidesse di iniziare con me una psicoterapia:

Cara Jenny,

nonostante la tua giovane età, da quanto hai scritto, emerge il fatto che hai vissuto diverse situazioni difficili nella tua vita. Purtroppo il passato non si può cancellare, e spesso si è costretti a portarselo dietro come un fardello. Quello che potresti fare è rivolgerti ad uno specialista, che potrebbe aiutarti a leggere in modo diverso le tue esperienze passate, in modo da vivere un presente più sereno.

In bocca al lupo!

Gentile Jenny,

mentre leggevo la Sua lettera mi venivano in mente alcune domande, che mi permetto di porLe. Che collegamento c'è, secondo Lei, tra il Passato turbolento, l'Ansia da separazione e i Sensi di colpa? C'è stato un momento della Sua vita, anche solo uno, in cui è riuscita a tenere a bada l'Ansia e i Sensi di colpa? Se sì, che iniziative ha messo in atto per tenere a bada questi problemi? Inoltre: ci sono stati momenti in cui il Passato non è stato così turbolento? Se sì, in quali occasioni? Chi c'era con Lei, quando il Passato non era così turbolento? Infine, in riferimento alla relazione con il ragazzo peruviano di cui raccontava, Lei ha detto che non è mai riuscita a staccarsi dal quell'amore malato, tuttavia ora ha un nuovo ragazzo, per cui in effetti è riuscita a staccarsi: Come ha fatto, considerando il Passato turbolento, l'Ansia e i Sensi di colpa? Che risorse ha messo in gioco per riuscire a staccarsi dal suo ex? E queste risorse ora come potrebbero aiutarla a contrastare l'Ansia e i Sensi di colpa? 

Rimango a Sua disposizione, qualora volesse rispondere alle domande e condividere con me le Sue riflessioni.

Cordiali saluti

Buongiorno Jenny,

dalle sue parole si percepisce la difficoltà e l'ansia che prova in questo momento. Dato ciò che ha scritto sulla sua storia si può facilmente capire la sua ansia da separazione, ma ciò non vuol dire che non ci si può lavorare sopra. Giustamente, ora che si ripresenta per l'ennesima volta nella sua vita questo problema, lei si rivolge a degli psicologi per un aiuto, fa bene. Superare quest'ansia potrebbe aiutarla anche a vivere in maniera più libera le sue relazioni amorose e non, aiutarla a capire da dove vengono certi sentimenti che prova e non si riconosce o addirittura la mettono in imbarazzo. Rimango a sua disposizione se volesse capire di più.

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