Depressione

Vorrei capire perché dopo tutto il bene che dono alle persone, io sono l'unica che prende il peggio

Nicoletta

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Buongiorno,
vorrei capire cosa mi sta succedendo. Sto passando un periodo molto difficile, la mia famiglia continua a litigare e mettono in mezzo me, anche se sono la prima e l'unica che cerca di risolvere i conflitti.
Da quando sono piccola ho sempre pensato di essere un peso per mia madre, dato che a causa mia, mio padre e mia madre si sono lasciati.
Inoltre per quanto riguarda la mia vita sociale ho due compagnie di amici. Una nel mio paese che è composta da sole femmine e ho dovuto affrontare un sacco di drammi dato che sono soggetta a delle gelosie delle mie amiche nei miei confronti.

Metto le persone a cui voglio bene al primo posto, anche prima di me stessa, ma molte mie amiche non lo capiscono. Invece con la mia seconda compagnia, composta solo da maschi mi sento molto più libera ed accettata. Ci sono per me e non mi causano drammi continui.
Vorrei capire perché anche dopo tutto il bene che dono alle persone, io sono l'unica che prende il peggio da loro.

2 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Salve Nicoletta


da dove ci scrive?


Spesso accade che ripetiamo i nostri modelli relazionali e ci troviamo sempre nello stesso genere di relazioni, che, per esempio, non ci soddisfano.


Fa bene a chiedere un aiuto perchè così può rendere più consapevole i suoi modelli relazionali e trasformarli in modo da trarne un maggiore beneficio.


Per lavorare su questo è necessario vederci di persona oppure in videochat in modo da approfondire la questione.


Mi contatti pure se vuole. Buon pomeriggio


 

Buongiorno Nicoletta,


sembra, da quello che scrive, che il suo malessere derivi dalla difficoltà di porre la giusta distanza emotiva dai conflitti delle persone a Lei vicine. Se i suoi genitori litigano per motivi che li riguardano è opportuno tirarsi fuori dalle loro beghe, visto che ha già sperimentato che “fare da mediatrice” rispetto alle loro discussioni non ha portato i risultati da Lei sperati. Dovrebbe, invece, sviluppare la capacità di non farsi “tirare dentro” nelle loro discussioni, lasciando ai suoi familiari la responsabilità di risolversi “i loro conflitti”.


È comprensibile umanamente che Lei, come figlia, vorrebbe vedere i loro genitori in armonia, ma questo conflittualità è un problema tra i Suoi genitori (che probabilmente da sempre l’hanno coinvolta, di conseguenza, invischiandola nelle loro dinamiche).


È capibile anche che Lei possa sentirsi in difficoltà a rimanerne fuori, se la modalità in cui Lei si pone con loro, ossia cercare di fare da “paciere”, è l’unica che conosce. Per questo Le suggerisco vivamente di farsi aiutare da uno/a psicoterapeuta (eventualmente anche presso il consultorio della Asl, dove è previsto uno spazio gratuito per i giovani).


In uno spazio d’ascolto adeguato Lei potrà affrontare le sue difficoltà relazionali anche con le figure femminili di cui ha scritto.


Nicoletta, con un adeguato supporto Lei potrà emanciparsi e sviluppare modalità relazionali funzionali al Suo benessere. Di figlia e di donna aperta alla vita.


Buon cammino!


 

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