Depressione

Tendo ad autolesionarmi abbastanza frequentemente

Erica

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Salve a tutti. Sono una ragazza e da circa un anno soffro di depressione. Inizialmente ho frequentato uno psicologo, ero molto spaesata ed era la prima volta, mi ha subito detto che dovevo ricorrere ad almeno 2 anni di percorsi psicoterapeutici perchè ero in condizioni disastrose. Mi sono spaventata e non ci ho più messo piede. Poi ho frequentato altri psicologi ma non sono serviti a molto, non mi sono mai sentita a mio agio. Tendo ad autolesionarmi abbastanza frequentemente, ho un'autostima bassissima di me e delle mie doti o qualità. E' dalla seconda elementare che mi programmo diete, mi sento sempre in colpa quando mangio e il mio fisico mi ha sempre fatto schifo, anche se non sono nemmeno in sovrappeso. Nonostante questo non sono mai caduta nell'anoressia o nella bulimia causa mancata forza di volontà. Da circa novembre ho iniziato a frequentare una neuropsichiatra, che mi ha prescritto lo zoloft che ormai prendo da un mese o due, dato che soffro anche di ansia e attacchi di panico. Ho sempre fumato marijuana, erba, ganja, come la si vuol chiamare. Inizialmente a scopo ludico, recentemente sto cercando di fumare a scopo 'medico'. Il farmaco che inizialmente funzionava ha smesso di fare l'effetto che mi faceva e il mio corpo si è ormai abituato, quindi quando sto male fumo e sto mille volte meglio, anche se ho molta paura di diventarne dipendente. Voglio uscirne, non ce la faccio più ad essere sempre stanca, a non avere uno scopo nella vita, a non avere forza di volontà e decisionale, a sentirmi diversa e inferiore alle altre persone per questa cosa. Vorrei avere una vita normale come qualsiasi altra ragazza della mia età, faccio persino fatica ad andare a feste o concerti perchè dato che c'è moltissima gente mi vengono gli attacchi di panico. Messa giù così non sembra tanto tragica quanto mi sembra questa situazione. Inoltre lo scorso anno sono stata bocciata, e ora sto ripetendo ma ho paura di non farcela di nuovo. Manca poco alla fine, e se venissi bocciata ancora non potrei più rifare quella scuola (che è l'unica che voglio fare) e dovrei stare in casa tutti i giorni a litigare con i miei genitori e a cercare lavoro, quando è da sempre che vorrei scappare via. Nel caso succedesse opterei per il suicidio, non riesco a vedere altre alternative. Non so cosa fare della mia vita. Voglio ma allo stesso tempo ho questi demoni che mi frenano quando sto per raggiungere un obbiettivo che mi tirano ancora più in basso. Vi ringrazio in anticipo.

5 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Gentile Erica,

come lei dice nel titolo e alla fine della sua richiesta, l'autolesionismo sembra essere forse il problema principale. La bassa autostima potrebbe collegarvisi. I problemi di autostima in genere si risolvono abbastanza facilmente con una buona psicoterapia che indaghi e migliori i rapporti con persone di riferimento importanti, in genere soprattutto i genitori, perciò le consiglio di insistere con la psicoterapia, magari cercando uno/a psicoterapeuta della Gestalt che per questo problema dovrebbe essere un indirizzo molto efficace. Anche la depressione si giova moltissimo della terapia psicologica e le sconsiglio assolutamente di curarla solo con i farmaci. La sua situazione è tuttavia complicata dalla sua condizione di giovane donna inserita completamete nella famiglia di origine; la famiglia infatti è una sorta di "sistema" in cui ogni membro influenza gli altri e spesso per produrre dei cambiamenti è necessaria la collaborazione dei familiari, il che significa che molto spesso è necessario che almeno i genitori collaborino con lo psicologo psicoterapeuta. Una mancata collaborazione potrebbe essere anche al'origine degli scarsi risultati ottenuti finora. Cordiali saluti

Dott.ssa Rita Messini Latina (LT)

Ciao in merito alla tua richiesta, il fatto che ti renda conto che vuoi avere uno scopo nella vita e vuoi cambiarla è un buon inizio, coraggioso, il primo passo per farlo, ma da quello che racconti per te è difficile continuare e mantenere il proposito. Se sei seguita da una neuropsichiatra, questa volta non scappare come le precedenti, ma continua il percorso, e segui le sue direttive. Assume farmaci e fumare, è una cosa che non dovresti fare, o l'uno o l'altro o nessuno dei due a te la scelta. Lasciarsi aiutare non è un difetto o sinonimo di "inferiorità", però i percorsi terapeutici hanno una durata ed è necessario rispettarla per avere dei risultati concreti. Suicidarsi per una bocciatura a scuola, non ne vale la pena! La scuola è importante, ma non è tutto nella vita! Puoi cercarti un lavoro, e trovare dentro di te le tue capacità nascoste, se invece di vedere solo gli aspetti negativi, ti fermi un attimo a ragionare sui positivi. Scoprirai che sei una giovane ragazza molto sensibile ed intelligente se sei riuscita a descrivere la tua situazione online, con termini che mostrano una capacità introspettiva notevole, ma rivolta al negativo, prova a rivolgerla al positivo. Tantissime persone partono da situazioni disastrose e poi pian piano trovano la loro strada ed ottengono le loro soddisfazioni ed è questo il bello della vita! Parla di questi tui pensieri al medico che ti segue in questo periodo e prendi seriamente il percorso che state facendo se vuoi davvero essere aiutata. Spero di esserti stata di aiuto, cordiali saluti.

Dott. Giuseppe Cesa Mantova (MN)

Ho letto attentamente la lettera e la prima impressione è che si tratti di una situazione abbastanza complessa. Certamente alcuni segni citati nella lettera sembrano gravi e possono allarmare, però, a mio avviso il punto cruciale sta in quell'espressione in cui Erica dice: "…ma allo stesso tempo ho questi demoni che mi frenano quando sto per raggiungere un obbiettivo che mi tirano ancora più in basso."

Credo che per Erica non sia facile confrontarsi con quei "demoni" e tanto meno credo sia semplice per chi si appresterà ad accompagnarla in quel confronto. Al di là del tempo necessario, il percorso che si prospetta è complesso ma non impossibile.

L'invito, quindi, è a non mollare. Ricordando che, al di là della competenza dei singoli professionisti incontrati, nessun terapeuta va bene per tutti i pazienti, continuando a cercare può essere che incontri il professionista con cui portare a compimento un proprio percorso e trovare un assetto interno soddisfacente.

Dott. Fabio Boccaletti Mantova (MN)

Provi a dare un'occhiata a questo per vedere se si riconosce:

http://www.psicologo-mantova.net/disturbo-da-stress-post---traumatico-complesso.html

Se le sembra di ritrovarsi in quanto letto, una via d'uscita c'è...di certo non facile e breve ma con volontà e pazienza se ne può uscire. Poi, data la giovane età, credo che un coinvolgimento dei genitori sia essenziale.

Cara Erica,

da quanto lei ci scrive emerge in modo diretto tutto il dolore ed il disagio che prova. Lei è una ragazza molto giovane che sta però lottando da tempo per cercare un equilibrio ed un certo benessere. 

E' spesso difficile trovare un professionista con cui ci si senta in sintonia e da cui accettare l'aiuto sperato. Credo che insieme alla sua neuropsichiatra possa provare a capire quale può essere il percorso più adatto a lei, magari non necessariamente in privato, ma anche presso strutture pubbliche, in cui si possono trovare diverse figure professionali che lavorano in rete ed in sinergia. 

Le auguro buona fortuna. 

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