Riprendere in mano la propria vita

Gabriele

Ho 34 anni. Ho fallito in tantissime cose nella vita ed ho sempre avuto problemi a relazionarmi col prossimo, questo per via anche di un contesto familiare che non me l'ha resa facile, tra discorsi religiosi (in cui implicitamente mi si faceva credere che fosse giusto far parte solo della congrega religiosa) ed anche un eccessivo protezionismo nei miei confronti (non si sono curati di me, al di là del pasto caldo e del letto). Sono cresciuto con grandi lacune nel relazionarmi col prossimo, ma ci ho lavorato da solo e qualche amicizia me la sono conquistata. Il problema si presenta però con l'impegno nello studio, che è sempre stato al di sotto delle mie potenzialità, ed il susseguente impegno nel lavoro. Sono venuto fuori in un modo tale che per me non vale la pena vivere, perchè non vale la pena stare in mezzo alle persone, perchè fai sempre la figura dell'imbranato o del debole prima o poi. Ho 34 anni, vivo dai miei genitori e non ho quello scatto di orgoglio che ho avuto a tratti in passato per cercare di diventare indipendente. Non ho voglia di vivere. La situazione peggiora sempre di più. In camera pulisco sempre meno, a volte devo farmi due bicchieri di vino per dormire, faccio intere maratone di fronte alle serie tv. Passo le giornate pensando a come sarebbe dovuta andare, e mi viene un blocco solo al pensiero di reagire. I miei sogni d'infanzia mi tormentano, l'idea del confronto coi miei coetanei, sposati e realizzati, pure, ed i miei amici fanno i salti mortali per farmi uscire di casa. SO che sono fortunato ad averli e di non meritarli. A volte sogno una ragazza di cui ero innamorato perso molti anni fa, e quando mi sveglio e mi rendo conto della realtà in cui vivo, e mi sento davvero uno schifo.
Ho smesso di sognare, non disegno più, non scrivo più, erano le mie due passioni. Non ascolto più nemmeno la musica.
Lo so che devo andare da uno psicoterapeuta. Ma le strutture dove sono io sono davvero imbarazzanti: tutti ti vedono entrare al consultorio, ti senti osservato in una cosa che invece dovrebbe essere molto intima.
In passato mi era capitato di reagire. Una sera, anni fa, avevo parlato con una ragazza in modo proficuo. Non era successo niente di che, ma la conversazione mi aveva portato delle vibrazioni giuste. Il giorno dopo mi ero messo a dieta ed a cercare lavoro. Avevo annotato in un quaderno le cose che volevo fare, come un viaggio, imparare a cucinare eccetera. Passai un anno discreto, grazie a quell'unica sera in cui parlai con quella persona, che praticamente non vidi più. Poi però tutto ritornò com'era prima, com'è oggi. Il fatto di aver già reagito in passato mi rende più difficile reagire oggi, perchè a differenza di altri io so come si fa: è l'idea del mondo con cui ho a che fare che non mi incoraggia.

1 risposta degli esperti per questa domanda

Salve Gabriele, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL