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Spesso al telegiornale sentiamo notizie di donne maltrattate o uccise dai propri compagni.

La violenza sulle donne è prima di tutto una violazione dei diritti umani che riguarda il genere femminile. Purtroppo è più diffusa di quanto si pensi, perchè spesso le vittime di abusi preferiscono tacere per paura, senso di colpa e vergogna. In una coppia vittima-maltrattante, quest'ultimo fa di tutto per far sentire inadeguata la compagna, azzerando la sua autostima e distruggendo sistematicamente la personalità della donna in diversi modi, che vanno ben oltre la mera violenza fisica.

La "Dichiarazione sull'eliminazione della violenza sulle donne" del 1993 all'art.1, descrive la violenza contro le donne come:

« Qualsiasi atto di violenza per motivi di genere che provochi o possa verosimilmente provocare danno fisico, sessuale o psicologico, comprese le minacce di violenza, la coercizione o privazione arbitraria della libertà personale, sia nella vita pubblica che privata. »

La violenza si divide in:

  1. Domestica: avviene nell'ambito familiare e nella cerchia di conoscenti e si perpetra attraverso minacce, maltrattamenti, abusi sessuali, atti persecutori e nei casi più gravi, omicidio.
  2. Fisica: corrisponde ad aggressioni, percosse, lividi, fratture e strattoni provocati volontariamente dal maltrattante per qualsiasi motivo, anche il più futile.
  3. Psicologica: è la tipologia di violenza più subdola e dannosa, perchè consiste in un costante "lavaggio del cervello" da parte del maltrattante nei confronti della vittima, con frasi denigratorie e svalutanti ("non vali niente", "sei un'incapace", "stupida!", "non sai fare nulla","senza di me non sei nessuno!"....) che mirano a neutralizzare la personalità e individualità della donna, privandola della propria autostima e della fiducia in se stessa. Questa è una strategia del maltrattante per tenere legata a sè la compagna, inducendola a credere di non avere valore personale.

In realtà, in queste coppie, la persona più forte e ricca di risorse è proprio la vittima e il maltrattante agisce questi comportamenti violenti proprio perchè ne è intimorito, si sente inferirore e approfitta della propria superiorità fisica per ritenersi "forte", ma in realtà è il più debole.

  1. Sessuale: è la coercizione all'atto sessuale contro la volontà della donna. Questo tipo di violenza può verificarsi anche tra marito e moglie, se lui la obbliga ad avere rapporti.
  2. Economica: il maltrattante priva di un reddito economico la donna vietandole di lavorare "per il bene della famiglia" o "perchè deve essere l'uomo a mantenerla". In questo modo la donna dipende economicamente dal compagno. Il passo successivo è quello di isolare la partner dalla rete amicale e familiare, relegandola in casa e controllando ogni sua mossa ad esempio spiandone il cellulare.
  3. Assistita: coinvolge i minori e tutti coloro che assistono agli insulti, ai ricatti e agli episodi di maltrattamento fisico e psicologico.

Le vittima di violenza possono rivolgersi ai Carabinieri, al Pronto Soccorso o ai Servizi Sociali del Comune di residenza, oppure ai Centri antiviolenza diffusi su tutto il territorio nazionale. Denunciare è difficile per moltissimi motivi, che tengono la donna legata al proprio compagno, nonostante tutto. Spesso le vittime temono ritorsioni da parte del maltrattante o hanno paura ad esporsi o addirittura non possono uscire di casa. In questi casi possono rivolgersi al Telefono Donna, attivo 24 ore su 24 per un semplice consulto o per dire finalmente basta alla violenza, facendosi accompagnare da una rete di esperte donne (avvocati, psicologhe e volontarie) verso una vita migliore.

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