Non ne posso più

Michele

Ho 28 anni classe 1993.
Sono cardiopatico dalla nascita frutto di 4 operazioni a cuore aperto e altre 4 operazioni varie.
Ho subito uno stupro in adolescenza da un altro adolescente.
Sono stato in psicoterapia per un anno e mezzo (ho dovuto pagarla da me perché i miei non vogliono).
All epoca lavoravo quindi la ho pagata io.
Ora non lavoro da un anno e mezzo.
I miei amici mi hanno abbandonato perché povero e handicappato, non trovo lavoro da 1 anno e mezzo.
Ho la disabilità minima. Vivo con i miei e non ho un soldo.
Ho provato ad uccidermi varie volte.
Non ce la ho mai fatta.
Ho paura di accoltellarmi (ho provato ma il corpo si blocca).
Ho provato ad annegare ma anche lì dopo un po' la testa riemerge.
Ho vicino casa mia un ponte ma ho paura.
Il corpo urla per suicidarsi ma io non riesco.
Sono tanto debole. Non ne posso più.
Sono solo e debole con un corpo che mi urla dentro di eliminarlo ma contemporaneamente attiva istinto di sopravvivenza.
Non riesco più a vivere.
Non mi è mai stata diagnosticata depressione ma credo di averla Bo.
Ho sofferto in passato di attacchi di panico e agorafobia ma ora va meglio.

1 risposta degli esperti per questa domanda

Ciao Michele

i tuoi tentativi di autolesionismo e la lucidità con cui percepisci la voglia di vivere può essere un buon spiraglio per non arrenderti e andare avanti. A volte la vita è dura e difficile ma finchè viviamo siamo sempre noi in qualche modo a poterla determinare. Riparti dalle cose semplici ed essenziali  e comincia a chiederti che cosa vuoi in questi frangenti, che cosa desideri. Prova a fare un elenco delle cose che vuoi realizzare come  il lavoro, le amicizie, gli svaghi... e poi chiediti che cosa puoi fare per trovare una risposta, facendo dipendere da te le decisioni. Quando ti senti  abbattuto cerca di sdrammatizzare, di vedere una via d'uscita percorribile da te e accettare la realtà per quello che è. Parla in famiglia o con qualcuno che ti ascolta e concentrati su quello che puoi fare ogni giorno. Ricordati che dopo la tempesta o dopo lo sconforto ritorna anche il sole e forse il sorriso.