Senso di vuoto e indecisione

Angela

Salve. Ho 24 anni e sono stata in una relazione per sette quasi. Da un mese ho lasciato il mio ragazzo. Questa decisione è scaturita dal fatto che ho avuto un crollo emotivo e depressivo che ormai dura da 2 mesi circa. Ho iniziato a provare una forte angoscia all’idea di vedere il mio ragazzo e pensando a lui. Sono arrivata a chiedergli una pausa di dieci giorni e a lasciarlo a inizio novembre. le motivazioni erano che la relazione era diventata troppo piatta, troppo dipendente. Io non sapevo chi ero da sola, senza di lui e lui non mi dava quello che volevo. O non sempre. Il problema è che lui è sempre stato disponibile e attento a me, in qualsiasi modo possibile. Ora, ho preso la decisione perché mi sembrava di non amarlo più, anche se in realtà non ho idea di cosa significhi davvero amare qualcuno. Gli voglio bene, provo affetto per lui, i nostri orizzonti e ideali sono uguali. Caratterialmente è perfetto. Però ad oggi, ho riavuto una ricaduta depressiva. Mi sono resa conto che ero infelice della mia vita, che non ho voglia di fare niente, di vivere. Mi sembra di stare andando completamente a caso. Ho rinunciato a i miei desideri perché mi sono auto sabotata nonostante lui cercasse di spronarmi, cosa che continua fare anche ora. Ora sto cercando di cambiare le mie priorità. Sto iniziando a pensare di provare a diventare scrittrice, come ho sempre voluto, e ho iniziato un lavoretto mentre finisco l’università. Però finisce la, non so cosa voglio dopo. Mi sento intrappolata nella mia stessa vita, intrappolata nel paesino in cui vivo. E ora mi sento sola e vuota, non ho più l’appoggio che avevo prima (lui). Le prime settimane stavo meglio ora vedo di nuovo tutto nero e soprattutto sento una mancanza enorme, prima non mi attraeva più fisicamente ora (scusate la franchezza) gli salterei addosso…. So che è lontano perché se ne è andato da qui in una grande città e questo mi fa impazzire. Se so che va a una festa o esce, cosa che prima non faceva per sua volontà perché era pigro, vado fuori di testa, divento gelosa e mi metto a piangere. Ovviamente lui non sa niente di questa mia situazione, non voglio confonderlo e ha il diritto di andare avanti. Ma continuo ad essere in un limbo perché non so se voglio ancora lui o meno. Quando penso di tornare con lui provo un senso di ansia e angoscia, forse perché ho paura di ritornare alla situazione di dipendenza e infelicità di prima. Ma lui dice che sta cambiando, che sta lavorando su se stesso. E io non so cosa fare o cosa voglio di preciso. Però al contempo alla sera mi manca e vorrei le coccole da lui e fare l’amore con lui. Magari mi scrivono dei ragazzi, sapendo che sono single, ma mi irritano quasi, non mi interessano, li trovo noiosi e non voglio mi scrivano. Come posso fare chiarezza nella mia mente? Può essere che io lo ho lasciato per depressione? Perché ho represso i miei sogni fino ad ora? Perché nella mia testa continuo a vedere un futuro con lui? Ma non immediato, non pensando al rapporto che avevo prima nella coppia, ma a qualcosa di diverso: dove io sto inseguendo i miei sogni e lui riesce a gestire l’ansia, si diverte e vive? L’unica cosa che mi dicono tutti è di aspettare… che capirò nel tempo,…..ma cosa? Non riesco a dare risposte ai miei pensieri!

1 risposta degli esperti per questa domanda

Salve Angela, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stessa utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL