Problemi di coppia

Relazione extraconiugale

Stefano

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Sono sposato dal circa 7 anni e abbiamo un figlio dodicenne. Circa 4 anni fa viaggiando per lavoro ho conosciuto una ragazza e ora sono 4 anni che ci vediamo di nascosto trascorrendo qualche fine settimana insieme quando possibile. La relazione e diventata sempre più importante è l’ultima volta che ci siamo visti due settimane fa abbiamo fatto l’amore. Sono veramente innamorato di questa ragazza è vorrei passare il resto della mia vita con lei ma temo la separazione e la sofferenza che potrei causare a mia moglie e mio figlio. D’altro canto non credo posso stare con mia moglie solo perché mi duole farle del male., sarei infelice per il resto della mia vita e lo sarebbe anche lei. Aggiungo inoltre che il nostro rapporto non è mai stato un rapporto completo; prima di sposarci ci fu un primo tradimento che confessai e successivamente nel 2017 mia moglie minaccio di lasciarmi per conflitti e incomprensioni. Spero in un vostro consiglio ed eventualmente un contatto con un vostro collega Con cui poter parlare.
Grazie
S..

7 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Buona sera signor Stefano. Credo che il conflitto che lei stia vivendo sia forte e credo pure che lei abbia tutti gli elementi per mettere in atto una decisione. Tuttavia qui c'è qualcosa di molto forte e profondo ad un livello emotivo che certamente la limita, la blocca nell'operare una scelta che, a prima vista appare scontata: ama un'altra donna, con sua moglie non c'è stato mai un rapporto completo, sua moglie dopo la sua rivelazione di un tradimento prematrimoniale la voleva lasciare.


Le dico: una scelta "a prima vista" scontata, poiché lei sembrerebbe un po' confuso in merito al rapporto con sua moglie fin dal tempo del fidanzamento, perché, altrimenti non avrebbe attuato un tradimento in quel periodo o comunque, quel tradimento l'avrebbe dovuto far riflettere sulla scelta matrimoniale.


Ed ora, tale scelta matrimoniale ritorna a metterla in crisi per via di una ragazza


Ha fatto molto bene a scrivere perché spesso già il mettere nero su bianco, interagendo con qualcuno può essere di ausilio. E spero che per lei possa esserlo


In merito a consigli, nessuno può fornirne, in un ambito così delicato che coinvolge diverse persone e livelli, tantomeno uno psicoterapeuta che per sua specificità professionale, non da consigli, bensì aiuta una persona a trovare sue risposte e strategie in sintonia con il proprio sistema valoriale, la propria natura e, non da ultimo, la propria storia di vita


Per ciò che riguarda il contatto con un collega, credo che possa lei stesso sceglierlo poiché ve ne è un'ampia gamma di consultazione, anche in merito, e non solo, alla vicinanza al suo domicilio


in bocca a lupo per la sua vita


Dottoressa Laura Bonanni


 

Gentile Stefano,


comprendo il momento che stai vivendo. Prendere delle decisioni importanti significa valutare le possibilità e le conseguenze che ne possono derivare. Dalle tue parole “sarei infelice per il resto della mia vita” e “ il nostro rapporto non è mai stato un rapporto completo” traspare un malessere già radicato che probabilmente non è stato valutato e affrontato adeguatamente nel corso degli anni. Del resto il tradimento è l’esito finale di un disagio presente da qualche tempo. Da dove nasce la tua infelicità? Cosa non ha funzionato nella vostra vita, nell’intimità, nella comunicazione di coppia andrebbe seriamente affrontato per agire con consapevolezza e non commettere eventuali errori anche in futuro.


Dott. Pasqualino Lupia


E’ possibile richiedere una consulenza on line.

Buona sera,


da quello che mi sembra di capire ha avuto prima di sposarsi una situazione analoga a quella che sta vivendo ora, in modo più contenuto probabilmente, ma che la fa vivere poi in un senso di colpa, comprensibile e auspicabile. Sicuramente sarebbe molto importante poter fare un'analisi dei suoi bisogni affettivi, emotivi che l'hanno portata a decidere di sposarsi e che l'hanno poi mezsa nella condizione di dover ricercare nuovamente all'esterno una situazione come quella prima del matrimonio.


Il lavoro che può fare sicuramente è di prendersi del tempo, senza fretta, e iniziare un percorso con uno psicologo con il quale affronta un po' la sua vita, i suoi bisogno, presenti e passati, e l'aiuti a trovare dentro di lei la soluzione migliore alla sua vita. Si ricordi che lo psicologo è un veicolatore del paziente e non prende decisioni al suo posto, ma può accompagnarla al disvelamento di sè.


Spero di esserle stato utile


Cordiali saluti


dott. Galetti N.

Buonasera Stefano,


essendo la sua situazione molto delicata e complessa, le consiglio di parlarne con qualcuno che la possa ascoltare e le faccia vagliare tutte le possibilità. Gli argomenti da affrontare sono molteplici.


Se le interessa un colloquio, le do il mio contatto: tososabrinapsicologia@gmail.com


Il primo colloquio sarà un modo per conoscerci e capire se sono la persona giusta per aiutarla.


Dott.ssa Sabrina Toso

Gentile Stefano,


una separazione dalla propria moglie e dai figli può essere vissuta e percepita come un “lutto”. Per quanto riguarda sua moglie:


- Lei vorrebbe ricreare la vostra relazione o è deciso nella scelta che le sembra di voler prendere?


- Quando vede la moglie per esempio al rientro dal lavoro come reagisce? A livello di pensieri, corpo, emozioni, ecc.?


- Come trascorrete i week end?


- Se dovesse immaginarla nelle “braccia di un altro uomo” quale pensiero ed emozione compare, subito senza rifletterci, nella sua mente?


Le consiglio di rispondere a queste domande e pian piano di riuscire a esternare il discorso con sua moglie se fosse per lei davvero finita. Dialogando, spiegando le emozioni, magari aprendosi descrivendo cosa le è mancato (se lo è) nel vostro rapporto aiuterà sia lei sia se stesso a capire come dovrebbe essere una vita sentimentale per rendervi felici.


I primi periodi sia per l’amore sia magari per la routine saranno sicuramente più difficili, soprattutto per la moglie se non immagina il suo pensiero di allontanamento. Le sembra una donna forte? Determinata? Con degli obiettivi di vita?


La sofferenza ci sarà però non potete farvi del male in “2” se per caso il vostro sentimento si è trasformato. Col tempo chi non innamorato rischierebbe di non essere più presente o esserlo in modo “diverso” e talvolta creando maggiore malessere: dormire più ore, avere meno voglia di “fare”, presenza poco sorridente, ecc.


Per quanto riguarda il figlio:


- Che tipo di rapporto avete?


- Giocate insieme? Fate degli sport condivisi? Comunicate e vi parlate?


Dodici anni sono un’età “particolare” dove spesso i ragazzi si devono “confrontare” coi genitori, con la loro identità, con la voglia di sperimentarsi ma anche la paura, ecc. potrebbero quindi emergere da parte di suo figlio comportamenti “nuovi” o “forti”. Degli esempi potrebbero essere: “accudimento inverso” verso la madre oppure rabbia verso di lei o sentirsi come “abbandonato”. Tutto e tanto risiede nel come si spiegano le cose, nel continuare ad essere presente di persona e telefonicamente quando non è possibile la quotidianità. Confrontandosi, dialogando e dando spiegazioni il vostro rapporto potrà col tempo essere preservato e “RI”partire.


Un figlio, soprattutto nel futuro diventando adulto, potrà capire che la separazione è avvenuta solo con mamma come moglie e non separazione dalla famiglia “intera” se i due genitori restano collaboranti nella sua vita, presenti (sia emotivamente sia fisicamente) ma ricordiamoci anche che lui sta entrando negli anni in cui vorrà uscire con gli amici e che quindi tanto farà la vostra capacità di “vicinanza alternativa”.


Resto disponibile per informazioni, richieste aggiuntive, consulenza online o se volesse rispondere in privato alle domande poste.


Cordialmente


Dott.ssa Federica Ciocca


Psicologa e psicoterapeuta


Ricevo a Torino, provincia (Collegno) e online

Salve Stefano,


comprendo che la sua situazione sia un'agonizzante sospensione tra due scelte, un pò come l'asino di Buridano.


prima di morire, simbolicamente, di fame, la inviterei a far leva sulla sua consapevolezza che così state tutti in una situazione di silente sofferenza, ed affrontare le paure e i sensi di colpa legati alla separazione dalla moglie.


Le auguro il meglio


Dott.ssa Paola Gianfrotta

Gentile S.


molto spesso nelle relazioni arrivate "al capolinea" si ha la tendenza a provar paura nel ferire l'altra persona, o più in generale verso le conseguenze che potrebbe causare una decisone definitiva.


C'è però da sottolineare una risorsa molto importante in ciò che lui scrive e che difficilemente traspare così evidentemente in problematiche come le sue, ovvero "d'altro canto non credo di poter star con mia moglie solo perchè mi duole farle del male".


Ecco che nel suo caso se da una parte vi è una sana paura verso le conseguenze, dall'altra parte vi è un eccezione sulla quale far leva per un cambiamento funzionale.


"Se ci si preoccupa troppo di ciò che può venire dopo, lo si sta già realizzando".


Dott.ssa Silvestri Giorgia


Consulenze psicologiche sia in presenza che on Line.


 

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