Depressione

Sono stanco di vivere

Andrea

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Salve. Non ho molto da dire, solo che sono tanto stanco della mia situazione di sofferenza e vorrei poter premere un pulsante e morire. Tanto prima o poi capiterà, quindi perché prolungare l'agonia? Io ci provo in tutti i modi a motivarmi, ma sto sempre male, mi sento sempre così oppresso da sensazioni varie e sintomi strani di non si sa cosa... La vita non può essere questo, non può essere così faticosa. Ho fatto un sacco di psicoterapie e farmacoterapia, ho iniziato ventidue anni fa. Ma non è cambiato nulla. Non lavoro da dieci anni. Ho appena finito un corso di formazione ma è stato così doloroso sforzarmi di uscire di casa ogni giorno sentendomi sempre male. Vorrei finisse tutto per sempre, tanto non guarirò mai. Possibile che in Italia non si possa chiedere un aiuto a morire? Continuo a sentire nella testa che dovrò continuare a soffrire per tutta la vita. È crudele. Da quattro anni vado dalla psichiatra dell'ASL senza miglioramenti. Ora ho preso un appuntamento da uno psicanalista consigliatomi. Ma secondo me io sono proprio fatto così, mi funziona male il cervello... O comunque c'è qualcosa che seriamente non va. Non vi sto a raccontare i "sintomi", cioè le sensazioni che mi accompagnano giornalmente e che riesco ad alleviare un pochino solo con l'ansiolitico (antidepressivo, antipsicotico e gabapentin non mi fanno niente) sono tanto stanco e non mi va di ripetere per l'ennesima volta quanto ho ripetuto a un sacco di dottori. Poi questa voce nella testa mi dice sempre "no, no", e io non posso fare niente di quello che mi propongo. A volte penso che il mio corpo sia condiviso con un'altra persona. Boh. Perché io non sono come gli altri? Perché devo soffrire così tanto e a lungo? Come potrò sopportare tutto questo per altri cinquanta anni? Non ho una malattia mortale purtroppo. Sono stanco. Stufo.

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Salve Andrea capisco che lei sta male. Comprendo anche che non ha mai fatto una psicoterapia, ma io addirittura le consiglierei un percorso residenziale in una struttura ad hoc per esempio il Centro per i disturbi bordeline di Marino (RM). Qui potrà fare un percorso intensivo e dare un senso al suo malessere ed anche cambiare il suo ruolo e l'immagine che di se stesso. Penso il punto sia proprio questo. Che ne pensa?


Buona serata

Non Gent.le Andrea, 


Il tema della vita e della morte è uno dei più importanti dell’essere umano. Sin dal grembo materno tu come creatura dovresti essere stato accolto con gioia. Se questo non accade si possono vivere interiormente dei combattimenti in cui tu stesso non ti accetti e non accetti tutto ciò che riguarda la tua esistenza. La morte a volte sembrerebbe un’ apparente soluzione. In verità non ti permette ne di crescere ne di sperimentare il vero te stesso superando tutte quelle sfide che ti potrebbero far apprezzare la tua persona.


Cordiali saluti


 

Ciao Andrea, mi dispiace molto per la tua sofferenza. Vivere è molto difficile e faticoso specie per chi come te deve convivere con la depressione che però non è una malattia mortale come hai detto tu stesso, quindi si può curare o tenere sotto controllo. Generalmente la farmaco terapia dà un grosso aiuto in casi come i tuoi; non ti arrendere e prova ad andare da un altro psichiatra il più possibile aggiornato sulle nuove cure (cerca su internet). Trovare la cura giusta non è facile ma se ci riesci ti sembrerà tutto più facile. Prova ad andare da questo nuovo psicanalista. Per quanto riguarda gli ansiolitici non abusarne in quanto purtroppo ti curano i sintomi ma rischiano di peggiorare la depressione; ovviamente questo non vuol dire che tu non possa ricorrere a questa tipologia di farmaci per alleviare un po' i sintomi. Tieni presente che vi sono anche cure alternative che possono essere aggiunte ai farmaci (es. meditazione, yoga, etc.). Ti auguro il meglio.


Un abbraccio


 

Buongiorno Andrea,


ha fatto bene a prendere contatto con lo psicoanalista che le è stato consigliato. Sicuramente un ostacolo da affrontare subito è il pregiudizio che lei ha riguardo a se stesso: "sono proprio fatto così, mi funziona male il cervello".


Se ha deciso di intraprendere un nuovo percorso di psicoterapia, le suggerisco di non ancorarsi alle sue convinzioni, piuttosto di guardarle e vedere quanto queste in realtà le siano servite per rimanere intrappolato in una rete di pregiudizi su di sè e trattenerla a lungo in una situazione stagnante. Sicuramente lei ha delle risorse personali che con l'aiuto del professionista potrà esplorare e, di seguito, scegliere di attivarle per usarle al suo personale "meglio" (nel senso che solo lei potrà sentire e decidere in quale direzione far andare la sua vita). E' una bellissima e importante opportunità che ciascuno di noi ha riguardo alla propria vita. 


Le auguro, quindi, un buon percorso di crescita personale.


Cordiali saluti 


 

Gentile utente, 


lei dice che ha iniziato a fare psicoterapie e farmacoterapie ventidue anni fa. Presumo quindi che prima di quella data stesse bene o comunque meglio. Cosa è successo ventidue anni fa? Penso che presumibilmente deve analizzare ciò che è stato e farsi aiutare da uno psicoterapeuta a superarlo. Qualora infatti fosse rimasto ancorato al passato rischierebbe di non riuscire mai a vivere il presente.


Può anche chiedere una consulenza on line se vuole sentire uno psicologo lontano dalla sua residenza. Sappia che le terapie brevi risolvono generalmente i problemi in poche sedute, sono perciò efficaci ed economiche.


Cordiali saluti 

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