Insoddisfatto della mia vita e stanco di viverla

Giuseppe

Sono un ragazzo di 27 anni a cui non manca nulla una bella famiglia, una fidanzata fantastica e nessun problema economico. Fino ai 23 -24 anni sono sempre stato un tipo sereno amavo la vita, amavo viaggiare e mi sono goduto a pieno ogni momento. Frequento tuttora la facoltà di medicina e chirurgia ( il mio sogno è sempre stato quello di diventare un medico). Dopo i 24 anni senza nessuno motivo apparente è caduto il buio nella mia vita. Il mio sogno è diventato un incubo infatti non riesco più ad andare avanti con l'università, non riesco a godermi più la vita come prima facevo, non mi sento più a mio agio in questo mondo. Sono iniziati gli attacchi di panico, la paura di non riuscire a realizzarmi, la delusione del tempo perso che potevo utilizzare per studiare e diventare qualcuno. Ormai sono 3 anni che la mia vita non ha più un senso la continuo a vivere ma so che non è un granché. Intorno a me vedo tutti laurearsi trovare lavoro andare avanti nella vita cose che per me adesso sono come un ricordo lontano. Da qualche mese la situazione è peggiorata ho provato a rimettermi in gioco ma senza successo e adesso nella mia testa continuo a ripetermi che non ha senso continuare a vivere così. Sia chiaro non commetterei mai un gesto folle nemmeno in un momento molto buio perché comprendo che causerei sofferenze a molte persone a me care che non meritano questo. Ho paura di non riuscire a risolvere questa situazione e non uscirne mai. Non sono mai andato in terapia perché mi vergogno di tutto questo e vorrei un consiglio su come affrontare questa situazione.

4 risposte degli esperti per questa domanda

Salve Giuseppe, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente. E' importante che lei faccia uno sforzo superando la vergogna connessa alla richiesta di aiuto: non è forte chi non cade ma chi cadendo ha la forza di rialzarsi.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stesso utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL

Gentile Giuseppe,

mi dispiace per il suo stato di sofferenza, che dura ormai da tempo. Ha fatto bene a scrivere, perché può essere molto difficile riuscire ad uscire da soli dal circolo vizioso dell'ansia, delle aspettative deluse su di sè e della vergogna. Una consultazione psicologica è sicuramente ciò che in questo momento le serve per provare a leggere la sua situazione da una prospettiva differente, attraverso l'aiuto di una persona esperta, che possa trovare con lei strategie per superare le difficoltà che sta vivendo.

Lavoro da anni con giovani che si trovano in momenti critici del loro percorso. Se volesse maggiori informazioni può scrivermi con l'apposito modulo dei contatti.

Molti auguri

Francesca Fontana

Buongiorno Giuseppe,

parto dalla conclusione della sua lettera: il vergognarsi nel chiedere aiuto ad uno Psicologo Psicoterapeuta.

Per molte persone il riconoscere di avere delle difficoltà viene vissuto come un fallimento del senso di se' (dunque del proprio valore), come se “l’infallibilità” dovesse essere parte della propria esistenza.
Poi, però, la vita (prima o poi) con le sue difficoltà ci mette di fronte alla realtà della nostra vulnerabilità e ci fa capire che lì dove non riusciamo da soli, possiamo contare sulla collaborazione di altri per affrontare le situazioni per noi importanti. Insomma, nessuno si basta da solo (se tutti bastassimo a noi stessi, allora non avremmo bisogno di nessuno e di nessun professionista di qualsiasi campo di lavoro). 

In questo momento richiedere un aiuto professionale è la possibilità concreta che lei ha per comprendere ciò che le sta accadendo e trovare così insieme al professionista i modi così per affrontare le sue difficoltà. Ok?

Ci rifletta su.

Le faccio i migliori auguri

Buongiorno Giuseppe

ho letto con attenzione la sua richiesta e credo che sia stato forte e coraggioso nel chiedere aiuto. Non è facile mostrare le proprie debolezze, probabilmente è arrivato ad un punto in cui le risulta difficile convivere con questa situazione.

Mi sento di consigliarle un percorso psicologico; indagare su cosa sia successo in questi ultimi anni sicuramente può aiutarla ad affrontare al meglio il momento che sta  vivendo.

Racconta che ha riprovato a rimettersi in gioco; non molli proprio adesso! Ricominci dai suoi sogni, la motivazione a riemergere è proprio lì!

Le auguro buona vita

Resto a disposizione

Dott.ssa Gaia Impastato

Psicologa - ipnologa