Problemi di coppia

Il mio Compagno e la sua famiglia

Giulia

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Salve, ho 45anni un compagno di 50che non riesce a staccarsi dalla sua famiglia di origine. Ha un rapporto morboso con sua madre, e con suo fratello cha a differenza sua ha una famiglia. Invitato più volte ad andare a vivere insieme ha sempre detto che ha bisogno di tempo per affrontare questo cambiamento. Forse avrò sbagliato a dirgli duramente quanto sia abbindolato e fagocitato da sua madre, plagiato da questa figura femminile così possessiva, ma l'ho fatto per scuoterlo un po... Avrei forse dovuto agire in modo più soft... Ma un cosa è certa ora.. Ed è che sono in forte confusione e non so più come procedere. Ho bisogno di aiuto perché fortemente confusa. Una vita così.. Condivisa con sua madre, suo fratello e sua cognata, non so se riuscirò ad affrontarla. Chi potrebbe darmi un suggerimento su come procedere? Grazie

4 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Indubbiamente è una esperienza frustrante quella che lei sta vivendo senza ombra di dubbio. Va considerato che il suo compagno non riesce a "svincolarsi" dalla famiglia di origine e certamente non lo si può obbligare, quindi come uscire da questa situazione? Se lui ha bisogno di un tempo pressoché infinito per cambiare non resterebbe che accettare questa situazione, magari con qualche piccolo cambiamento. Lei le vuole abbastanza bene per farcela in queste condizioni? Consideri che la vita "in due" comporta sempre dei compromessi. Diversamente lo strappo è inevitabile: resta difficile un'alternativa in cui tutto vada liscio come l'olio, senza alcuna difficoltà. Mi auguro di aver fornito degli spunti per una riflessione a più ampio spettro. Sinceri auguri. 

Cara Giulia, 


Mi sembra di intuire la sua rabbia e il suo dolore.


Ha provato a parlare con il suo compagno in prima persona singolare, incentrando il dialogo su quanto lei stia soffrendo per la situazione ? 


Penso, inoltre, che lei abbia bisogno di sapere come il suo compagno viva l'idea di una vita come dice lei, condivisa. E di ascoltare la sua risposta per capire se anche lui viva tale situazione come un problema. 


Inoltre spesso quanti tali problematiche sono portate all'attenzione dell'intera famiglia, madre inclusa, questo potrebbe portare un cambiamento dell'intero sistema e quindi anche per voi.


potrebbe aiutarla in questo una psicoterapia di coppia sistemico-relazionale, in cui vi è là possibilità di convocare altri famigliari, di modo che da freno possano diventare risorsa per il suo compagno esatto  dunque per la coppia. 

Resto a disposizione, 


Dott.ssa Maria Chiara Paladini 


Psicologa a Napoli 

Buongiorno Giulia. L’intrusività della famiglia d’origine nella coppia non è rara e può essere dovuta a una grande varietà di motivi, che sono da indagare analizzando la storia famigliare del soggetto e i rapporti che intercorrevano nella sua famiglia d’origine. Non ritengo sia questa la sede adatta per trarre conclusioni, ma si può ipotizzare preliminarmente che suo marito, nel tempo, abbia assunto un ruolo preciso nella sua famiglia d’origine e che tutt’oggi lo stia ricoprendo. Analizzando la vostra storia relazionale e le vostre storie famigliari si potrebbe dunque arrivare ad avere un quadro preciso di come viviate le relazioni e di come “funzioniate” in queste situazioni.
La scelta di parlare del suo disagio con suo marito è stata comunque lecita, è giusto ci sia comunicazione in situazioni di disagio. Se ritiene di non aver ottenuto nessun effetto, si può proporre un percorso con un esperto con il quale indagare gli aspetti esposti poco sopra.
Mi rendo disponibile per un consulto più approfondito e chiaro, anche online.
Cordialmente,
dott. Alfonso Panella.

Gentile Giulia, 


il consiglio che ha dato al suo compagno è comprensibile, tuttavia il cambiamento deve provenire in primis da lui, difficilmente è autentico se non supportato da emozioni e motivazione. Le posso consigliare di valutare di effettuare dei colloqui individuali per comprendere come affrontare al meglio la situazione ed eventualmente di coppia per approfondire, insieme, come meglio fare i prossimi passi. 


Resto a disposizione, 


Dr. Matteo Radavelli 

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