Pensieri suicidi e depressione

Regio

Sto male ma la psicoterapia fatta non ha sortito effetto. Vivo una situazione famigliare molto difficile e sto perdendo il lavoro perché la depressione non mi permette più di lavorare. E' ormai tempo che penso al suicidio, non voglio più vivere e non vedo vie alternative. Non vedo via di uscita dal mio stato, nonostante gli sforzi e le terapie fatte continuo a vegetare in questa situazione. Dopo il covid tutto è peggiorato, sono più solo che mai e senza appoggi e aiuti, i miei parenti mi trattano male e di certo non mi aiutano in niente. Non mi va di continuare e non ci sono altre strade da percorrere.

I miei parenti mi hanno usato per i loro comodi, addossandomi responsabilità che non riesco a mantenere. Non ho più voglia di lavorare, non guadagno abbastanza per essere autonomo e andarmene via per non vederli mai più. Mi sono fregato da solo anni fa non facendo scelte più coraggiose, a mia discolpa dico che non potevo prevedere che di li a poco la mia situazione sarebbe drasticamente peggiorata. Ora pago tutto questo.

Purtroppo non sono sicuro di riuscire a farla finita, conoscendomi dovrei pianificare tutto con grande dettaglio e ho paura di fallire anche li. Dovrei trovare un modo sicuro per farlo e purtroppo questo mi frena perché non sono una persona pratica.

2 risposte degli esperti per questa domanda

Salve Regio, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè posso comprendere il disagio connesso. Non serve solo l'indipendenza economica per sentirsi veramente autonomi: conosco molta gente piena di soldi eppure ancora non indipendenti da un punto di vista mentale ed emotivo. E' fondamentale per lei proseguire la terapia ed associarla ad un intervento farmacologico quantomeno per sedare i sintomi più acuti della depressione.

Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo-comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che mantengono in atto la sofferenza impedendole il benessere desiderato ed insegnandole a dialogare con se stessa utilizzando parole più costruttive.

Ritengo altresì utile un approccio EMDR al fine di favorire la rielaborazione del materiale traumatico connesso alla genesi della sofferenza in atto.

Cordialmente, dott FDL

Buongiorno Regio. La scelta di affidarsi alla psicoterapia è sempre la migliore ed è lecito riportare le sue sensazioni di non fare passi avanti anche ai terapeuti che la hanno o la avevano in cura: per gli esperti della salute mentale è fondamentale avere un feedback dal paziente in modo da cucire su di esso la miglior terapia possibile. Ciò che si può fare è anche lavorare sullo sviluppo di autostima e skills tali per potenziare la consapevolezza dei propri mezzi e agire al suo massimo possibile.
Parli dunque delle sue perplessità e preoccupazioni con il/la terapeuta che la sta seguendo; nel caso in cui al momento non si sia affidato da nessuno, mi rendo disponibile anche online per un confronto conoscitivo e per stabilire insieme gli obiettivi specifici di un eventuale percorso.
Cordialmente,
dott. Alfonso Panella.