Problemi di coppia

Come comunicare la separazione alla moglie

Massimo

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Ho un problema, non riesco a comunicare a mia moglie la decisione di separarmi.
Già nel 2018, dopo una mia relazione extraconiugale, dove io mi aspettavo una definitiva decisione sua, mi sono ritrovato invece che Lei ha voluto ritentare, rimettersi in gioco. Questa sua decisione oltre avermi destabilizzato, ha fatto si che il mio tradimento fosse ago della bilancia che ha portato amici e parenti a tifare per lei. Io non ci sono stato e ho fatto terra bruciata intorno a me, e alla famiglia( anche un figlio 17 enne). Dopo tre anni, circa due mesi fa causa incidente sul lavoro, sono scoppiato...rivedendo la mia relazione extraconiugale in ferie in Grecia con il marito e della sua nuova vita, anche se dice" che tra loro sono fratello e sorella" e che dopo 30 anni assieme vuole solo tranquillità visto che li mancano 3 anni alla pensione, in compenso chattiamo tutti i giorni con "Ti voglio bene amore...Buonanotte Amore...Buongiorno Amore e una telefonata di 20 minuti giornaliera per raccontarci problemi e giornata" come farebbe una coppia vera, quello che entrambi non riusciamo a fare con i nostri partner.
Mentre lei riesce a gestire, pare, la situazione..io non ci riesco. 21 giorni fa ho detto alla moglie che per lei provo solo affetto e da lì in piombato il gelo completo. Nessuno dei due ha coraggio di staccare la spina, so che dovrei farlo causa del casino, ma non trovo le parole. La mia decisione è personale, perché la mia relazione extraconiugale, mi dice di tirare avanti, vivere giornalmente, fare quelle cose per far si che la famiglia sia tranquilla, come fa lei con il marito. Matrimoni senza amore e contatti fisici, ed in mezzo noi che viviamo come una coppia senza poterci vedere, perché tra pandemia o lavoro è da novembre 2019 che non ci vediamo, data anche del nostro ultimo rapporto e contatto fisico. Io non so se Leo lo dice perché dopo si vedrebbe costretta a fare una scelta, ma io non riesco a tenere il piede su due staffe. Insomma è un bel casino. Comunque indipendentemente dalla scelta che farà la mia relazione extra, io per il Mio bene, il bene di mio figlio e di mia moglie vorrei trovare le modalità giuste per chiudere questa situazione. Grazie mille

5 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Salve, certamente come dice lei “non si può tenere il piede tra due staffe”.


Allora, si chieda se può recuperare il rapporto con sua moglie anche se lei è molto arrabbiata, quanto può aspettare la sua “lei” per decidersi di cambiare partner e stare con lei, cosa la unisce ancora alla sua famiglia attuale nonché cosa cerca affettivamente e fisicamente in una donna?


Nel caso inizi a rispondere a queste importanti domande troverà certamente il modo di fare la sua scelta: chiudere la relazione extraconiugale!


Cordiali saluti

dott.ssa Maria Zampiron


                                                   

Buongiorno,  si rivolga a un terapeuta di coppia per fare qualche colloquio per trovare appunto un modo giusto per tutti per gestire la situazione Così potrete ripartire con un equilibrio più sano 


Oppure faccio lei qualche colloquio con un professionista con lo.stesso obiettivo 


A disposizione on line se ha bisogno di maggiori informazioni 


Saluti 


Dott Belinda Doria 

Gentile Massimo,


è un'esperienza certamente frustrante quella di sentirsi responsabile diretto di una decisione come una separazione coniugale.


Può succedere che si combinino sentimenti di premura nei confronti del partner (come farà senza di me?) a sentimenti di rabbia (possibile che questo debba essere ancora un mio problema?).


È un impasto di emozioni che non ispira all'azione, quanto piuttosto a un immobilismo che esacerba le tensioni.


La spinta ad agire una decisione del genere può arrivare dalla consapevolezza che 



  • le risoluzioni consensuali sono piuttosto rare, e quasi sempre tocca a un partner o all'altro assumersi l'onere della scelta;

  • se pure è uno dei due partner ad agirla, mettendo l'altro in posizione "passiva", ciò non significa che la colpa sia dell'uno o dell'altro (in generale, nelle relazioni e nelle rotture non è mai colpa di uno o dell'altro, semmai è responsabilità reciproca);

  • il dolore di oggi (separarsi è fonte di sofferenza da molteplici punti di vista) può trasformarsi nel benessere di domani, e non è un modo di dire: è solo creando lo spazio per il nuovo, anche quando ci spaventa, che ci apriamo ad accoglierlo.


Queste considerazioni vanno al di là della possibilità più o meno concreta, nel futuro, di ricongiungersi con la persona con cui ha avuto la relazione extraconiugale.


L'esistenza di un'altra persona, piuttosto, va considerata una dimostrazione ulteriore dell'opportunità di troncare una relazione insoddisfacente. 


Decidere di proseguire il percorso della separazione è anche un modo di riconoscere autonomia alla moglie, ovvero di riconoscere anche per lei la possibilità di ricominciare.


Con l'auspicio di essere stato in qualche modo utile, la saluto cordialmente


Francesco Rizzo

Carissimo Massimo, non ci sono parole giuste o parole sbagliate per comunicare ma, forse, modi più giusti di altri che non comprendano attacchi, giudizi, critiche, rimproveri, ecc. ecc. Nel suo caso mi pare che lei, in un modo o nell'altro, abbia detto delle cose a sua moglie, magari non dirette ed esplicite ma abbia tentato di dare dei messaggi affinché lei prendesse una decisione per la vostra coppia e per la vostra famiglia, decisione che non è stata quella che lei si aspettava. Il problema, se non sbaglio, è che lei si aspetta che altri prendano una decisione che lei vorrebbe e che lei stesso non è in grado di prendere. Quindi, il problema direi non è trovare le parole giuste e comunicare a sua moglie la decisione di separarsi ma, innanzitutto, fare la sua scelta dentro di sè innanzitutto in modo chiaro e deciso. Il resto, pur nella sua complessità e difficoltà, dovrebbe venire di conseguenza trovando sicuramente le modalità migliori per sè, per sua moglie e soprattutto per vostro figlio.


Le faccio i miei migliori auguri di trovare presto la serenità.

Caro Massimo, la sua è una situazione molto difficile ed una scelta dolorosa, ma proprio per questo lodevole. Sta prendendo una decisione per il suo bene e per quello dei suoi cari e questo è un atto di coraggio. Le consiglio di contattare uno psicologo o un terapeuta per avere una consulenza in modo da spiegare bene la sua situazione per poi acquisire gli strumenti adeguati per affrontare e gestire il tutto. Avrà modo di capire qual'è la modalità più adatta per comunicare la sua scelta. Le auguro il meglio. Dr.ssa Valentina Bennati

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