Depressione

20 anni: non provo interesse per niente e nessuno, sono sempre silenzioso...

P1996

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Salve.

Onestamente nn so se riceverò risposte, ma sento il bisogno di aprirmi per la mia prima volta (e nonostante lo faccia qui,assicuro che è un granpasso avanti). Sono una persona, purtroppo timida, silenziosa ed introversa, tutto questo mi sta portando sempre di più a non interessarmi minimamente a nulla e a nessuno; in ogni situazione 'sociale' (che non sia, non so perché, quando sono a casa con mio fratello di 13 anni, con cui mi sento totalmente libero), mi sento inopportuno, inadatto, non so cosa fare, cosa dire e vado sempre ad isolarmi.

L'altro giorno, per dire, ero con alcuni miei compagni di teatro (frequento un corso avanzato di recitazione) in giro e come al solito mi sono bastati pochissimi minuti (o secondi) per SILENZIARMI, come sempre (ad un certo punto ho preso e me ne sono andato da solo...)


Specie ultimamente mi fermo a pensare a quanto sia vuota la mia vita, ma soprattutto quanto io possa essere insignificante per gli altri(ma so che non potrebbe essere altrimenti, lo capisco da me che sono una persona noiosa, con i suoi silenzi, anche angosciante...) e sinceramente questo mi rattrista molto, perché non so se una via d'uscita esista o no. Ogni volta che esco di casa mi comincio a sentire del tutto insicuro, sento che non riuscirei a parlare con nessuno e questo non mi fa stare per niente bene e piano piano sto rattristandomi sempre più.

Non ho praticamente mai avuto una ragazza, ma non perché sia brutto (ricevo spesso complimenti, anche se onestamente in me tutta questa bellezza non la vedo), ma semplicemente non riesco ad avere un reale interesse e so già che nel caso in cui dovessi iniziare una conoscenza sarei una persona noiosa, senza idee, e senza argomenti.
Mi faccio milioni di ragionamenti prima di fare qualsiasi cosa, addirittura ho paura di uscire da solo con un amico in quanto sento che non avrei nulla da dire e regnerebbe il silenzio...non riesco ad essere libero, spontaneo, proprio come sono quando sono con mio fratello, e questo mi fa molto male!


'Sentirsi soli in compagnia' quello che sento quando sono con gli altri...

3 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Dott. Gennaro Fiore Salerno (SA)

Gentile utente,


probabilmente ti senti a tuo agio soltanto con tuo fratello più piccolo perchè da lui non ti senti giudicato e perchè l'atteggiamento protettivo che sicuramente hai nei suoi confronti ti fa mettere da parte il silenzio e la timidezza.


Il tuo è un problema di insicurezza, ansia sociale e bassa autostima ma il fatto che studi recitazione dovrebbe aiutarti a superare queste tue difficoltà specialmente se vi aggiungi senza indugio la decisione di intraprendere un percorso di psicoterapia.


Cordiali saluti.

Buongiorno P.,


hai fatto un grande passo ad aprirti. Ora fai il secondo. Contatta direttamente un Collega (nel pubblico o nel privato, scegli tu), poiché solo in una relazione diretta, potrai affrontare gli aspetti di cui scrivi. 


La vita è relazione e, da quello che scrivi, sembra che proprio questa sia la tua difficoltà.


Intanto qui hai rotto il ghiaccio. Prenditi cura della tua parte insicura, prendila per mano, e chiedi un aiuto professionale. Anche con timore o vergogna, va bene. 


Credici!


E lavora sul cambiamento che desideri!


 


 


 


 

Dott.ssa Deborah Vivo Salerno (SA)

Gentile P1996, la sorprenderà forse sapere che questi stati d'animo sono piuttosto frequenti nei giovani della sua età.


I cosiddetti millenials (nati fra gli anni '80 e i primi 2000) di cui lei fa parte, sono una generazione che si è confrontata con un cambiamento epocale. E' come se la tecnologia si fosse insinuata nelle relazioni umane, alienandole. E' facile sentirsi inetti o brutti quando ci si confronta sullo stesso piano - un social network o una App - con personalità straordinarie e piuttosto uniche, o dei "fake" che però sembrano reali.


Lei si racconta come una persona priva di abilità sociali, che prova sentimenti di autosvalutazione, non accettando né la sua personalità, né il suo corpo e questo, inevitabilmente, la porta ad isolarsi ulteriormente e a sentirsi triste. Eppure di risorse lei sembra averne molte. Fa un corso di teatro (non parlerà con gli altri, ma almeno recita!) e ha un'affettuosa relazione con suo fratello.


Chissà quante altre risorse avrà taciuto (dove sono i genitori?), preso com'è nel descriversi come un fallimento sociale. Allora guardi a se stesso da un'altra prospettiva. Per restare in tema teatrale, la negatività è come l'occhio di bue, il fascio di luce che mette in evidenza soltanto una piccola parte del proscenio. Tutto il resto rimane al buio. Ecco, lei fa così: inquadra solo le sue qualità negative, oscurando tutto quanto di buono lei possieda, ma non vi dà valore.


Allora una buona psicoterapia potrà aiutarla a vedersi nella sua interezza e ad accettare i suoi limiti, per ripartire da una sana accettazione di quello che si è.


Buona fortuna.

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