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Il bullismo é un fenomeno sempre più in espansione. Esso si presenta come una vera e propria oppressione, in cui un bambino o un adolescente si ritrova sottomesso da un compagno prevaricatore. La sofferenza e il disagio che prova "il sottomesso" sono immense, in quanto vanno a creare una svalutazione della propria identità, nonché un'emarginazione dal gruppo.

Gli adulti, purtroppo, non sempre si accorgono di questa realtà, in quanto incapaci di riconoscere tali manifestazioni così spietate, e si rifanno spesso allo stereotipo dell'età dell'innocenza. Le azioni di varia natura possono presentarsi sia attraverso un contatto fisico con percosse di ogni tipo, sia attraverso parole ingiuriose o gesti offensivi. Tale fenomeno, può definirsi tale, se esiste uno squilibrio di forze tra i due soggetti, cioè il ragazzo "attaccato" evidenzia difficoltà nel difendersi.                      

Le prevaricazioni e le prepotenze tra bambini /ragazzi é un problema antico, ma é diventato oggetto di ricerca a partire dagli anni Settanta, quando la psicologia ha assunto sempre più una valenza fondamentale in tutto il pianeta. É opportuno evidenziare che coloro che si ritrovano nel ruolo della "vittima" sono in genere, soggetti più insicuri e più ansiosi, e soffrono di scarsa autostima rispetto ai compagni. Anche se più raramente, esiste un altro tipo di vittima definita "vittima provocatrice" che coniuga  due modelli reattivi : quello ansioso e quello aggressivo.

Quest'ultimo tipo di soggetto ha, in genere, problemi di concentrazione e tende a creare intorno a sé tensione o irritazione, innescando con questo suo comportamento reazioni negative da parte di molti compagni o, in alcuni casi, anche di tutta la classe. Da studi recenti, sembra che questi ragazzi manchino di alcune abilità sociali, più propriamente risultano carenti delle regole di comportamento "informali" del gruppo.

Il tratto distintivo dei "bulli" é la loro aggressività verso i coetanei, ma si trasferisce anche verso gli adulti, genitori o insegnanti. Essi presentano una notevole impulsività ed un forte bisogno di dominio; alla base, esiste sempre un'influenza primaria derivante dall'ambiente di appartenenza. Molte sono le scuole che già attualmente adottano un programma d'intervento basato sul messaggio " Non si accettano in alcun modo prepotenze e tutto il personale é tenuto a vigilare sui comportanti dei ragazzi" e tutte le risorse umane già presenti e disponibili, sono delegate anche a tale controllo.

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