Depressione

Non riesco a smettere di pensare al suicidio..

Azzurra

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Circa 5 anni fa ho sofferto di depressione.. Dopo diverse cure sembrava tutto apposto, invece no..
Ormai sono 2 anni che non riesco a smettere di pensare al mio passato, le scelte sbagliate che ho fatto e al mio ex ragazzo che mi picchiava.

Tutto il mio passato sta influenzando la mia visione del futuro.

Credo di essere inutile, che non farò mai niente nella mia vita, ho paura di deludere i miei cari... La mia vita sembra, a gli occhi degli altri, una vita normale senza complicazioni.. Ma non é così.
Vorrei fare un sacco di cose nella mia vita, ma non ho mai il coraggio di provare esperienze nuove.

Volevo fare l'esercito sin da piccola, ma ormai non so più cosa voglio.
Se cerco di guardare il mio futuro ciò che riesco a vedere è del profondo fallimento.
Penso spesso che il suicidio sia un modo per smettere di essere inutile, mi chiedo qual è il mio ruolo e compito sulla terra, ma non vedo un posto che possa ospitarmi. Per me la mia vita è qualcosa di estremamente inutile.. Molto Spesso durante il giorno penso " chiunque tu sia, Dio, vieni a prendermi" . Penso anche ai vari modi per farla finita, ma non lo faccio perché penso che i miei genitori starebbero troppo male, però penso anche che la mia vita inutile darebbe loro solo dispiaceri.

Non ho mai detto a nessuno di questo mio pensiero fisso..
Vi prego datemi qualche consiglio... Aiutatemi.

4 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Dalle parole che scrivi si può comprendere tutto il dramma interiore che stai vivendo e tutta la sofferenza che ti accompagna quotidianamente. Non c’è dubbio che, come avviene spesso, tu sia ricaduta di nuovo nella depressione che ti ha riportato a galla i penosi fantasmi di quanto accaduto nel tuo passato. Quando ci si trova in questo stato d’animo, è quasi impossibile riuscire a immaginare un futuro migliore, è difficile intravedere un progetto per la propria vita e credere nelle proprie forze quando non riusciamo nemmeno a sentirle dentro di noi. Ci sembra di non avere alcuna risorsa alla quale appellarsi, e che non ci siano vie di uscita alla situazione che stiamo vivendo.


In realtà è solo la momentanea condizione nella quale siamo che ci impedisce di vedere le alternative e di riconoscere le nostre risorse interiori. Che queste ci siano anche in te ce lo segnala proprio questa tua richiesta di aiuto, questo tuo desiderio di uscire dalla tua attuale condizione. C’è una parte sana di te (una parte che in questo momento rimane nascosta dalle nebbie del dolore) che spera in una soluzione, che cerca di guardare avanti e che rifiuta che questo attuale debba essere il tuo destino. Inoltre parli dei tuoi cari, di persone che tengono a te, che ti vogliono bene e che si augurano giorni migliori per te. Anche loro sono risorse preziose. Tutte queste risorse vanno convogliate in un percorso di lavoro psicoterapeutico, se necessario con un contributo farmacologico per il tempo necessario. Trattandosi probabilmente di una ricaduta (come talvolta capita quando il precedente percorso fatto non sia potuto scendere in profondità) ti suggerisco di farti aiutare da un professionista competente, che ti indichi i passi da fare e ti aiuti a ritrovare te stessa.


Il cielo di una persona depressa è perennemente grigio e cupo, ma non devi dimenticare che sono solo nuvole, e che al di sopra splende il sole che può illuminare la tua vita. Se ti farai aiutare potrai sicuramente trovare il modo di far passare un raggio di sole attraverso questa coltre che non te lo fa vedere. Allora i pensieri negativi scompariranno e potrai vedere una strada da percorrere: la tua. Ti auguro ogni bene.

Cara Azzurra. La sua lettera è attraversata dal dolore e dalla confusione. Non è facile sapere chi si è e quale direzione prendere. Se si sceglie qualcosa, si sta eliminando un'altra possibilità e questo è difficile da accettare. Anche non scegliere e non provare, però, significa rinunciare a se stessi e alle proprie potenzialità. Credo che il suo passato l'abbia delusa, ma ora è importante riprenderlo in mano e comprendere perché proprio quegli eventi sono accaduti. Accettare dentro di sè gli incontri sbagliati, offre poi la possibilità di essere incuriositi da eventi possibili, più soddisfacenti. Sarebbe importante che facesse questo percorso con qualcuno, compagno e testimone verso altro.


Le auguro di trovare in sé il desiderio di avviare una svolta.


Un caro saluto.

Buongiorno Azzurra,


leggendo la sua lettera immaginavo - per i contenuti che Lei ha esposto – che a scrivere fosse una persona più matura per età. Dalla sua scheda, invece, ho rilevato che a scrivere è una giovanissima ragazza, da poco maggiorenne. Sottolineo questo aspetto che ha colpito la mia attenzione, poiché si sono poste in me molte domande rispetto a ciò che Lei ha scritto.


Parla di essere stata in cura per depressione 5 anni fa, di avere da 2 anni pensieri suicidari, di sentirsi fallita e di dichiarare per la prima volta (a noi che non la conosciamo) questo suo generale malessere. Nella lettera non dice quale tipo di terapia abbia intrapreso 5 anni fa per affrontare i suoi malesseri (terapia farmacologica oppure psicologica, oppure entrambe?).


Lei collega il suo malessere ad un passato ingombrante che La condiziona nel presente. Avendo consapevolezza di ciò, come mai non ha pensato di rivolgersi direttamente ad uno di noi direttamente? Se ha scritto a noi, immagino che Lei si renda conto dell’importanza di un aiuto. Qui, purtroppo, possiamo offrirLe un primo ascolto, ma non un percorso che consenta la comprensione della sua storia personale. Se è un antico dolore a sottrarLe la vitalità e a farLe vivere pensieri estremi, è bene allora che Lei lo esprima e lo superi all’interno di un percorso psicologico personale.


Lei qui ha fatto un’azione importante per se stessa: per la prima volta ha tirato fuori il suo malessere. Prosegua. Si rivolga ad uno di noi direttamente, nel privato oppure nel servizio pubblico. In questo modo potrà ricevere l’aiuto che Lei desidera e necessita.


In seguito, se Le va, ci aggiorni!


 


Cordiali saluti

Gentile ragazza,


tra le cure che ha fatto rientrava anche quella psicologica? La depressione guarisce prima e meglio e ha meno ricadute se, assieme ai farmaci si effettua una psicoterapia.


Lei chiede consigli, ma non possono essere dati consigli terapeutici e, tra l'altro, i consigli durante una psicoterapia sono in genere ciò che funziona di meno.


Posso dirle che la depressione con la terapia breve guarisce spesso molto in fretta: nel mio sito troverà alcune note sulla cura dei disturbi depressivi.


Le consiglio pertanto di consultare uno psicologo psicoterapeuta, al limite anche on line, dal momento che ha pari efficacia. Sarà lo psicoterapeuta a dirle poi come sarebbe meglio muoversi, nel senso che potrebbe essere più fruttuosa una terapia familiare piuttosto che individuale.


La terapia della Gestalt tuttavia può riuscire con una terapia individuale, anche laddove sarebbe imperativa la collaborazione dei genitori.


Cordiali saluti

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