Depressione

Malessere e tristezza apparentemente immotivata

Alice

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Ciao a tutti, sono una ragazza di 20 anni e mi trovo a scrivere qui perché ormai sono mesi e mesi che sto mentalmente male. Nonostante io non mi possa lamentare della mia vita non riesco a liberarmi di questo magone che ormai mi opprime. Mi ritrovo a piangere senza un motivo apparente e sono triste. Come posso sentirmi meglio se non so cosa mi fa stare male? Non sono una persona troppo ansiosa, non mi preoccupa il futuro, non ho paranoie particolari.
Eppure quasi ogni sera mi chiudo in me stessa e assecondo questa mia tristezza ascoltando canzoni tristi o guardando film deprimenti, proprio perché non mi va di vedere o sentire cose allegre. La cosa strana è infatti che nonostante io voglia smettere di sentirmi così è come se da una parte io assecondassi questo dolore.
Come posso uscire da tutto ciò e come posso liberarmi di questo magone che mi sta uccidendo?
Ho cercato di essere il più chiara possibile, attendo una risposta disperatamente.

8 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Gentile Alice,


La sua lettera è molto chiara. Potrebbe essere un malessere legato ad una crisi esistenziale, una deflessione del suo umore, oppure tutto quello che prova adesso potrebbe derivare da vissuti traumatici passati...


Mi colpisce però una sua frase:


"la cosa strana infatti è che nonostante io voglia smettere di sentirmi così è come se da una parte assecondassi questo dolore".


L'essere umano ha una interiorità psichica molteplice...


Cioè, le diverse parti delle quali si compone la nostra personalità sono spesso (e normalmente) conflittuali e disarmoniche e per questo creano sofferenza, instabilità, ambivalenza e così via.


In una persona giovane come lei ci sono molte potenzialità da fare emergere attraverso una psicoterapia, e il punto di partenza è un buon lavoro di integrazione e armonizzazione della sua interiorità.


Il mio parere è che il solo atto di "reprimere" quella parte di lei stessa che vorrebbe uscire attraverso le lacrime e il dolore, se pur naturale, non faccia altro che protrarre un'agonia.


Cerchi quindi, nei limiti della sua tolleranza, di fare uscire quel dolore sotto una forma concreta, come ad esempio la scrittura, il disegno... e, se le viene da piangere, lasci fluire via, con le lacrime, quel magone...


Se vuole mi scriva, resto a disposizione per ulteriori chiarimenti.


Qualora desiderasse iniziare una psicoterapia, io ricevo anche a Firenze e credo sinceramente che la potrei aiutare.


Spero che sarà presto più serena.


La saluto cordialmente,


Dott.ssa Verusca Giuntini 

Cara Alice,


uscire dal tuo stato d'animo è possibile, con un percorso psicologico orientato ad individuarne le cause e ad analizzare i conflitti che ti impediscono di risollevarti autonomamente. Anche se apparentemente la tua vita "va bene", alla base della tua tristezza e del "magone" potrebbe esserci un lutto irrisolto, traumi nella prima infanzia o altro, probabilmente esacerbato da questi ultimi mesi difficile. Una volta individuato il nucleo, è possibile lavorarci, assistita da una figura professionale che ti possa guidare offrendoti un ambiente protetto.

Cara Alice


leggendo la epistola si evince che si può trattare di forma depressiva, (il male oscuro) a venti anni necessita iniziare un percorso per capire la provenienza di tutto il dolore, quindi consiglio prima di consultare uno psichiatra che con qualche medicinale inerente può alleviare subito il malessere, ma parallelamente consiglio di iniziare un percorso con uno psicologo psicoterapeuta psicodinamico.


Andando parallelamente le due discipline sanitarie sono certo che ti saranno di notevole aiuto.


Auguri

Gentile Alice, questa emozione di tristezza e dolore che la invade da qualche mese è sicuramente legata a qualcosa della sua esperienza passata, che magari lei non ha mentalmente presente. I sentimenti che prova la sera parlano di un vissuto di perdita. Che cosa sente da qualche mese a questa parte che ha perso o che sta perdendo, o che non è più come prima. Provi a pensarci. Può trattarsi di un cambiamento di vita, di qualcosa che le manca, di una persona o parente che non vede più, che le ha lasciato una nostalgia. Sono certo che qualcosa le verrà in mente, per spiegarsi un po' meglio questo stato emotivo, che le assicuro passerà.


I miei auguri per tutto,


Dr. Cameriero Vittorio

Buongiorno Alice,


trovo che le parole con cui lei descrive il suo stato d’animo rispecchino il periodo cupo che stiamo vivendo a livello sociale e relazionale. Lei, come tanti suoi coetanei, è forse vittima della difficile quotidianità a cui ci siamo dovuti adeguare e l’avvicinarsi delle vacanze estive la rende spesso ancor più faticosa da tollerare. La difficoltà può diventare vero e proprio disagio, se si unisce ad altri elementi di stress passati o presenti.  Lei scrive  di non sapere cosa la fa star male e probabilmente è così perché non c’è una sola causa. Forse per capire un po’ meglio il suo magone, potrebbe esserle utile in questo momento provare a rivolgersi ad uno psicologo per una consulenza: ciò che lei dice nella sua  lettera mi sembra un segnale importante rispetto al suo bisogno di chiarezza e alla sua voglia di mettersi in discussione.


 


Cari saluti, Chiara


 

Salve Alice,


Probabilmente questo "magone" o dolore stanno sicuramente comunicando qualcosa. Prima di andare a lavorare su questo dolore è utile chiedersi quale può essere la sua utilità, può sembrare strano, come tutti i meccanismi inconsci della mente se c'è ha la sua ragione. Il dolore è un segnale importante, e per decifrare meglio questo segale è opportuno intraprendere un percorso con uno psicoterapeuta di sua scelta, che può aiutarla ad ottenere la "traduzione" di questo dolore. è possibile che comprendendo meglio il suo vero significato questo può farla stare meglio. Se davvero è intenzionata a capire meglio si faccia coraggio e utilizzi questo momento in senso trasformativo. 


I miei più cari auguri.

Ciao ALICE,


spesso per liberarsi da "cose" che non ci piacciono e ci creano sofferenza occorre cambiare prospettiva per vedere e capire cosa è che ne permette il perpetrarsi, quali sono i vantaggi che traiamo dalla loro presenza, in pratica che cosa ne riceviamo in cambio. Ti scrivo questo in quanto, a volte, l'immergersi nella tristezza, quasi crogiolandovisi dentro, risponde alla necessita di sentirsi vivi. Per molte persone il sentire tristezza o dolore è, infatti, il modo più semplice e rapido per sentirsi vivi: "Anche se non sento felicità e non sento amore sono viva ugualmente, grazie al dolore ed alla tristezza". In questi casi è innanzitutto necessario riprendere contattato con il proprio mondo emotivo al completo, prendendo nuovamente in considerazione e coltivando gioie e piaceri, per scoprire che, nonostante tutto, se lo vogliamo, sono ancora alla nostra portata. Piacere e gioia son infatti emozioni che spesso vanno perseguite e ricercate attivamente con costanza e tenacia, in quanto parte integrante e indispensabile della vita.


Un caro saluto


Rimango a disposizione per ogni richiesta


 


 

Buongiorno Alice, 


per comprendere meglio le motivazioni per cui si sente triste e piange quasi tutti i giorni è importante contestualizzare meglio nella sua storia personale quanto descrive. Infatti non c'è una motivazione univoca e uguale per tutti.


Si chiede, giustamente, come può stare meglio se non sa da cosa dipende il suo malessere e come può liberarsi di questo "magone". A tal proposito, mi sento di consigliarle di intraprendere un percorso di psicoterapia, in quanto a volte è difficile gestire da soli situazioni come quella che sta vivendo.


Se desidera approfondire e confrontarsi, mi contatti pure. Le offro la mia disponibilità.


Un saluto,


Dott.ssa Paola Candia

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